Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Le connessioni internet e la privacy in parole semplici

 

Per strada, in alto, sulla terrazza di un palazzotto, un'insegna vistosa sponsorizza "internet per casa starlink".. per curiosità, proprio su internet si trovano le notizie base dell’offerta, e come supponevo, non è assolutamente concorrenziale alle offerte dei gestori tradizionali.

 

Se confrontato con le classiche tariffe in fibra ottica (FTTH) o rame (FTTC) delle grandi città, Starlink non è economicamente concorrenziale ed è solitamente più costoso sia per i costi del kit sia per il canone mensile.

La tecnologia di SpaceX nasce infatti per risolvere un problema completamente diverso rispetto ai gestori tradizionali. È pensato per le aree rurali, di montagna o frazioni isolate dove la fibra non arriverà mai e le linee ADSL sono lentissime o inesistenti.

Zone in cui anche i router 4G o 5G (FWA) non hanno segnale a causa della conformazione del territorio.

E per le attività come agriturismi, rifugi o cantine sociali che hanno assoluto bisogno di una connessione stabile e a bassa latenza per lavorare.

Il confronto con i gestori tradizionali, per una famiglia tipo, non regge il confronto.

 

Il costo mensile, solitamente compreso tra 20€ e 35€, generalmente è più alto (attorno ai 40€ o più a seconda delle promozioni). Anche se spesso è incluso nel prezzo o a pochi euro al mese, l’hardware che comprende l'acquisto o il noleggio di un kit parabola costoso.

 

In breve, per chiunque sia raggiunto da una buona connessione in fibra o da un solido segnale 4G/5G, Starlink non ha molto senso commerciale. Diventa invece una vera e propria ancora di salvataggio tecnologica dove i cavi tradizionali non possono arrivare.

a parte il fatto che diffido sempre dei "monopoli" gestiti da singole persone. non solo perché possono fare il bello e il cattivo tempo ma si consegna nelle loro mani "il tesoretto dati" individuali. sono dell'avviso che chi più ha più deve dare alla collettività e non tesaurizzare anche l'aria che respiriamo.

La concentrazione di infrastrutture globali cruciali — come le costellazioni satellitari, i sistemi operativi o le reti di comunicazione — nelle mani di pochissime aziende guidate da singoli individui solleva enormi questioni etiche, politiche e di sicurezza.

Il rischio del monopolio privato delle infrastrutture è reale.

Quando una sola rete satellitare gestisce gran parte delle connessioni critiche mondiali, un singolo individuo può teoricamente decidere dove e quando accendere o spegnere il segnale.

Interi governi e popolazioni rischiano di trovarsi subordinati alle scelte strategiche e agli umori di un privato cittadino, anziché rispondere a leggi e trattati internazionali.

Spedire migliaia di satelliti nello spazio richiede capitali talmente immensi che per lo Stato o per nuovi concorrenti diventa quasi impossibile competere in tempi brevi.

E questi signori si accaparrano la sovranità dei dati personali che è, nei fatti un "tesoretto" perché chi controlla i nodi di transito dei dati accumula informazioni su abitudini, localizzazione e comunicazioni degli utenti, centralizzando un potere di profilazione senza precedenti.

Laddove mancano le alternative, perché zone isolate, Starlink è l'unica opzione di connessione, i cittadini non hanno una reale possibilità di scelta per tutelare i propri dati.

Molte grandi aziende tecnologiche moderne considerano i dati personali la risorsa primaria da monetizzare per finanziare altre attività e consolidare la propria posizione sul mercato.

 

Sorge un problema etico, anzi è un imperativo assoluto per le Istituzioni Statali chiamate al “dovere di restituzione alla collettività” in base al principio della redistribuzione, e consentire la democratizzazione degli spazi privati e pubblici che si basano sulla privacy.

L'idea che chi accumulano enormi ricchezze grazie a infrastrutture pubbliche (come lo spazio o le frequenze radio, che appartengono a tutti) debba contribuire in modo proporzionale al benessere collettivo tramite tasse e servizi è un dato consequenziale.

L'orbita terrestre e lo spettro visivo del cielo notturno sono beni comuni dell'umanità; molti scienziati e sociologi criticano l'occupazione massiccia dello spazio per scopi di profitto privato.

Le leggi dei singoli Stati faticano a tenere il passo con aziende multinazionali e transfrontaliere, rendendo difficile applicare norme fiscali o di tutela sociale eque.

 

È proprio a causa di queste preoccupazioni che l'Unione Europea e altre organizzazioni internazionali stanno cercando di sviluppare infrastrutture pubbliche alternative (come il progetto europeo di satelliti IRIS²) per non dipendere esclusivamente da colossi privati.

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