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Pensieri, che rendono omaggio al ministero di don Achille con sincerità nel giorno della sua dipartita: In memoria di don Achille: un pastore che ha camminato con noi Le brutte notizie arrivano in ogni forma, e oggi ne è giunta una che mi ha colpito nel profondo: la morte di don Achille, parroco del Corvo. Non è solo la scomparsa di un sacerdote, ma la fine di una presenza che ha accompagnato silenziosamente la mia vita e quella del nostro quartiere. Don Achille è stato una figura che, per certi aspetti, posso dire sia cresciuta con me. Lo ricordo giovane, accanto a don Giorgio Bonapace, nella chiesa di San Pio X a Catanzaro, la mia parrocchia d’origine. Erano gli anni dei pomeriggi all’oratorio, dei campi estivi in Sila, delle prime esperienze di comunità. Il giovane “don” era un prete ante litteram: moderno, capace di dialogare con i ragazzi, di ascoltare senza giudicare, di essere guida senza imporsi. Nel tempo, la sua presenza ha continuato a intrecciarsi conla...
Meteora luminosa. Donna discreta e sensibile. È stato un colpo! Ho appreso della tua dipartita casualmente. Il tam tam del web prima o poi arriva e squinterna gli animi di quanti hanno avuto il piacere d’incontrarti e fare qualche passo insieme. Tantissimi i messaggi in rete di stima non colmano il vuoto che hai lasciato tra i tuoi cari e in quanti sono stati contagiati dalla tua dolcezza. Incredulità e tristezza. Queste le sensazioni immediate che mi hanno travolto l’animo mentre il mio pensiero torna indietro nel tempo, a quando tu e Ivana, avete fatto capolino per la prima volta nello stanzone che stavo allestendo a studio d’arte. Siete entrate sorridendo. E parlandovi addosso l’un l’altra mi avete inondato di domande. Volevate sapere cosa stessi facendo lì, in quel locale di via Bezzecca al numero 69. E immediatamente avete detto di voler frequentare le ore che avevo dedicato al territorio per la divulgazione dell’arte pittorica.
La vita e la morte camminano insieme. Entrambi gli eventi fanno parte di ciò che siamo. Eppure davanti alla morte rimaniamo sempre esterrefatti, addolorati, sorpresi. E nonostante sia, la morte, l'unico dato ineluttabile dal quale non ci si può esimere, ci sentiamo forti mentre percorriamo le strade terrene e affrontiamo gli ostacoli della quotidianità a muso duro come se non dovessimo mai lasciare questo mondo. D'improvviso ci sentiamo traditi. Soli. L'assenza pesa! E il vuoto lasciato dalle improvvise partenze delle persone care deve essere perentoriamente riempito coi ricordi. Da qualche mese mi trovo nella scomoda posizione, col cuore colmo di amarezza, mio malgrado, di dovere ricordare qualcuno. Coetanei e non. Parenti. Amici. Persone con le quali ho fatto un pezzo di strada. E nel ben e nel male siamo cresciuti. A volte scontrandoci ma sempre nel rispetto della sacra amicizia che ci ha resi uomini. I necrologi non mi sono mai piaciuti. Sento comunque il ...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.