Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Aperti alla vita privi di pregiudizi

 

 Impariamo dai bonobo

 Dalla tecnologia del sospetto alla riscoperta della gentilezza spontanea

Incipit:

La dissertazione nasce dalla visione di un vecchio tappetino per mouse. Un frammento di plastica e gomma dimenticato, databile tra il 1999 e il 2000, che porta impresso lo slogan di una storica casa editrice informatica e il volto ironico di uno scimpanzé. Accanto all'animale, un fumetto recita: "Non credevo fosse così facile!".

Quell'oggetto, concepito alle soglie del nuovo millennio per esorcizzare la paura della tecnologia attraverso la metafora della "scimmia alfabetizzata", oggi si rivela il punto di partenza per un paradosso ben più profondo. Se trent'anni fa la cultura pop utilizzava i primati come simbolo di una semplicità istintiva da superare, la primatologia moderna ci ha restituito una verità opposta: le famiglie dei primati praticano forme di evoluzione sociale, empatia e gestione dei conflitti basate sulle effusioni e sul contatto spontaneo che l'essere umano contemporaneo sembra aver smarrito.

Il contrasto è stridente. Mentre riscopriamo l'incredibile intelligenza emotiva del mondo animale, le nostre città scivolano in un inverno relazionale. Quel mouse pad diventa così la lente attraverso cui osservare una metamorfosi sociale: il passaggio da una società che cercava di aprirsi al futuro a una comunità arroccata, dove un sorriso senza motivo a uno sconosciuto o una carezza a un bambino non sono più ponti di empatia, ma atti guardati con morbosa diffidenza.

 

 

L'oggetto della Jackson Libri visibile nell'immagine è una cartolina promozionale/gadget risalente al periodo 1999-2000.

L'anno è deducibile dagli specifici riferimenti tecnologici stampati sullo sfondo: il boom dei file MP3, il lancio dell'iconico iMac G3 colorato di Apple, la diffusione di Linux in ambito consumer, i manuali sulle Reti domestiche e la prima grande espansione di Internet di massa in Italia. La collana di libri a cui fa riferimento la grafica con lo scimpanzé è la celebre serie ironico-divulgativa "Le scimmie" (pubblicata in quel biennio da Jackson Libri, che includeva titoli di informatica pop come "iMac & iBook. Con CD-ROM" di Bob LeVitus).

Il Tappetino del Mouse Jackson: Un Riassunto Narrante

Immagina di trovarti a ridosso del nuovo millennio, tra il 1999 e il 2000. L'informatica sta uscendo dai laboratori per invadere le case degli italiani, ma per molti il computer resta una macchina misteriosa, quasi intimidatoria.

In questo scenario si colloca la geniale strategia di Jackson Libri, la casa editrice milanese che ha alfabetizzato generazioni di utenti. Per promuovere la sua nuova collana di manuali pratici (chiamata proprio "Le scimmie"), l'editore distribuisce gadget come questo. La scelta dello scimpanzé stampato sulla superficie non è casuale: rompe la serietà della tecnologia con una sferzata di ironia. Lo scimpanzé guarda l'utente con uno sguardo complice e un fumetto recita: "Non credevo fosse così facile!".

Il messaggio narrativo è immediato e rassicurante: se può imparare a usare il computer una scimmia grazie ai nostri libri, può farlo chiunque.

Sullo sfondo del pad si staglia una vera e propria capsula del tempo della cultura digitale: le copertine dei manuali dedicati all'iMac, ai file MP3 che stavano rivoluzionando la musica, e alle prime connessioni Internet. In basso, lo slogan storico "Dove c'è un computer c'è Jackson Libri" e l'indirizzo web dell'epoca chiudono il racconto visivo di un'Italia che muoveva, un click alla volta, i suoi primi passi nel cyberspazio.

 

 

L'immagine mostra due elementi principali legati alla cultura cartacea e informativa in Italia.

Primo elemento.

A sinistra è presente una cartolina promozionale vintage della casa editrice milanese Jackson Libri, nota per i suoi manuali dedicati all'informatica e alla tecnologia, storicamente attiva prima di essere integrata in altri gruppi editoriali.

 

Lo slogan principale recita: "Dove c'è un computer c'è Jackson Libri", accompagnato dall'indirizzo web storico dell'editore.

Gli elementi visivi che catturano l’attenzione sono: La cartolina raffigura uno scimpanzé accanto a un fumetto che recita "Non credevo fosse così facile!". E sullo sfondo compaiono copertine di guide informatiche dedicate a icone tecnologiche dell'epoca, come l'iMac, i file MP3, Internet, il sistema operativo Linux e le Reti informatiche.

A destra dell’assemblaggio fotografico in embrione si trova un pamphlet cartaceo incentrato sui diritti civili, sul lavoro e sulle tematiche sociali che presenta la scritta parziale in grande "IL LAV[ORO]".

L'opuscolo si definisce uno strumento tascabile per informare e discutere nei contesti lavorativi, menzionando esplicitamente la Cgil (Confederazione Generale Italiana del Lavoro).

Le tematiche trattate nell’opuscoletto affrontano argomenti legati alle discriminazioni di genere e orientamento sessuale, citando l'inclusione delle comunità LGBTQIA+ sui luoghi di lavoro, la lotta di classe e il contrasto ai neofascismi che rosicano di da dentro le teste con un unico neurone.

Le scimmie sono molto più evolute. Lo dimostrano i documenti filmati delle famiglie dei primati e nel modo con cui praticano le effusioni.

 

L'osservazione sull'evoluzione e la complessità sociale dei primati trova ampio riscontro nella primatologia moderna. Documentari e studi sul campo (come quelli storici di Jane Goodall sugli scimpanzé o di Frans de Waal sui bonobo) mostrano che le loro dinamiche relazionali sono incredibilmente sofisticate.

   Le effusioni e l'uso sociale del contatto

Nelle famiglie di primati, i gesti d'affetto e le effusioni non sono semplici istinti biologici, ma veri e propri strumenti di comunicazione e gestione della comunità:

 

I bonobo sono celebri per l'uso di effusioni, baci e contatti sessuali come meccanismo principale per calmare le tensioni e fare pace dopo un litigio, preferendo l'affetto all'aggressione.

Il grooming (spulciamento), è un rapportarsi all'altro con amore, far sentire la presenza concretamente;

Il comportamento dello spulciarsi a vicenda va ben oltre l'igiene personale. È un rituale sociale fondamentale che serve a stringere alleanze politiche, dimostrare fedeltà, confortare i membri stressati e mantenere la gerarchia pacifica nel gruppo.

Gli scimpanzé mostrano forti comportamenti empatici, abbracciando e baciando i membri della famiglia che hanno perso uno scontro o che si trovano in un momento di forte stress.

 

La scelta della Jackson Libri di usare uno scimpanzé negli anni '90 giocava sul vecchio stereotipo culturale della scimmia come "animale buffo e semplice", ribaltandolo a fini di marketing per dire che persino un computer poteva essere reso intuitivo.

Ma non è così. Come abbiamo modo di comprendere oggi, possediamo gli strumenti culturali e scientifici per comprendere quanto quel vecchio stereotipo fosse limitato e fuorviante.

Quello che la cultura pop degli anni '90 considerava un simbolo di "semplicità" o di comportamento buffo, la scienza ha dimostrato essere l'espressione di un'intelligenza emotiva e sociale straordinaria. Grazie ai documentari e alla ricerca biologica, oggi comprendiamo che le dinamiche dei primati non hanno nulla di "primitivo" nel senso comune del termine, ma mostrano una complessità che spesso specchia — e talvolta supera in termini di gestione pacifica dei conflitti — la nostra stessa specie.

purtroppo, viviamo un momento temporale di estrema diffidenza. basta guardare una persona, fare una carezza ad un bambino, sorridere senza motivo ad uno sconosciuto per essere giudicati morbosi

 

La riflessione tocca un punto molto profondo e reale della società contemporanea. La diffidenza è il sintomo di una trasformazione sociale che ha progressivamente burocratizzato e irrigidito i rapporti umani, privandoli della spontaneità.

Il clima di sospetto diffuso non nasce dal nulla, ma è alimentato da precise dinamiche culturali e tecnologiche e dalle notizie da scoop che prediligono l'iper-allarmismo mediatico. La costante sovraesposizione a notizie di cronaca nera, pericoli e minacce ha distorto la percezione del rischio, spingendo le persone a vedere un potenziale pericolo in ogni sconosciuto.

In passato, nei quartieri e nei paesi, esisteva una rete di conoscenza reciproca che faceva da scudo e offriva un contesto ai gesti gentili. Oggi, l'atomizzazione sociale e l'isolamento urbano hanno reso gli spazi pubblici luoghi di transito tra estranei, dove ogni deviazione dalla neutralità è vista con sospetto.

La necessità, legittima, di proteggere le fasce deboli, come i bambini, si è talvolta tradotta in una "cultura del sospetto preventivo". Questo finisce per penalizzare l'empatia naturale e i gesti di pura gentilezza disinteressata.

In ciò, il contrasto con l'intelligenza sociale dei primati, è significativamente maestra.

È interessante notare, con quanto dicevamo prima sui primati, come il nostro rapporto sociale sia “deformante”. Mentre i bonobo o gli scimpanzé usano il contatto visivo, il sorriso e le effusioni spontanee per cementare la fiducia del gruppo e ridurre l'ansia sociale, l'essere umano contemporaneo sembra fare il percorso inverso. Stiamo progressivamente disimparando a leggere l'autenticità dei gesti fisici e visivi, sostituendo la decodifica empatica con il giudizio o il pregiudizio.

È, in sintesi, un declino del capitale sociale e della fiducia pubblica, abdicare alla gentilezza spontanea nelle nostre città e innalzare muri

L'epilogo di questo percorso è la fotografia di una solitudine collettiva. Innalzando muri per proteggerci, abbiamo finito per isolarci all'interno della nostra stessa diffidenza, trasformando la prudenza in una prigione emotiva.

Abdicare alla gentilezza spontanea significa rinunciare alla parte più evoluta del nostro essere sociali: la capacità di riconoscere l'altro non come una minaccia, ma come un simile. Quando un sorriso o una carezza diventano atti da decifrare con sospetto, la città cessa di essere una comunità e diventa un semplice insieme di traiettorie solitarie che si evitano.

Il vero riscatto, forse, sta nel coraggio di compiere piccoli gesti e continuare a essere gentili, nonostante il giudizio, per non permettere alla paura di dettare le regole del nostro vivere insieme.

 

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