Marina di Catanzaro devota a Maria del Mare
Racconto intimo, profondo e poetico della festa della
Madonna di Porto Salvo (comunemente chiamata Madonna del Mare) scritto da Franco Cimino.
Il Cuore del Racconto è nella descrizione del momento
culminante della festa: la processione in mare della statua della Madonna a
bordo di un peschereccio, seguita da un corteo di barche. E dalla catena umana
delle migliaia di persone sulla riva che si tengono per mano per oltre un
chilometro. Festa che accomuna le città costiere di Soverato e Marina di Catanzaro
…SOVERATO E LA MIA SECONDA MADONNA DEL MARE
Arrivano poi puntuali le ore 17:00 e la mezz’ora a seguire, quando tutti si sta sulla riva, in fila laterale, mano nella mano, a formare una lunga catena di migliaia di persone, lungo più di un chilometro.
La si aspetta, nonostante la ferocia della calura e senza un legger vento che la riposi un poco. La si aspetta con trepidazione, il cuore che già batte forte a guardare lontano il formarsi della lunga scia di barche. Soprattutto quelle della pesca, che sono diventate, in verità, ormai poche. Ma in queste giornate stanno davanti a quelle motorizzate, di tanti cavalli, che le farebbero sfrecciare, se non ci fosse la barca, il peschereccio autentico di una vecchia paranza, che guida tutte, tenendole autorevolmente dietro.
È quella che porta la Madonna del Mare di Soverato. La si vede già da adesso, anche da lontano: sembra una donna minuta e piccola, vestita di celeste, assisa sul punto più alto della prua.
Inizia la sua piccola traversata del piccolo mare, e quella lunga fila, a onde successive, come la ola dello stadio, al suo passare si tuffa in mare e nuota verso di lei, a bracciate diseguali, pregando e piangendo.
E con quelle preghiere e quelle lacrime gonfia maggiormente quell’ampia, profonda distesa d’acqua, che da mare diventa cielo.
E tu sogni. E tu preghi. E tu voli.
Soprattutto dopo aver lasciato le mani di un tuo caro, oggi quelle delle mie figlie, pensi a chi ti manca di più.
E in quella preghiera chiedi che per un attimo ritorni.
Un solo attimo.
Quel che basti per tornare a respirare, continuare a sperare. A vivere. Ad amare. A sognare ancora.
Che poi il prossimo anno la Madonna tornerà e ci dovrà trovare vivi. E più belli ancora.
E non sarà d’obbligo essere credenti o superstiziosi. Basta solo essere bisognosi.
D’amore. Da ricevere. Da dare.
Ché amore è se se ne cerca e se ne dona.
Franco Cimino


Commenti
Posta un commento
LA PAROLA AI LETTORI.
I commenti sono abilitati per chiunque passa da qui, si sofferma, legge e vuole lasciare un contributo all'autore del post.
ATTENZIONE! Chi commenta i post del blog è responsabile di quanto scrive.Avviso al lettore:
i commenti devono rispettare la cura della parola e il sentire comune. Non si tollerano insulti, spam o provocazioni. L'autore del commento si assume l'esclusiva responsabilità legale del contenuto pubblicato.