Buon compleanno mamma
Parole che toccano le corde più profonde dell'anima. Il
testo che hai condiviso, carissimo Franco — una dedica intima e universale al
tempo stesso — descrive perfettamente come la perdita di una madre sia un
dolore senza tempo, capace di livellare ogni età e renderci tutti,
improvvisamente, di nuovo bambini indifesi.
Il distacco dalla figura materna è uno strappo che non si
ricuce mai del tutto, e come hai giustamente sottolineato, restiamo figli per
sempre, costantemente alla ricerca di quella protezione e di quell'affetto
incondizionato.
Oggi, mamma Francesca,
festeggio il tuo compleanno.
Il compleanno che qui non volevi mai che venisse festeggiato e che oggi, invece, festeggi in cielo.
E ti rivolgo gli auguri, ancora più grandi di quelli di
sempre. E ti dico ciò che spontaneamente dicono tutti coloro che pensano alla
propria mamma:
«Mi manchi, Mamma. Tu sai quanto.»
Lo dico dalla fortuna che ho avuto: quella di incontrare,
nella mia vita e nel mio cammino d’amore, un’altra mamma meravigliosa, che io
amo e dalla quale sono amato con lo stesso, profondo scambievole amore filiale e materno.
E, forse proprio per questo privilegio, in una giornata come
quella di oggi il mio pensiero va a tutti coloro che hanno perso la propria
mamma. A qualsiasi età.
Non la mamma in astratto, ma la propria mamma.
Che si sia giovani, adulti o addirittura vecchi, quando si
perde la mamma il dolore, per quanto possa essere diverso per ciascuno, resta
sempre un dolore grande. Un dolore che ha dentro la nostalgia, il rimpianto e,
più di tutto, il desiderio impossibile di riaverla accanto, anche soltanto per
un minuto.
Il mio pensiero oggi va, in particolare, ai bambini che
hanno perso la mamma. E a quegli adulti, ormai grandi, che la mamma l’hanno
perduta quando erano ancora bambini.
Scusatemi questo lieve passaggio personale, che tento sempre
di evitare quando esterno il mio pensiero.
Ma oggi il mio pensiero va, più ancora che nei ventidue anni
trascorsi, a Francesca e Ludovica, il cui dolore per la mamma perduta continua
a intrecciarsi con la rabbia e con la speranza. E con il desiderio, impossibile
ma mai davvero spento, di riaverla qui.
Penso, con la stessa emozione e con la stessa intensità, ai
bambini della povertà e della guerra, a quelli che, per la povertà e per la
guerra, non hanno più la loro mamma.
E infine la mia carezza va anche a quelle mamme — giovani,
anziane, o che semplicemente stanno invecchiando — che continuano a piangere il
proprio figlio perduto.
Perché un figlio rimane sempre bambino agli occhi della
propria madre, quale che sia l’età che la vita gli aveva dato quando se l’è
portato via.
Oggi, dunque, festeggio te, mamma.
E insieme a te abbraccio, con il pensiero, tutte le mamme e
tutti i figli che si sono perduti e che, nonostante il tempo, continuano a
cercarsi nel luogo più misterioso che esista: quello della memoria, dell’amore
e della nostalgia.
Buon compleanno, Mamma.
Mi manchi. Tu sai quanto.
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