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DEL CATANZARO E DEL PALLONE: DALLE LACRIME DEL TRIPUDIO AL DOLORE DI UN “TRADIMENTO”… Aquilani al Catanzaro. Ma scusatemi: questo calcio, diventato ormai prevalentemente business, nel quale le imprese sportive vengono costantemente piegate agli interessi economici che ruotano loro attorno, vi piace o no?
LA VALLE DEI MULINI CHE ANCH’IO AVEVO DIMENTICATO E LA DOMENICA DI FESTA DELL’IPPICA Un’amica di antica data, donna importante, raffinata e colta, dal caratterino che non vi dico, ma anche affascinante e bella, qualche giorno fa mi invia un messaggio WhatsApp che suona quasi come un rimprovero.
Sul calcio, le passioni, lo sport e il business. Il calcio, si sa, acchiappa e tiene imprigionati i tifosi a prescindere dai natali. Ci s’innamora da bambini dei colori della squadra. E il tifo è uno stato d’animo totalizzante che riesce più di centomila terapie a fare scaricare stress e qualcos’altro.
SERGIO MATTARELLA E QUELLA GRAZIA IMPRUDENTE Chi mi conosce sa che rispetto tutti i Presidenti della Repubblica. Tutti. Anche quelli verso i quali non ho avuto particolare stima. Li rispetto per l’educazione che ho ricevuto, nella quale il rispetto delle istituzioni coincide con quello delle persone che le rappresentano. È da questo rispetto che si distingue chi è civile da chi non lo è, chi è democratico da chi democratico non è.
La carezza che non si dà per pudore ma che si divrebbe: quando i giovani salvano la sanità con un sorriso Una scena normale, quasi insignificante ma che vale più delle terapie prescritte dagli esperti, è quanto accaduto nell’ospedale di Catanzaro. E che diventa epifania quando l’empatia sopperisce alla competenza, perché la dolcezza è cura! e la nuova generazione diventa la promessa di una sanità finalmente umana.
La Destra del Potere: Dalla Teocrazia Antica al Consenso Moderno L’espressione «siede alla destra del Padre» risuona nelle navate delle chiese d’Occidente come l’apice della sottomissione mistica e della gloria ultraterrena. Eppure, dietro il velo della formula dogmatica si cela l’archetipo di una rivoluzione squisitamente politica. Prima di diventare l'architrave teologico del Cristianesimo, la "destra" è stata lo scranno del viceré mesopotamico, il luogo fisico e simbolico del potere delegato. Trasformando questa metafora regale in un dogma eterno, l'antico monoteismo ebraico non ha soltanto isolato un unico Dio nel cielo; ha codificato il primo, formidabile sistema di governo delle coscienze, inaugurando una millenaria interdipendenza tra fede e potere che oggi, sotto le spoglie delle democrazie laiche, continua a dettare l'agenda della politica contemporanea.
DA UNA FESTA ALL’ALTRA: LA REPUBBLICA E IL CATANZARO, COSA RESTA? Sta passando, o forse è già passata, la Festa della Repubblica per gli italiani sinceramente democratici. Sta invece lentamente terminando la festa dei tifosi del Catanzaro, sinceri e appassionati anch’essi.
Nel vecchio conio c’è la storia della Repubblica e della nostra Costituzione. I simboli impressi nelle vecchie lire richiamano al lavoro ed ai simboli della terra: il grano, l’aratro, la quercia … L’Italia Repubblicana scolpita nel metallo. Le vecchie lire non erano solo monete, ma il primo racconto civile della Repubblica Nel giorno della Festa della Repubblica, tornare a osservare le vecchie lire significa leggere un capitolo fondamentale della nostra storia. Quelle piccole monete, passate di mano in mano per decenni, non erano semplici strumenti economici: erano un progetto culturale, una pedagogia civile diffusa, un modo per dire ogni giorno chi eravamo e chi volevamo diventare. È Un linguaggio simbolico per una Repubblica che nasce, muove i primi passi e intende crescere. La Repubblica del 1946 aveva bisogno di simboli nuovi, lontani dalla retorica del regime e dalla monumentalità monarchica. La scelta cadde sulla terra e sul lavoro...
IO E LA REPUBBLICA ITALIANA IN QUESTO GIORNO DI FESTA… I nomi delle persone e, talvolta, anche la loro storia personale sono legati, involontariamente, alla data di nascita e al periodo storico con il quale quella data simbolicamente si rapporta.
Facciamo il punto: Qual è la posizione di erri de luca in merito al sionismo e alla guerra di Netanyahu e quella di De Gregori in merito alla guerra e all'esposizione dei cantanti contro la politica di Trump?
“DE E DE”, UNA PREPOSIZIONE CHE POTREBBE DIRE DI ERRI E FRANCESCO, OGGI, DUE GRANDI SEMPRE…! Ehi ragazzi, diamoci una calmata. Non trasformiamo ogni cosa in un campo di battaglia dove scaricare frustrazioni e aggressività che si muovono dentro di noi come piccoli demoni quotidiani.
NOI SIAMO FINALMENTE CATANZARO, NON SOLO IL CATANZARO. DALL’IMPRESA SPORTIVA POSSIAMO ESSERE LA CALABRIA INTERA La città è avvolta da un silenzio che non fa male. Non è quello del sabato dopo cinque giorni di traffico e di rumori assordanti, compreso quello festoso degli studenti che escono da scuola correndo. Non è neppure quello delle domeniche d’estate o dei giorni particolari di Ferragosto e Pasquetta.
-L’arroganza che corrode la democrazia- Dalle forzature istituzionali ai piccoli tiranni quotidiani — quando il potere, grande o minuscolo, smette di servire la comunità e inizia a servire sé stesso.
Buone le fave! Sono le prime della stagione. Sbuccio qualche baccello. Estraggo il seme e lo mondo dalla pellicina chè lievemente amarostica.
QUEL VENTENNALE DI UN GIORNO CHE COMUNQUE HA FATTO UNA PICCOLA STORIA DELLA CITTÀ. UNA STORIA ANCHE D’AMORE.., Ti amo, Catanzaro mia. Ti amo di un amore pieno e incondizionato. Lo rinnovo in questo giorno di un ventennale che si vorrebbe doloroso per me. Ma non lo è. Non mi hai tradito tu quel giorno in cui altri non ti hanno amato, ingannandoti per colpire me; loro hanno creduto, e lo credono ancora. Ma io sono ancora qui. Come ieri. Tu conosci tutto e tutti e sai bene qual è la storia, e quali le colpe e le sofferenze. Io non mi sono sentito tradito da te. Perché so che anche tu mi ami. Mi ami dello stesso amore mio. Quello vero. Pieno. Incondizionato. L’amore non è mai infedele: sono gli uomini che se ne servono, che lo predicano utilizzandolo.
L'ILLUSIONE DEL CAMBIAMENTO A CATANZARO Tra cantieri del PNRR, monumenti sterili e una marina che si rialza da sola, il Capoluogo si rifà il look ma perde la sua anima. Cronaca di una metamorfosi senza visione di futuro.
La toponomastica trasformata in campo di tensione identitaria: istituzioni, consenso e frammentazione della memoria pubblica. L’analisi dei processi di intitolazione evidenzia il passaggio da una funzione pedagogico-nazionale a pratiche di legittimazione politica short-term, con il rischio di una polarizzazione degli spazi urbani.
QUIRINO LEDDA, IL GRANDE COMUNISTA E IL NOBILE CATANZARESE… Oggi Quirino Ledda, il sardo-calabrese che in questa regione, da sindacalista dei contadini e da consigliere regionale del Partito Comunista, ha condotto grandi battaglie per la difesa dei lavoratori, dei diritti umani e civili dei cittadini e per la crescita della Calabria, finalmente libera dal sottosviluppo e dall’arretratezza, torna idealmente in città. Torna nella città che scelse come sua: Catanzaro.
LE PICCOLE ELEZIONI CHE PARLANO AL PAESE Troppo piccole per essere considerate decisive. Troppo limitate, per estensione e partecipazione, per consentire analisi politiche definitive. Eppure le elezioni amministrative appena concluse consegnano alcuni segnali che sarebbe un errore sottovalutare.
IL CATANZARO DEL SOGNO CHE NON FINISCE E DI UN PRESIDENTE BELLO COME LA SQUADRA CHE HA COSTRUITO…
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.