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Un mondo intero in pochi millimetri. Rivedere il passato attraverso una fotografia significa misurare la distanza percorsa senza perdere il senso di ciò che ci ha resi. È un esercizio di memoria, ma anche di gratitudine verso tutto ciò che abbiamo costruito. In pochi millimetri quadrati può davvero stare un mondo intero.
Io sono uomo di mare. Quello è il mio mare. Tra di noi c’è amore puro. Lui sa che l’ho sempre difeso da chi lo sfrutta e poi lo accusa di cattiveria. Il mare, come il nostro vento, è buono. Non è mai cattivo. Fa il suo mestiere, dalla natura sua bella, che somiglia molto a quella umana. Le rovine, che arriverebbero da lui, sono responsabilità degli uomini, che gli costruiscono casermoni nelle sue pinete abbattute come i nemici in guerra. E sulla sua spiaggia, la rena che gli appartiene, piccolo universo in cui perdersi e rinnovarsi. Il mare, è, poi, generoso. Generoso di quell’Amore che solo lui e il Cielo, possono donare. Lo stesso, che hanno ricevuto in dono gli uomini, che, però, se lo dimenticano maltrattandolo. Ci dona, infatti, il riflesso della Luna e la sua magnificenza nel colorarlo di seta d’oro e d’argento. Il mare è bello. Il mare è buono. Il Mare ama. Tutti. An...
Primi attori/attrici. Commedianti della realtà mortificata e mercificata. Ai tessitori di trame. Agli untori... In un tempo dominato da reazionari in cerca di palcoscenico e da verità urlate senza peso, scegliere di tacere diventa un gesto di consapevolezza: una sottrazione potente che smaschera il vuoto di chi vive per imporsi e non per comprendere.
Il fragile confine tra gentilezza e compiacenza: quando il narcisismo diventa una trappola relazionale. In un’epoca che celebra l’empatia ma teme il conflitto, molti scambiano la bontà per resa. E così, davanti a personalità narcisistiche, il rischio è trasformarsi da persone generose a fornitori emotivi senza accorgersene.
Pascoli, Zvanì e quella malinconia che non ti molla mai”. Dal banco di scuola alla tv di ieri sera: tra poesie che graffiano l’anima e un biopic un po’ troppo zuccheroso, il mio rapporto complicato con il poeta più nostalgico d’Italia.
Viviamo in un’epoca in cui ogni divergenza diventa un campo di battaglia. Le piattaforme che dovrebbero favorire il dialogo amplificano invece l’ostilità, trasformando opinioni in armi e cittadini in tifoserie. È un contagio silenzioso: l’arroganza del potere scende a cascata e si insinua nei nostri gesti quotidiani, fino a farci dimenticare che il dissenso non è una minaccia, ma una risorsa democratica.
QUELLA CONTRO I GIOVANI E LE DONNE CHE SI BATTONO PER LIBERARE L’IRAN. Di Franco Cimino C’è un’altra guerra. Non prevedibile, ma attesa. Una guerra dura. Pericolosa. Si è accesa con un’esplosione apparentemente improvvisa, ma in realtà alimentata da una fiamma lunga molti anni, che ha camminato nel sottosuolo di una regione straordinariamente bella del pianeta. Una terra che, nell’era moderna, è stata, però, da sempre afflitta da governi che ne hanno turbato la bellezza, derubato la ricchezza, umiliato la sua bellissima popolazione, la quale, nel corso della lunga vita di quella terra, ha dato prova di intelligenza e di civiltà, promuovendo altre civiltà e creando ricchezze esclusive. Questa terra è l’Iran del vecchio imperatore Reza Pahlavi, costretto alla fuga dalla rivoluzione che il popolo fece per cacciarlo, consegnandola però nelle mani di altri imperatori, più totalitari e antidemocratici: gli ayatollah di una religione già di per sé assolutista e totalitaria, antimod...
Un racconto che profuma di vita vera: ha ritmo, calore, ironia, e quel dialetto che non è solo lingua ma memoria. Funziona perché intreccia due fili — l’infanzia contadina e la saga familiare — senza perdere autenticità. È un pezzo che si legge con il sorriso e con un po’ di nostalgia. "L’ovu vacanti". L'uovo vuoto. S torie di casa, ova vacanti e fhigghji d’oru. (Storie di casa, uova vuote e figli d'oro). A casa nostra eravamo sette fratelli, e ognuno aveva il suo carattere, la sua voce, il suo posto a tavola. Ma uno, l’ultimu, aveva un posto speciale nel cuore di mamma: Umberto, ’Mbertu. Era il più piccolo, il più coccolato, quello che mamma guardava come si guarda una cosa fragile e preziosa.
La poesia del frammento: viaggio nell’opera di Mario Iannino. Quest’opera contemporanea su cartone si presenta come un esempio vibrante e provocatorio di arte mista, in cui l’espressionismo astratto si intreccia con riferimenti alla cultura pop e al consumo. La composizione, volutamente caotica, nasce dalla sovrapposizione di strati di vernice rossa, bianca, nera e verde a frammenti di packaging industriale — tra cui marchi riconoscibili come “CORN FLAKES”, “Kinder”, “NESTLÉ”, “amazon prime” e “CAFFÉ” — generando un dialogo serrato tra estetica e critica sociale. Analisi visiva Materiali Il cartone, scelto come supporto, conferisce all’opera un carattere umile e urbano. L’inserimento di oggetti tridimensionali — tappi, elementi plastici, piccole strutture — rompe la bidimensionalità tradizionale, trasformando la superficie in un assemblaggio quasi scultoreo. Colori I contrasti cromatici intensi creano una tensione dinamica: le pennellate gestuali, rapide e istintive, trasmet...
Nemo propheta in patria. Cultura, identità e responsabilità nella storia intellettuale calabrese La vicenda di Mimmo Rotella , nel ventennale della sua scomparsa, non rappresenta un caso isolato nella storia culturale calabrese. Al contrario, si inserisce in una lunga tradizione di artisti e intellettuali che, pur nati in questa terra, hanno dovuto cercare altrove il terreno necessario per far germogliare la propria poetica. Saverio Strati , con la sua scrittura radicata nella dignità contadina; Corrado Alvar o, che trasformò l’esperienza meridionale in una categoria universale; Vincenzo Padula , precursore dell’inchiesta sociale meridionalista; e molti altri — da Mattia e Gregorio Pret i a Francesco Jerace , fino ai contemporanei che operano tra precarietà e resistenza — condividono un destino simile: essere riconosciuti pienamente solo quando la loro voce aveva già trovato ascolto lontano dalla loro città d’origine. Questa costellazione di figure, non completamente esaustiva...
- Nel dibattito sul ventennale della morte di Mimmo Rotella riemerge un tratto storico della nostra città: la tendenza a trasformare la cultura in un terreno di contesa più che in un bene comune. Catanzaro celebra ciò che non ha saputo trattenere e rivendica ciò che non ha contribuito a far crescere, ripetendo un copione già visto con figure come Galluppi, Padula e persino Preti. La nascita di Rotella diventa così un vessillo identitario più che un’eredità culturale consapevole, mentre istituzioni, politica e collezionismo si contendono il suo nome. Ma la domanda che resta sospesa è la più scomoda: se fosse rimasto qui, sarebbe diventato Rotella. Forse il vero atto istituzionale non è commemorarlo, ma costruire finalmente una città capace di non perdere i suoi talenti.- Mimmo Rotella, Catanzaro e l’eterna tentazione di “possedere” la cultura. La storia culturale di Catanzaro – e, più in generale, di molte città italiane – è attraversata da un paradoss...
"E sullo sfondo Usa. Forse sarebbe meglio titolare quest’opera digitalizzata: Osa. Ma lui non osa conosce i meccanismi della comunicazione di massa e sa quando e come usare le parole, l'azione. Per assecondare ma mai soddisfare la sua avidità usa ogni mezzo. Preleva. Prende. Assale. E quando non è possibile con le azioni bellicose, compra. Privatizzare, secondo il suo modello di vita è normale, in barba alle dinamiche internazionali.".
In un tempo in cui la politica sembra aver smarrito ogni respiro umano, ogni capacità di pensare l’altro e di tendere al bene comune, emerge un bisogno diverso: una visione più ampia di socialità, quasi un orizzonte mistico. Non per fuggire dal mondo, ma per rimetterlo in prospettiva. Forse è questo bisogno che spinge ad entrare in chiesa anche chi non crede alla narrazione giudaico ‑ cristiana, soprattutto nel giorno dell ’ Epifania. Quella scena antica — oro, incenso e mirra — è diventata cos ì familiare da sembrare innocua, eppure resta un racconto politico, antropologico, simbolico. Parla di nascita terrena, ma anche del senso dei doni: - Oro: potere, ricchezza, logica del dominio - Incenso: prestigio, sacralizzazione dell’autorità - Mirra: fragilità, mortalità, limite. E dietro i Magi si staglia sempre l’ombra del potente che teme, controlla, manipola. È un racconto di duemila anni fa, ma descrive con precisione le dinamiche att...
La storia dei senza‑storia Perché ricordiamo i leader e dimentichiamo i cittadini comuni Per secoli la narrazione pubblica ha celebrato i dirigenti, i condottieri, i manager del cambiamento. Ma dietro ogni trasformazione economica e politica c’è un’altra storia, silenziosa e rimossa: quella delle persone comuni, che hanno pagato il prezzo più alto delle scelte altrui.
scrittura creativa. Cronaca di un mondo ridisegnato dall’avidità e risvegliato dalla moltitudine Occhiello riassuntivo: Un’allegoria contemporanea sul potere che divora e sui popoli che, uniti, spezzano l’ombra del Conquistador. El conquistador delle Americhe e Groenlandia. Antefatto. Sembrerebbe la fantastica storia di un uomo dalla vista lunga e con le braccia tentacolari ancora più lunghe, con un enorme stomaco temprato per ingurgitare ogni cosa ritenga appetibile. Il cui ego immenso non concede spazi. Un personaggio d’altri tempi. Tempi bui avvolti nelle tenebra della ragione dove la forza fisica rafforzata dagli armamenti, trasdotta in bellicismi, consentiva di sopraffare chiunque non si prostrasse ai suoi capricci. Vanesio, di una vanità che supera di gran lunga quella del re che sfila nudo tra i suoi sudditi e che viene additato dall’innocenza di un bimbo dallo sguardo puro.
Niente di nuovo sotto il sole dove sventola la bandiera a stelle e strisce, direbbero i più informati e attenti. Negli anni abbiamo assistito allo strapotere dei presidenti risoluti nell’esportare i loro personali ideali di democrazia in tutto il mondo. Ma fino ad ora, Trump , li ha battuti tutti. Dice, con la semplicità delle senili cose che altri avrebbero tentennato e magari avrebbero celato con filtri. Ha saputo depistare le attenzioni sulle nefandezze di Netanyahu, Putin e persino le sue raccattando consensi attraverso una narrazione priva di logiche. Ha saputo depistare, dicevo, le menti di quanti dividono il mondo a metà e riducono le questioni in destra e sinistra, libertà e oppressione e che non sono aperti al dialogo, all’analisi seria e approfondita. adesso, gongolante ha lanciato freccette sugli altri Paesi di interesse economico-strategico che a suo modo di intendere sono alla sua attenzione. Sono allarmato e timoroso per la democrazia e le leggi che la regg...
L'arma migliore, contro la retorica degli affaristi, è riflettere, ragionare pacatamente. “ Il pensiero non si può ingabbiare o ridurre ad una semplice equazione; dividere in campi ristretti le infinite sfaccettature è impossibile per una analisi etica che guarda alla collettività con empatia . Purtroppo i mezzi di comunicazione di massa riducono al minimo i margini del pensiero critico, e non c'è bisogno di essere maestri del pensiero, “ maître à penser ” come dicono i francesi, per comprenderlo. Ridurre in “destra e sinistra” è deleterio e riduttivo oltremisura e non può sfociare in altro se non in bagarre. I crimini contro l'umanità rimangono tali nonostante gli sforzi e i propositi dei comparaggi intessuti per convenienza ”.
Frammenti di Identità: L’America Stratificata. L’opera si presenta come una riflessione visiva sull’identità americana, decostruita e ricomposta attraverso una stratificazione di materiali e simboli. Il soggetto centrale — la bandiera degli Stati Uniti — non è solo un emblema patriottico, ma diventa un campo di tensione tra ordine e caos, tra appartenenza e frammentazione. La superficie dell’opera, ruvida e tridimensionale, richiama le cicatrici della storia e le contraddizioni della società contemporanea. I tre coni colorati, collocati nella zona blu delle stelle, suggeriscono una reinterpretazione giocosa o rituale, forse allusiva a celebrazioni, ma anche a una teatralità che maschera il dissenso. La lettura estetica registra: - Strati e texture che evocano la complessità della memoria collettiva. - I materiali eterogenei (mesh, carta, tessuto) parlano di contaminazione culturale e di una nazione costruita su molteplici voci. - La bandiera è decostruita ma ancora ri...
Guarda e passa. L’ARTE DI NON FARSI INGOIARE DAL RUMORE. La libertà comincia dove finisce ciò che non merita la nostra attenzione. E, non ti curar di loro, ma guarda e passa non è un ammonimento antico: è un gesto di oggi, un’arte sottile, quasi un istinto di sopravvivenza in un mondo che ci strattona da ogni lato. Ogni voce pretende ascolto, ogni ombra reclama una reazione. Ma non tutto è degno. Non tutto è necessario. Non tutto deve entrare nel ostro sacro spazio mentale.
Il cartoncino dei ricordi. Non sapeva perché le venisse così naturale. Forse era il tono della voce dell’anziana signora, o forse quel modo lento e preciso con cui sceglieva ogni parola, come se stesse sfiorando oggetti fragili. Fatto sta che, mentre lei raccontava, la mano correva da sola sul cartoncino da cioccolatini trovato per caso sul tavolo.
Chi siamo
Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria.
Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati.
Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni.
Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante.
Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale.
Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise.
Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza.
Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare.
Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola.
Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.