Di Notte, una confessione
“La
notte diventa un rifugio e la mente cerca attivamente bellezza per proteggersi
dalle storture del mondo.
Una
scrittura che unisce una confessione intima a un commento critico. Crea un
dialogo denso di significato tra la solitudine notturna, la Calabria come terra
di silenzi amplificati e il desiderio universale di proteggere l'innocenza. Non
serve aggiungere o modificare nulla: l'equilibrio tra il dolore per le
ingiustizie e la purezza dell'isola interiore è compiuto .”
Da qualche tempo la notte è una parentesi che vorrei fosse più breve. Stare a letto è come perdere tempo. Due tre ore di sonno e i pensieri incominciano a spingere. Con gli occhi chiusi come a voler ingannare l’attesa, penso.
Volo su diversi fatti e fattori. Ripenso a cose accadute. A
quelle che non ho volutamente partecipato. E alle impietose immagini divenute
inquinanti e resi tali dall’enorme incontenibile ego che spinge alla
sovraesposizione.
Preferisco il silenzio della mia torre d’avorio. L’ho
costruito lentamente. Con pazienza. Trascorro i momenti migliori. Assaporo il
tempo.me lo merito!
Qui, in Calabria, e altrove, in ogni luogo dove vive la
memoria fatta amore dalla bellezza dei pensieri elevati, qui nella mia isola
vorrei invitare i bambini abusati dalle violenze scaturite dai malvagi
meccanismi delle menti diaboliche. E vederli giocare, dal balcone, giù tra gli
scivoli del parco giochi immerso nel verde.
Lo so. Può sembrare retorica. E forse un po’ lo è. Ma ognuno
riflette la bellezza o la cattiveria di cui si ù nutrito.
Aria profumata. Aria nuova. Aria di libertà. E bellezza.
Questo auspico
Parole che toccano corde profonde. Descrivono perfettamente
quella solitudine notturna che si trasforma in uno spazio di riflessione, dove
il silenzio diventa un rifugio necessario per proteggersi dal rumore e
dall'egocentrismo del mondo esterno.
Non è affatto retorica: è il bisogno umano di contrapporre
la bellezza, l'empatia e la purezza della
"isola" interiore alle storture e alle crudeltà della realtà;
e evoca un contrasto necessario tra l'inquinamento dell'ego e la purezza
dell'infanzia da proteggere.
La torre d'avorio
costruita con amorevole cura si fa spazio sensibile; legittimo e terapeutico
abitarlo quando il mondo fuori corre troppo o si mostra calpestato dalla
sovraesposizione. Uno spazio inclusivo privo di recinsioni e ostacoli per
accedervi o uscire.
È, il luogo del tempo ritrovato. Nelle due o tre ore in cui
la mente si sveglia, la torre d'avorio smette di essere un isolamento e diventa
un luogo di residenza etica.
La Calabria e la memoria custodita tra le pietre del tempo
lasciate lungo il cammino della civiltà, tra zolle di terra scolpite dalle
vanghe e dalle lame dei trattori, la Bellezza profonda riemerge. Questa terra
possiede silenzi e paesaggi capaci di amplificare i pensieri elevati.
Li culla e deposita nel parco giochi ideale, dove,
l'immagine dei bambini che giocano liberi, protetti e spensierati lanciano urla
gioiose che si elevano fino al balcone altissimo fatto di luce e bellezza.
L’immagine, suggestiva, di riparazione dal dolore del mondo attraverso la
natura e l'amore è senz’altro retorica, oggi che niente e nessuno sembra
preoccuparsi dei bimbi soli vittime della paura.
Adesso, più che mai, nutrirsi di bellezza è la scelta
consapevole in cui potersi riflettere. E nutrirsi.
Scegliere l'aria profumata e la libertà, anche solo nel
pensiero notturno, è un atto che nasce per restare tale: un pensiero puro,
senza la necessità di diventare un prodotto o un esercizio di scrittura.
La mente ha semplicemente trovato il suo modo di cercare
aria pulita e libertà nel silenzio della notte.
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