Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

Esplora i Luoghi
Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Da lettore a scrittore

 Consumatori o produttori di flussi energetici?

Mi piaceva leggere. Leggevo ovunque e sempre. Persino al lavoro nei momenti di pausa anziché uscire per il rituale della pausa caffè insieme ai colleghi preferivo starmene in un cantuccio e leggere. Ed ora scrivo!

Leggo di meno. Molto di meno. Dopo avere letto i classici della letteratura, dai russi agli occidentali, i nuovi scrittori mi sembrano insignificanti.  Difficilmente trovo un testo attraente

 

È un'evoluzione comune per chi scrive, penso. Quando si passa dall'altra parte della pagina, l'occhio cambia e diventa inevitabilmente più esigente.  E non è solo una perdita di interesse, ma una metamorfosi professionale e intellettuale.

Ritengo che la transizione e il senso di insoddisfazione verso la letteratura contemporanea dipendono da dinamiche ben precise.

Vi è un cambio inevitabile, quasi obbligato di "lente" quando da lettore si inizia l'avventura dello scrittore.

Non che sia diventato uno scrittore inserito nelle classifiche e neppure sentirmi tale per avere scritto chissà quanti libri.

Ma adesso qualcosa è cambiato. Prima leggevo per farmi cullare dalla storia; ora la mia mente smonta il testo mentre lo legge.

Noto i trucchi del mestiere, le frasi fatte, le debolezze strutturali. Diventa difficile farsi rapire da un libro quando se ne vede costantemente lo scheletro tecnico.

Dopo aver letto i russi, Dostoevskij, Tolstoj e i grandi classici occidentali, si è sviluppato un palato letterario finissimo.

Molta narrativa contemporanea soffre di "iper-semplificazione" o punta su un'immediatezza commerciale che, a chi cerca la verticalità dei classici, appare inevitabilmente superficiale e insignificante. Ti accorgi che i grandi temi sono stati saturati da tempo e i contemporanei scrivono quasi per noia o “per un tot a riga”.

Non si possono consumare le energie creative senza mettere in campo uno sforzo immenso.

 Scrivere significa, appunto, dosare la stessa energia che un tempo dedicavo a decodificare e assimilare le storie degli altri, oggi la uso per dare vita al mio mondo interiore. Traslare la realtà attraverso la poetica del mio essere.

 

Dopo un primo momento ho smesso di colpevolizzarmi.

La fase di "digiuno" e di estrema selezione è il modo in cui la mia mente protegge la voce nascente che spinge alla scrittura, evitando che sia inquinata da storie che non mi appartengono.

Coltivare la scrittura, a volte, dopo un’analisi sociale o un libro riesumato per caso è per farne uno inedito che devo ancora finire di scrivere forse è ciò che voglio davvero.

 

C’è stato un tempo in cui i miei minuti si misuravano in pagine.

Ricordo il rumore della macchina del caffè, il brusio dei colleghi che si radunavano nei corridoi per il solito rito della pausa, e io che rimanevo indietro.

Scivolavo su una sedia, in un angolo riparato, per aprire un libro. Leggevo ovunque. Leggevo per fame, per urgenza, per vivere stanze che non erano le mie.

In quelle pagine c’era l’esilio siberiano, il fango delle trincee occidentali, l’assoluto che cercavo in ogni respiro.

Poi, qualcosa si è spezzato. O forse, si è semplicemente compiuto.

Oggi su quella sedia siedo ancora, ma tra le mani ho un foglio bianco da inserire nella Olivetti 82, o uno schermo acceso che mi consente di buttare giù i pensieri immediatamente e di non sentire il ticchettio dei tasti meccanici, non consumare carta e correggere subito gli errori di battitura e i ripensamenti.

Scrivo. E, quasi senza accorgermene, ho smesso di leggere. 

Quella biblioteca infinita che prima era il mio rifugio oggi mi appare, troppo spesso, come un deserto di parole già dette, di trucchi svelati.

I nuovi libri mi scivolano addosso senza lasciare traccia; mi sembrano piccoli, fragili, insignificanti se paragonati ai giganti russi o ai classici che hanno formato la mia anima.

All'inizio ho provato colpa. Mi chiedevo dove fosse finita quella passione totalizzante. Poi ho capito di avere solo cambiato pelle.

Sono diventato un artigiano della parola e del pensiero! Al pari di chi sa come costruire una sedia o un altro manufatto qualsiasi che necessita di mestiere. E come un bravo falegname, non riesci più a sederti senza controllarne le giunture, il taglio del legno, l'equilibrio delle gambe.

Ecco, in me, l'occhio del lettore ingenuo è morto per fare spazio a quello dello scrittore, un occhio chirurgico, spietato, inevitabilmente critico, istintivamente valutativo.

Forse il prezzo da pagare per dare vita alle proprie storie è proprio diffidare degli altri "scrittori".

La lettura non è più un abbandono, ma un confronto. Eppure, in questo silenzio di letture interrotte, sento che la mia voce sta finalmente trovando lo spazio per risuonare, libera dal rumore dei pensieri altrui.

Non cerco più il libro perfetto tra gli scaffali. Cerco, forse, il coraggio di scriverlo.

 

m. i.

 

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO
TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

Posta

chi siamo

Dietro le quinte

Chi Siamo & i Nostri Ringraziamenti

Il blog "A ore 12" è, fin dal 2009, uno spazio di cultura libera, indipendente e aperto a tutti. Non accettiamo finanziamenti, sponsorizzazioni o pubblicità. Ogni pagina nasce unicamente dall'amore per la bellezza e dal desiderio di essere utili alla collettività.

Oggi facciamo un'eccezione alla nostra linea editoriale per fare spazio a chi, ogni giorno e spesso nell'ombra, mette il cuore per rendere possibile tutto questo.

⚙️

Grazie a Manuela, L'Anima Tecnica

Un abbraccio speciale va a Manuela, la mente generosa che cura volontariamente tutta la struttura grafica del blog. Con competenza e pazienza infinita, fa sì che il sito si rinnovi costantemente attraverso:

  • Consigli preziosi per rendere la lettura rilassante e piacevole.
  • Layout su misura per far fluire i testi in modo chiaro e accessibile.
  • Grafiche curate che valorizzano i contenuti con eleganza, senza cedere al clickbait.
✍️

La Nostra "Famiglia": Collaboratori e Amici

Un grazie a Mario e Valentina, custodi del nostro prezioso archivio fotografico. Accanto si muove una bellissima rete di menti brillanti che arricchisce le aree di Opinione, Dati e Divulgazione.

Il nostro grazie più sincero racchiuso in un caloroso abbraccio avvolgente va a:

  • I compagni di viaggio storici: che mettono la firma, il volto e il pensiero su riflessioni profonde legate a politica, sanità, territorio e arte.
  • Chi collabora in silenzio: amici che per motivi personali, professionali o pura discrezione preferiscono non apparire. Il loro dono di idee e dati è un pilastro invisibile ma fondamentale.

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.