Casa Calabra
La Calabria ha un’immensa ricchezza: la natura! I boschi, il mare e le sorgenti d’acqua.
Di questo ne sono certo! Anche se qualcosa può sempre succedere. Nella maggior parte dei casi le contaminazioni avvengono sempre per mano umana.
Per conquistare fette di mercato s’inquina o si pompa il prodotto e nel frattempo qualcuno specula.
Ho sempre bevuto l’acqua Leo, è una fonte che sgorga nella Sila Piccola e precisamente nel territorio di Carlopoli. La ritengo ottima dal punto di vista organolettico. Poi, un giorno non la trovo sugli scaffali dei supermercati, l’hanno ritirata, mi dice il commesso, pare ci sia un lotto un po’ così, da analizzare.
Può essere, penso.
Prendo dell’altra acqua, rigorosamente d'origine e a marchio calabrese.
Onestamente ho dei dubbi su queste “operazioni” dal sapore
sospetto. Ma la prudenza non è mai troppa quando si tratta della salute. D'altro canto si è disarmati davanti a certe notizie.
Oggi, rispunta un’immagine su whatsapp. Un messaggio
generico, non degno di attenzione dal punto di vista scientifico, vista la provenienza anonima.
Si rifà al comunicato interno di un presidio ospedaliero ma che fatto girare all’esterno assume valenze deleterie. Basta poco pe delegittimare una azienda e ancor meno una persona.
È uscito dall’ospedale di Soverato, il messaggio, vuoi che non sia vero?! Così
dicono le persone superficiali.
Ma basterebbe poco, basterebbe analizzare le parole per
capire che non c’è bisogno di allarmarsi e delegittimare una intera struttura. in
effetti, informandosi sul web si evinche che:
Le analisi ufficiali hanno confermato la totale salubrità dell'Acqua Leo, smentendo categoricamente l'allarmismo generato dal messaggio WhatsApp.
La vicenda legata al presidio ospedaliero di Soverato e all'Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Catanzaro si è rivelata una bolla di sapone mediatica, originata dalla diffusione scorretta di una semplice comunicazione interna precauzionale.
I fatti emersi dalle indagini sul web chiariscono la
situazione in modo inequivocabile, questi i:
Fatti e verifiche ufficiali
·
L'origine del controllo: La sospensione
aveva riguardato esclusivamente il lotto 118 (bottiglie da mezzo litro)
distribuito nella mensa dell'ospedale di Soverato, a seguito della segnalazione
isolata di un presunto odore sgradevole.
·
Esito delle analisi: Gli esami
approfonditi eseguiti dai laboratori competenti (Arpa) per conto dell'ASP di
Catanzaro hanno decretato che tutti i parametri sono perfettamente a norma.
L'acqua prodotta a Carlopoli è sicura e priva di anomalie.
·
Nessun ritiro dal mercato: Il
provvedimento era una misura interna temporanea e circoscritta all'ospedale.
Non vi è mai stato alcun ordine di ritiro generalizzato dai supermercati o
dalle linee di grande distribuzione.
Occhio gente, prima di aprire bocca pensiamo ai danni che le nostre parole possono provocare!
n La diffusione illegittima e il danno d'immagine
L'ufficio stampa dell'ASP di Catanzaro nei comunicati del 2026/05/16/ sull’acqua dichiara che
le analisi sui campioni in corso della nota interna diffusa illegittimamente, avvia indagine
sui dipendenti responsabili ed ha preso
ufficialmente le distanze dal panico generato in rete, dichiarando che la nota
interna è stata diffusa illegittimamente sui social e su WhatsApp. L'azienda
sanitaria ha anche avviato un'indagine disciplinare interna per individuare i
dipendenti responsabili della fuga di notizie.
Questo caso dimostra come un protocollo di normale cautela
ospedaliera possa trasformarsi, se decontestualizzato, in una macchina del
fango capace di danneggiare le eccellenze locali della Sila. Puoi continuare a
bere la tua acqua preferita in assoluta serenità.
Il problema è che ancora ne girano di questi messaggi falsi in rete. me n'è spuntato uno, all'improvviso, un trolley dispettoso lo ha inviato? visto che non risulta nessun nome nella chat di messagistica. anche dopo che le analisi ufficiali hanno confermato la totale salubrità dell'Acqua Leo, smentendo l'allarmismo generato da una comunicazione interna dell'ASP di Catanzaro, diffusa illegittimamente via WhatsApp riguardo a un lotto dell'ospedale di Soverato. non è un atto di goliardia!
L'episodio evidenzia come la disinformazione, manipolando atti di cautela ospedaliera, possa danneggiare ingiustamente le eccellenze locali e la fiducia pubblica.

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