Il paradosso di Iliad
Il post mette in luce il paradosso di un'azienda che fa
della digitalizzazione il suo punto di forza, ma usa questa stessa tecnologia
in modo "unidirezionale".
Il paradosso di Iliad:
la tecnologia dell’azienda anticipa i prelievi ma "dimentica" i rimborsi automatici
Lettera aperta sull'anomalia dei rinnovi e delle portabilità
C’è una contraddizione logica e tecnologica nel mondo delle telecomunicazioni italiane che merita di essere portato alla luce.
Parliamo di Iliad, l'operatore che ha fatto della trasparenza, della rivoluzione digitale e dell'efficienza tecnica la propria bandiera commerciale.
Eppure, dietro algoritmi capaci di gestire milioni di dati
in tempo reale, si nasconde una dinamica vecchia come il peggior burocratese:
l'incasso preventivo e l'ostruzionismo (incolpevole?) sul rimborso.
I fatti e l'efficienza "unidirezionale"
La cronaca di una disconnessione ordinaria è semplice. Un
utente decide di cambiare operatore. Avvia la portabilità (MNP) 4 o 5 giorni
prima della scadenza della propria offerta Iliad.
Il nuovo operatore comunica che il passaggio reale avverrà
esattamente il giorno della scadenza. Ma ecco che, puntuale e implacabile,
scatta il sistema automatico di Iliad: 24 o 48 ore prima della scadenza, i
sistemi informatici prelevano l'intero canone mensile (in questo caso, 7,99€).
Il giorno della scadenza la SIM Iliad muore e la nuova SIM
si attiva, anzi, per essere precisi. Il numero provvisorio del nuovo operatore
si è attivato dopo due giorni dalla sottoscrizione della portabilità, Risultato?
Iliad ha incassato un mese intero di servizio, ma ha erogato il servizio per
zero giorni (o al massimo poche ore).
La macroscopica incongruenza (o idiosincrasia tecnologica)
Qui casca l'asino tecnologico. Iliad possiede sistemi di
fatturazione ultra-rapidi, capaci di prevedere con precisione al millesimo di
secondo quando bloccare una linea o quando scalare il credito. Com’è possibile
che gli stessi sistemi, interconnessi in tempo reale con i database della
portabilità (visto che Iliad riceve la notifica del passaggio dal nuovo
operatore), non siano programmati per fare una cosa semplicissima: calcolare il
pro-quota e restituire il non goduto?
Se la tecnologia di Iliad è così avanzata da saper
anticipare il pagamento per "garantire la continuità del servizio",
dovrebbe essere altrettanto evoluta da accorgersi che quel servizio, il giorno
dopo, è cessato.
Nel peggiore dei casi, se proprio vogliamo concedere un
margine di gestione tecnica ai loro server, l'algoritmo potrebbe trattenere il
costo del primo giorno, o del secondo. Ma trattenere il 100% del canone mensile
per un servizio non erogato non è un limite tecnico: è una scelta deliberata.
Una caduta di stile per 7,99 Euro, ma a questo punto, penso
che valga per tutte le offerte.
Finanziariamente parliamo di cifre piccole per il singolo
utente: 7,99 euro non cambiano la vita a nessuno. Ed è forse su questo che si
gioca la partita. Quanti utenti, per 7,99 euro, decidono di non investire tempo
a inviare PEC, raccomandate o ad aprire pratiche su ConciliaWeb? Moltiplicando
però questi 7,99 euro per le migliaia di utenti che ogni mese migrano da un
operatore all'altro nelle stesse identiche condizioni, si ottiene un tesoretto
generato sul nulla. Una vera e propria "stronzata" commerciale per un
brand che si professa diverso dagli altri.
La vera rivoluzione non si fa solo dichiarando di essere
trasparenti, ma dimostrando di esserlo anche quando il cliente decide di andare
via. Finché i rimborsi pro-quota richiederanno moduli cartacei o reclami
formali speculando sulla pigrizia dell'utente, la "rivoluzione" di
Iliad sarà a metà: digitali per incassare, analogici e lumache per rimborsare.

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