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Affetti e scala dei valori

  DOLORE IMMANE, IL LUTTO BREVE E LA PARTITA DEL CATANZARO, UNA ORDINARIA PARTITA DI PALLONE.., Sarei ritornato, come era previsto, dal luogo lontano dalle città in cui mi trovo per la cura di affetti fondamentali. Sarei tornato per vedere il Catanzaro, come faccio tutte le settimane delle sue partite in casa. Quel Catanzaro che è sempre stato anche mio e che trattengo nel cuore, anche in ricordo del mio papà e del suo appassionato sostegno ai giallorossi, con l’orecchio attaccato alla vecchia radiolina, nel tempo antico in cui le notizie le davano Enrico Ameri o l’indimenticabile Riccardo Giacoia, se i segnali di fumo indiani non li avevano già anticipati. Ma non sono tornato, per evitare la tentazione di andare allo stadio in uno dei giorni più gravi della storia di Catanzaro. Abbiamo pianto la morte di una madre e dei suoi due bambini. Abbiamo e stiamo trepidando per la salvezza della figlia di sei anni scampata all’orrore di quella notte, che si è fermata nel nostro cielo, che ...

Insieme, non soli verso il traguardo

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Un invito a ripensare la competizione e a scegliere la cura reciproca come gesto etico quotidiano. Un testo breve, brevissimo, che parla di comunità e responsabilità. - "Insieme-m.m. courtesy archivio storico M.Iannino©2024" -  Perché vincere a tutti i costi? Primeggiare nell'agone del qualunquismo è salutare?  Ricordo una lezione aziendale di aggiornamento in cui il relatore docente esordì dicendo: perché competere in forma agonistica e dover vincere ad ogni costo sempre? E se invece provassimo a vincere insieme, tutti? Pensate sia possibile?  Io penso proprio che sia possibile. Basta volerlo e rieducarsi . Ripensare la vita. E prendere in mano i destini. In politica e nella quotidianità, nel rapporto spicciolo dove anche le pulci tossiscono ad ogni minimo sospiro. E mordono. Ripensare i rapporti interpersonali non per paura o quieto vivere ma per amore.  Semplice come l’uovo di Colombo.  Buona vita a tutti.

Alessandro Mazzitelli, il colore che resta

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 di mario iannino Tempo di bilanci. Inevitabilmente, quando qualcuno che ha camminato accanto a noi e ha svolto con rigore la propria missione culturale nella città se ne va, ciò che rimane non è un vuoto, ma un pieno: un deposito di intelligenza, di gesti, di scelte, di passione. È un’eredità che continua a lavorare dentro la comunità, come una luce che non si spegne.  

Paesi in crisi e democrazie azzoppate

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 Astensione, minoranze trasformate in maggioranze e bug istituzionali: i numeri che hanno consegnato il Paese a un potere politico sostenuto da meno di un terzo degli aventi diritto. "m.m. courtesy M. Iannino©community" La società contemporanea è ammalata. Non di un male unico, riconoscibile, ma di una serie interminabile di patologie superficiali che permettono a virus politici più profondi di proliferare indisturbati. È un’epoca in cui l’apparenza sostituisce la sostanza, la reazione sostituisce il pensiero, e la velocità sostituisce la responsabilità. In questo scenario, la democrazia italiana — pur sorretta da una Carta Costituzionale giuridicamente e civilmente avanzatissima — mostra bug che non possiamo più ignorare.  

La chiameranno depressione

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 LA MADRE A CUI SONO CADUTI I BAMBINI DALLE BRACCIA E I SOGNI DAL CUORE… Di Franco Cimino  No, questa no! Ci stavamo abituando all’idea della guerra quasi come fatto ineluttabile, in questo mondo di padroni e schiavi, e alla considerata insuperabile divisione tra pochi ricchi e i moltissimi poveri, che quella bugiarda ricchezza accresce. Stavamo convincendoci che tutte quelle morti siano, in fondo, necessarie secondo i signori delle guerre. Stavamo quasi capendo che ogni guerra, assurdamente, ha le sue ragioni e che quelle degli aggressori siano le ragioni più giuste. Ci stavamo rieducando – diseducando – a quella cultura della morte che, se resta confinata nelle immagini televisive di stragi, di corpi straziati, di città rase al suolo, di case abbattute, di scuole distrutte, di bambini che muoiono più volte e per armi diverse – i missili e la fame – ma tutto lontano da noi, fa meno male. Stavamo anche accettando, rassegnati, l’idea che a queste guerre assurde noi ...

con Salvatore Tomaselli va via una vita e altro

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Già, solitamente non si pensa. Il passato è una pagina chiusa ma sempre disponibile per la rilettura. È oggi è una di queste. La notizia della morte improvvisa di una persona che ha fatto la sua comparsa su via Schipani agli inizi degli anni settanta mi riporta indietro nel tempo. È per esattezza nel 1969. Dietro la via principale, nella parallela a strapiombo sul burrone, con una vista mozzafiato sul golfo, stavano sorgendo nuove costruzioni . La casa nel parco. Così l'avevano intitolata la nuova conurbazione catanzarese. Che faceva da corollario alla sezione dei distinti del glorioso stadio della città: il militare, in seguito stadio Nicola Ceravolo in onore del primo Presidentissimo che portò la squadra e i colori giallorosso in serie A. Salvatore veniva da Siano, se non erro. Era mio coetaneo, per cui legammo subito. Sempre sorridente e disponibile. Non c'erano ancora i centri commerciali e neppure i tra di magazzini come li conosciamo adesso. Era, insomma, tutt...

Francesco, la scintilla di Dio

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 FRANCESCO, IL PAPA CHE RESTA. IL MAESTRO CHE NON MUORE… Riflessione di Franco Cimino.  «Morto un Papa, se ne fa un altro». È vero: il detto della tradizione popolare è fondato. Anche sull’inarrestabile continuità della Chiesa cattolica, che è infinitamente grande ed è, tra le diverse religioni, insuperabile per bellezza. Non soltanto perché nelle Sacre Scritture, e in quella straordinariamente sempre attuale che è il Vangelo, trova la migliore carta d’identità e la forza della sua presenza nel mondo, ma anche in quella figura profondamente umana e incredibilmente divina che è Gesù Cristo, protagonista principale su cui vive e si rafforza la fede cattolica. È il sicuro e veloce legame che ci connette al nostro Dio, l’unico Dio, perché Dio è sempre uno solo, per chi crede.

Solitudine

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  Quella che segue è una riflessione profonda, che tocca le corde di quello che molti sociologi definiscono oggi "realismo capitalista" o "eco-ansia genitoriale". Il contrasto tra l'immagine del bambino esile che rifiutava il cibo e l'uomo che oggi rifiuta di "nutrire" il mondo con nuova vita è disarmante.   " solitudine- ©mario iannino- 2026"   L’Eredità del Vuoto Etico si trasforma in rifiuto generativo e si fa atto di protezione.

Non è pazzo. E' un egocentrico privo d'empatia

  Trump, il legame tra il suo passato televisivo e il pericolo che la sua narrazione rappresenta per l'equilibrio globale e la sopravvivenza della democrazia. Il Reality dell’Apocalisse: perché spegnere i riflettori su Trump è un dovere civile Dalle luci di "The Apprentice" alla minaccia per le democrazie mondiali: la politica ridotta a talk show tossico si nutre solo di attenzione. Il silenzio mediatico non è censura, ma l'unico antidoto a un narcisismo che mette a rischio il futuro del pianeta.

Scarti

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  Nelle ultime ore (aprile 2026), un'importante operazione dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cosenza ha portato al sequestro di 143 opere d'arte false esposte a Reggio Calabria.  Il caso riguarda la mostra temporanea intitolata "Pop to Street Art: Influences", che si è tenuta tra il 2024 e l'inizio del 2025 in diverse sedi prestigiose della città, tra cui proprio l'Accademia di Belle Arti, il Museo Archeologico Nazionale (MArRC) e la Casa della Cultura "P. Crupi". Questi i dettagli principali dell'accaduto:

Calabria o il paese del Bianconiglio^

    IL GRANDE MAGO E LA CITTADELLA D’AVORIO   Baglioni in Regione: mossa di marketing globale o l'ennesimo "strappo" all'identità calabrese?   La politica calabrese, si sa, ama il palcoscenico. E il Presidente Roberto Occhiuto, fine conoscitore dei linguaggi della comunicazione moderna, ha deciso di calare l’asso pigliatutto: Claudio Baglioni. Vedere il "divo" Claudio tra i corridoi del decimo piano della Cittadella ha scosso le piazze virtuali, dividendo l’opinione pubblica tra chi sogna un "piccolo grande amore" turistico e chi, invece, avverte il retrogusto amaro di un’operazione che profuma di romanità e poco di gelsomino.

L'aria degli imbrogli

 LA GUERRA, L’ARROGANZA DELLA STUPIDITÀ, LA CULTURA ANTICA CHE LA SCONFIGGERÀ, L’INTELLIGENZA DEL CUORE… di franco cimino- Ciò che più mi fa arrabbiare oggi è il repentino cambio di scena sul teatro della guerra. I protagonisti cambiano continuamente, nel giro delle stesse ore: al mattino te ne impongono uno e al pomeriggio non lo trovi più. La guerra è diventata un teatrino in cui neppure la morte ti scandalizza più. Quella dei bambini, dei vecchi e delle donne, poi, non ti emoziona neppure. Le città interamente distrutte, le terre del grano e dei fiori completamente bruciate: neanche queste ti scuotono. Nulla di ciò che la guerra produce, in quel momento, resta. Tutto scompare. In un cambio repentino di scena trovi altro al posto di ciò che c’era prima.

Lo Strappo

  -Crisi istituzionale tra ragion di Stato, obblighi internazionali e responsabilità etica-   C’è un momento, nella vita delle democrazie, in cui la ragion di Stato smette di essere un principio di tutela collettiva e diventa un paravento. È il momento in cui il potere esecutivo, invocando urgenze e segreti, tenta di sottrarsi ai vincoli che lo definiscono: la legge, il controllo parlamentare, gli obblighi internazionali liberamente assunti.  

Oltre il limite consentito

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  L’AMERICA OLTRE IL LIMITE. IL MATTO SUL PRECIPIZIO. Tra esoterismo e realtà politica, il confine della sanità mentale è diventato il fronte della sicurezza nazionale.   Se il narcisismo si trasforma in delirio, la Costituzione ha il dovere di disarmare la follia prima che sia tardi.

Giornata della polizia

 Di Franco Cimino  LA BELLA GIORNATA DELLA POLIZIA E LA FESTA ANCHE DEL QUESTORE… Una festa è davvero festa, sia essa pubblica o privata, quando l’anniversario coincide con i principi e i valori della ragione per cui si festeggia. Ieri, nel 147º anniversario della fondazione della Polizia di Stato, questi due elementi si sono ritrovati perfettamente coincidenti. Ed è stato bello coglierli anche nella cornice in cui sono stati inseriti.

Due gesti, due mondi: l’umanità si manifesta senza chiedere

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  Padri, figli e promesse durevoli: due scene di umanità in una domenica qualunque Un gesto semplice tra un giovane padre e suo figlio, e la benedizione a una coppia con 70 anni di matrimonio: frammenti di vita che parlano più di mille omelie.

Oltre le illusioni, camminiamo insieme

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  «No, non siamo soli. È un’illusione pericolosa crederci entità isolate, atomi sciolti dal resto del creato. Non è solo una mia intuizione, sebbene io sposi con profonda convinzione gli insegnamenti dei maestri che ci hanno preceduto. Tra loro, Hermann Hesse è stato il più luminoso: il suo Siddharta è un richiamo che non ammette distrazioni.  

Corvo, furti in cantina

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 cronaca spicciola, nuove povertà, "Incursione notturna in via Magenta 29/31: danni alle strutture per un bottino di poche provviste. Quando la disperazione supera il rischio."

Ai mercanti d'arte & assimilati

  A proposito di bellezza e della missione degli operatori culturali facciamo un'analisi del mercato effimero dell'arte. E sulla frustrazione di chi crede nella sua valenza e non tollera i mercanti nel tempio.   Lettera di risposta all'invito chi non vuole cedere alla mercificazione selvaggia dell'arte.   LE BANCARELLE DEI CLICK E I NUOVI MERCANTI NEL TEMPIO.   L’arte ridotta a un abbonamento mensile: la missione dell'artista soccombe all'algoritmo del profitto garantito.

Oltre il Museo: la bellezza non ha bisogno di archivi

 cultura. presenze. testimonianze.     La Bellezza ha bisogno di spazi per il confronto etico. Contro la museificazione del talento: il nostro invito a chi coltiva fermenti culturali in Calabria.

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

dal 2009

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ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA

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Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, ogni voce è importante! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra. Siamo un piccolo avamposto di bellezza civile. Un luogo dove le storie non sono consumate, ma accolte. Dove la memoria non è nostalgia, ma un gesto di responsabilità. A ore 12 nasce come un taccuino di viaggio: appunti, incontri, città, volti, ferite, resurrezioni. Col tempo è diventato un archivio di ciò che non vogliamo perdere: la dignità delle persone, la forza dei territori, la delicatezza dei gesti quotidiani. Non inseguiamo l’attualità: la viviamo ne facciamo tesoro e andiamo oltre. Non cerchiamo consenso: cerchiamo senso. Non vendiamo pubblicità: divulghiamo bellezza. Scriviamo per chi ha ancora voglia di fermarsi. Per chi crede che le parole possano essere un atto di cura. Per chi sa che la realtà, analizzata bene, è azione propulsiva. Scriviamo per chi crede che le parole possano essere un atto di cura, e riconosce nella quotidianità opere da rifinire con estrema onestà intellettuale e con un’idea alta di bellezza. «A ore 12 è un luogo aperto. Le storie che scegliamo di raccontare costruiscono la Calabria che vogliamo vedere.»

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