Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

Esplora i Luoghi
Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Dalla Visione al Segno

 

Dalla parola al segno

 


La parola latina ūber (da cui deriva l'italiano "ubero") indica originariamente la mammella, la poppa o la tetta degli animali (e talvolta della donna), ma assume anche una carica poetica intensa e metaforica legata alla fertilità, all'abbondanza e alla ricchezza della terra.


Il significato letterale e figurato nella lingua e nella letteratura latina si articola e si coniuga in:

• Mammella e nutrimento: In senso stretto, ūber è la fonte del latte e del nutrimento primordiale.

• Fertilità della terra: Per estensione metaforica, i poeti latini utilizzavano ūber per descrivere la "mammella della terra", ovvero la sua eccezionale produttività, la grassezza del suolo e la sua capacità di generare frutti spontanei e rigogliosi (ubertoso/i).

L'esempio più celebre e poetico di questo termine si trova nell'Eneide di Virgilio. Quando l'oracolo di Apollo esorta i Troiani in cerca di una nuova patria a cercare l'antica madre (antiquam exquirite matrem), usa proprio questa espressione: «...terra antiqua, potens armis atque ubere glaebae...» (Terra antica, potente in armi e per fertilità del suolo). In questo contesto, ubere glaebae (letteralmente "per la mammella/grassezza della zolla") è una formula altissima per indicare una terra talmente ricca da poter nutrire un intero popolo, quasi fosse una madre generosa.

Sebbene oggi "uber" non sia di uso comune, l'italiano conserva questa radice in termini colti e poetici:

• Uberoso / Uberto: Significa fertile, fecondo, abbondante (es. un terreno uberoso).

• Ubertoso / Ubertà: Indica la fecondità e la ricchezza di frutti della terra.

La parola evoca quindi un'immagine arcaica e sacrale, in cui la natura non è un semplice oggetto evocato astrattamente, ma una figura materna e divina che allatta le sue creature attraverso i frutti della terra.

La Calabria è tutto ciò!

Filologicamente, associare il concetto virgiliano di ūber alla Calabria coglie perfettamente l'essenza storica e geografica della nostra terra. La regione incarna questa metafora sotto molteplici aspetti:

• La culla della Magna Grecia: Non è un caso che la regione fosse il cuore pulsante di quella terra che gli antichi greci e romani vedevano come straordinariamente generosa. La stessa espressione ubere glaebae riflette la meraviglia dei coloni nel trovare suoli così ricchi.

• La varietà e la ricchezza spontanea: Dalle coste baciate dal sole alle foreste montane della Sila e dell'Aspromonte, la Calabria è una combinazione unica di microclimi che generano frutti unici al mondo, come il bergamotto, i fichi dottati, ulivi secolari e vitigni autoctoni millenari. È letteralmente una "zolla" che nutre con abbondanza e carattere.

• La natura come madre: La sacralità arcaica si percepisce ancora oggi nella cultura rurale calabrese, dove il legame con la terra non è mai puramente commerciale, ma viscerale, quasi religioso.

La transizione dal latino colto alla realtà calabrese nasce non perché io sia un latinista innamorato; piuttosto, all'occorrenza, prendo spunto dalle reminiscenze scolastiche per inserirle nel contesto filologico del pensiero corrente, potendolo così trasporre nella nostra realtà. Con ciò, non intendo proporre una lezione magistrale, ma restituire dignità a una regione che è, a tutti gli effetti, una delle "madri antiche" del Mediterraneo.

Mi pregio, pertanto, di proporre una dichiarazione d'artista capace di unire la descrizione tecnica dell'opera – un dipinto del 1980, olio su tela, 60x50 cm – con la profonda riflessione territoriale legata al concetto latino di ūber:

"Nel 1980, attraverso il lavoro pittorico “Terra Madre” – una pittura a olio su tela (60x50 cm) –, ho voluto dare forma visiva e colore a un concetto profondo e ancestrale: quello che in seguito seppi essere radicato nella parola latina ūber.

L'opera traduce sulla tela il duplice significato di questo termine. Da un lato vi è il richiamo letterale alla mammella e al nutrimento primordiale, rappresentato dalla morbidezza e dalla sacralità del corpo femminile che emerge dalla penombra. Dall'altro, vi è la trasposizione metaforica di questa figura come personificazione della terra madre.

Ispirandomi alla celebre formula virgiliana dell'Eneide, 'ubere glaebae' (la fertilità della zolla), il dipinto celebra la natura non come entità astratta, ma come una figura materna e divina che offre abbondanza e vita.

È, un intimo legame tra carne e natura, riflesso concreto della mia visione, in pittura figurale che, in estrema sintesi, conferisce corpo e anima pittorica sulla tela alla Calabria: una terra antica, viscerale e generosa, culla della Magna Grecia, capace di nutrire le sue creature con la stessa intensità e forza originaria di una madre."

 

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO
TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

Posta

chi siamo

Dietro le quinte

Chi Siamo & i Nostri Ringraziamenti

Il blog "A ore 12" è, fin dal 2009, uno spazio di cultura libera, indipendente e aperto a tutti. Non accettiamo finanziamenti, sponsorizzazioni o pubblicità. Ogni pagina nasce unicamente dall'amore per la bellezza e dal desiderio di essere utili alla collettività.

Oggi facciamo un'eccezione alla nostra linea editoriale per fare spazio a chi, ogni giorno e spesso nell'ombra, mette il cuore per rendere possibile tutto questo.

⚙️

Grazie a Manuela, L'Anima Tecnica

Un abbraccio speciale va a Manuela, la mente generosa che cura volontariamente tutta la struttura grafica del blog. Con competenza e pazienza infinita, fa sì che il sito si rinnovi costantemente attraverso:

  • Consigli preziosi per rendere la lettura rilassante e piacevole.
  • Layout su misura per far fluire i testi in modo chiaro e accessibile.
  • Grafiche curate che valorizzano i contenuti con eleganza, senza cedere al clickbait.
✍️

La Nostra "Famiglia": Collaboratori e Amici

Un grazie a Mario e Valentina, custodi del nostro prezioso archivio fotografico. Accanto si muove una bellissima rete di menti brillanti che arricchisce le aree di Opinione, Dati e Divulgazione.

Il nostro grazie più sincero racchiuso in un caloroso abbraccio avvolgente va a:

  • I compagni di viaggio storici: che mettono la firma, il volto e il pensiero su riflessioni profonde legate a politica, sanità, territorio e arte.
  • Chi collabora in silenzio: amici che per motivi personali, professionali o pura discrezione preferiscono non apparire. Il loro dono di idee e dati è un pilastro invisibile ma fondamentale.

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.