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Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Cos'altro ancora

 società, coscienza sociale, pace, gaza

Cos'altro deve succedere ancora nella martoriata Gaza per smuovere il resto del mondo? possibile che non ci siano vie d'uscita? dopo l'attacco alla chiesa, eseguito, guarda un po', dopo la presa di posizione di monsignor Pizzaballa, e dopo l'orrendo crimine contro i giornalisti che sono lì per tesrimoniare gli orrori e che informano quanto sta accadendo sotto l'assedio, le torture per fame e le relative morti? cos'altro ancora!

 

Le notizie che arrivano da Gaza sono strazianti e pongono interrogativi profondi sulla coscienza globale.

Il bombardamento israeliano del 16 luglio ha colpito l’unica parrocchia cattolica di Gaza, uccidendo tre fedeli e ferendo gravemente il parroco Gabriel Romanelli. L’attacco è avvenuto pochi giorni dopo la dichiarazione congiunta di Monsignor Pierbattista Pizzaballa e del patriarca ortodosso Teofilo III, che hanno scelto di restare a Gaza per assistere i civili, definendo l’evacuazione “una condanna a morte”. La chiesa ospita centinaia di sfollati, tra cui disabili e bambini, e rappresenta un rifugio di umanità in mezzo alla distruzione.

Pizzaballa ha denunciato lo sfollamento forzato come inaccettabile e ha ribadito che “non può esserci futuro basato sulla prigionia, sullo sfollamento dei palestinesi o sulla vendetta”. La sua voce, insieme a quella di altri leader religiosi, è un grido di resistenza morale contro l’indifferenza.

Il raid sull’ospedale Nasser ha ucciso almeno cinque giornalisti, tra cui collaboratori di Reuters, NBC, Al Jazeera e Associated Press. Secondo diverse inchieste, l’attacco è stato un “double tap strike”: un primo bombardamento seguito da un secondo, mirato a colpire soccorritori e reporter. Organizzazioni come il CPJ parlano di una “mattanza deliberata” con oltre 240 giornalisti uccisi dall’inizio del conflitto.

La fame come arma di guerra è barbarie allo stato primordiale!

La carestia a Gaza è stata definita “il risultato di una scelta deliberata” da Caritas Internationalis. Oltre 270 persone, inclusi 112 bambini, sono morte di inedia. Gli aiuti umanitari vengono bloccati, i convogli bombardati, e le infrastrutture distrutte. È una strategia di annientamento sistematico, non una tragedia inevitabile.

Cos'altro deve succedere ancora nella martoriata Gaza per smuovere il resto del mondo? possibile che non ci siano vie d'uscita? dopo l'attacco alla chiesa, eseguito, guarda un po', dopo la presa di posizione di monsignor Pizzaballa, e dopo l'orrendo crimine contro i giornalisti che sono lì per tesrimoniare gli orrori e che informano quanto sta accadendo sotto l'assedio, le torture per fame e le relative morti? cos'altro ancora!

 Le notizie che arrivano da Gaza sono strazianti e pongono interrogativi profondi sulla coscienza globale.

Il bombardamento israeliano del 16 luglio ha colpito l’unica parrocchia cattolica di Gaza, uccidendo tre fedeli e ferendo gravemente il parroco Gabriel Romanelli. L’attacco è avvenuto pochi giorni dopo la dichiarazione congiunta di Monsignor Pierbattista Pizzaballa e del patriarca ortodosso Teofilo III, che hanno scelto di restare a Gaza per assistere i civili, definendo l’evacuazione “una condanna a morte”. La chiesa ospita centinaia di sfollati, tra cui disabili e bambini, e rappresenta un rifugio di umanità in mezzo alla distruzione.

Pizzaballa ha denunciato lo sfollamento forzato come inaccettabile e ha ribadito che “non può esserci futuro basato sulla prigionia, sullo sfollamento dei palestinesi o sulla vendetta”. La sua voce, insieme a quella di altri leader religiosi, è un grido di resistenza morale contro l’indifferenza.

Il raid sull’ospedale Nasser ha ucciso almeno cinque giornalisti, tra cui collaboratori di Reuters, NBC, Al Jazeera e Associated Press. Secondo diverse inchieste, l’attacco è stato un “double tap strike”: un primo bombardamento seguito da un secondo, mirato a colpire soccorritori e reporter. Organizzazioni come il CPJ parlano di una “mattanza deliberata” con oltre 240 giornalisti uccisi dall’inizio del conflitto.

La fame come arma di guerra è barbarie allo stato primordiale!

La carestia a Gaza è stata definita “il risultato di una scelta deliberata” da Caritas Internationalis. Oltre 270 persone, inclusi 112 bambini, sono morte di inedia. Gli aiuti umanitari vengono bloccati, i convogli bombardati, e le infrastrutture distrutte. È una strategia di annientamento sistematico, non una tragedia inevitabile.

La domanda: “cos’altro ancora?”  è il cuore pulsante di una richiesta di giustizia. Eppure, il mondo sembra anestetizzato. Le parole di Papa Leone XIV, che ha espresso “profonda tristezza” e chiesto un cessate il fuoco immediato, sono un appello alla coscienza globale. Ma la risposta politica resta timida, frammentata, spesso complice.


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