Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

Esplora i Luoghi
Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Natuzza, voce e richiamo mistico

 Al via la fase decisiva per la beatificazione.



Sulla vita della signora Fortunata Evolo in Nicolace si è scritto e raccontato molto. Persone comuni e giornalisti si sono interessate alla sua storia per devozione o per semplice curiosità e per dovere di cronaca.

In Calabria e anche oltre i confini regionali la sua figura è nota. I suoi carismi sono conosciuti dai devoti e dai laici che diffidano di certi fenomeni inspiegabili quali la bilocazione, lo sguardo oltre la nebbia del visibile e altre qualità ormai accertate di Natuzza che ha abbracciato indistintamente chiunque come e più di una mamma.

Adesso c’è in previsione il processo di beatificazione di questa donna dalle umili origini che ha portato pace nei cuori e nella mente di quanti sofferenti si sono rivolti a lei. Non che questa operazione, prettamente terrena, cambi o modifichi qualcosa in tutto quanto ha fatto durante la sua vita. Una vita comune a tantissime donne di paese, nate povere e cresciute in umiltà in case spartane ma che hanno saputo crescere le famiglie onestamente in ossequio ai sani principi

 

Il ricamo di Dio in un fazzoletto di terra: la Calabria di Mamma Natuzza

C’è un silenzio antico che abita le strade di Paravati, un silenzio che profuma di bucato steso al sole, di terra arsa e di rose fiorite fuori stagione. È lo stesso silenzio in cui, per decenni, si è mossa una donna minuta, con le mani segnate dal lavoro e gli occhi spalancati sull’invisibile. Fortunata Evolo, che per il mondo intero è rimasta semplicemente "Mamma Natuzza", non ha mai cercato i riflettori della cronaca. Eppure, la cronaca si è dovuta arrendere a lei, curvando la schiena davanti a fenomeni che la logica degli uomini non sa dove catalogare.

Oggi, mentre i faldoni della causa di beatificazione passano al vaglio attento e rigoroso di teologi, medici e periti a Roma, si avverte che questo processo non è una semplice formalità burocratica. È, piuttosto, la ratifica ufficiale di un legame che il popolo ha già sigillato da tempo nel segreto del cuore.

La santità di Natuzza non ha la distanza distaccata delle statue di marmo. Ha le radici profonde in un’infanzia di stenti e di assoluta povertà.

Nata il 23 agosto 1924 in una Paravati rurale e dimenticata, Fortunata crebbe senza l'abbraccio del padre, emigrato in Argentina in cerca di fortuna e mai più ritornato. Primogenita di una madre rimasta sola a crescere una numerosa prole, imparò presto l’arte del sacrificio, accudendo i fratelli minori tra morsi di fame e privazioni.

 Fu in questo scenario spoglio, ad appena cinque o sei anni, che la bambina iniziò a ricevere le prime misteriose visioni della Madonna e di Gesù, custodendole con la timidezza tipica dei puri di cuore. Poi, a soli otto anni, nel giorno della sua prima comunione, la sua bocca si riempì improvvisamente di sangue: l'anticamera di quel Calvario mistico che l'avrebbe accompagnata per tutta la vita e che, durante ogni Quaresima, si manifestava con le laceranti piaghe delle stigmate sul corpo.

Diventata moglie di Pasquale Nicolace e madre di cinque figli, Natuzza seppe mantenere intatta la concretezza delle donne di Calabria di una volta: quelle capaci di sfamare una famiglia con poco e di rammendare la vita con la pazienza della preghiera.

 La straordinarietà della sua esistenza non stava solo nella bilocazione o nelle emografie, in quel sangue che sui fazzoletti si faceva disegno e scrittura sacra.

 Lo straordinario vero albergava nella sua cucina, dove scienziati arrivati da lontano e contadini con le scarpe sporche di fango sedevano alla stessa tavola, ricevendo lo stesso identico sguardo. Quello di una madre.

 “Non sono io, me lo suggerisce l'angelo”, ripeteva con un sorriso disarmante a chi le chiedeva il segreto di diagnosi mediche o risposte in lingue straniere, inspiegabili per una donna rimasta totalmente analfabeta.

Per la Calabria, questo cammino verso gli altari non è soltanto un motivo di orgoglio spirituale; è un riscatto profondo.

 Per troppo tempo questa terra è stata raccontata solo attraverso le lenti scure del pregiudizio, della cronaca nera, di un isolamento che sa di abbandono. La figura di Natuzza ribalta radicalmente la narrazione. Mostra al mondo il volto autentico di una regione: quello dell'accoglienza totale, della dignità nella povertà, di una fede viscerale che si fa carne e si prende cura dell'altro.

La grande chiesa del Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime a Paravati, fortemente voluta dalla Vergine attraverso i dialoghi con la mistica e oggi meta incessante di pellegrinaggi, non è una cattedrale nel deserto.

È il motore di un futuro possibile.

La beatificazione promette di inserire stabilmente questi borghi nei grandi itinerari internazionali dello spirito, portando un indotto vitale fatto di ospitalità, di giovani che scelgono di restare per accogliere, di economie pulite che fioriscono intorno alla bellezza della devozione.

Ma, ancor di più, sono i Cenacoli di preghiera – diffusi capillarmente in Italia e nel mondo – a tessere una tela di protezione sociale invisibile e potentissima, curando la solitudine e la disperazione laddove lo Stato spesso non riesce ad arrivare.

Mentre la Chiesa, attraverso i sette periti teologi e i massimi esperti di medicina, esamina con rigore scientifico le virtù eroiche della Serva di Dio, Paravati continua a fare quello che ha sempre fatto: aspettare, pregare e accogliere. Perché la burocrazia celeste ha i suoi passi lenti e terreni, ma per i milioni di pellegrini che hanno incrociato anche solo una volta lo sguardo oltre la nebbia di Mamma Natuzza, la carezza di Dio era già arrivata. E non aveva bisogno di alcun timbro per essere riconosciuta come un miracolo quotidiano.

 

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO
TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

Posta

chi siamo

Dietro le quinte

Chi Siamo & i Nostri Ringraziamenti

Il blog "A ore 12" è, fin dal 2009, uno spazio di cultura libera, indipendente e aperto a tutti. Non accettiamo finanziamenti, sponsorizzazioni o pubblicità. Ogni pagina nasce unicamente dall'amore per la bellezza e dal desiderio di essere utili alla collettività.

Oggi facciamo un'eccezione alla nostra linea editoriale per fare spazio a chi, ogni giorno e spesso nell'ombra, mette il cuore per rendere possibile tutto questo.

⚙️

Grazie a Manuela, L'Anima Tecnica

Un abbraccio speciale va a Manuela, la mente generosa che cura volontariamente tutta la struttura grafica del blog. Con competenza e pazienza infinita, fa sì che il sito si rinnovi costantemente attraverso:

  • Consigli preziosi per rendere la lettura rilassante e piacevole.
  • Layout su misura per far fluire i testi in modo chiaro e accessibile.
  • Grafiche curate che valorizzano i contenuti con eleganza, senza cedere al clickbait.
✍️

La Nostra "Famiglia": Collaboratori e Amici

Un grazie a Mario e Valentina, custodi del nostro prezioso archivio fotografico. Accanto si muove una bellissima rete di menti brillanti che arricchisce le aree di Opinione, Dati e Divulgazione.

Il nostro grazie più sincero racchiuso in un caloroso abbraccio avvolgente va a:

  • I compagni di viaggio storici: che mettono la firma, il volto e il pensiero su riflessioni profonde legate a politica, sanità, territorio e arte.
  • Chi collabora in silenzio: amici che per motivi personali, professionali o pura discrezione preferiscono non apparire. Il loro dono di idee e dati è un pilastro invisibile ma fondamentale.

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.