Affreschi d'Italia, varianti

 


San Lorenzo in Lucina ha visto di tutto: matrones cristiane del IV secolo, (nobildonne romane che, convertite al cristianesimo, misero a disposizione case, denaro e influenza sociale per sostenere le prime comunità cristiane. Attraverso finanziamenti opere caritative, chiese e comunità religiose, le matrone, ospitavano nelle loro domus le prime assemblee cristiane. La più importante per San Lorenzo fu Lucina, che secondo la tradizione mise a disposizione la sua casa, da cui nacque la basilica. In pratica, senza queste donne ricche, colte e molto determinate, molte delle prime chiese romane — compresa San Lorenzo in Lucina — non sarebbero mai esistite.) ma torniamo al punto di quanta storia han visto le mura, incluso papi del V, ricostruzioni medievali, restauri barocchi, rifacimenti ottocenteschi. Insomma, è una basilica che ha attraversato l’Impero, il Medioevo, il Rinascimento, il Risorgimento e pure qualche sindaco particolarmente creativo. 

Eppure, dopo sedici secoli di storia, a scuotere le sue mura non è stato un concilio, un’invasione o un ritrovamento archeologico. No. È stato un cherubino del 2000 che ha deciso — o meglio, qualcuno ha deciso per lui — di somigliare alla premier.

È il destino crudele delle opere “manieriste” che passano inosservate per anni, poi basta un volto un po’ troppo riconoscibile e diventano improvvisamente più famose della navata romanica. 

Michelangelo, da lassù, osserva la scena con un misto di sollievo e incredulità: “Ho passato anni a dipingere la Sistina e ora basta un cherubino moderno per far impazzire Roma?” dirà sorridendo.

La vicenda, però, ha un suo fascino antropologico. 

Perché in Italia, quando un volto contemporaneo finisce in un contesto sacro, scatta immediatamente il gioco delle interpretazioni: 

– È un omaggio politico? 

– Un atto di devozione personale? 

– Un colpo di genio di un decoratore che ambiva a diventare virale prima ancora che esistesse TikTok? 

– O, più semplicemente, un sacrestano con un pennello e un’idea troppo brillante per restare nel cassetto?

La satira, qui, non deve nemmeno sforzarsi: basta osservare la sproporzione tra la storia millenaria della basilica e il clamore generato da un angioletto neobarocco. 

San Lorenzo in Lucina ha resistito a secoli di restauri, rifacimenti, terremoti, guerre, e ora rischia di essere ricordata per un cherubino che ha osato troppo.

Il vero miracolo, forse, è che dopo sedici secoli di storia, la basilica riesca ancora a far parlare di sé. 

Non grazie a un affresco medievale ritrovato, non per un mosaico paleocristiano restaurato, ma per un angioletto del 2000 che ha avuto la sfortuna — o la fortuna — di assomigliare alla persona sbagliata nel momento giusto.

 E mentre il Paese discute, si indigna, ironizza e analizza, la basilica resta lì, imperturbabile, come chi ha visto passare imperatori, papi, rivoluzioni e restauratori troppo entusiasti. 

Con un pensiero silenzioso che sembra quasi emergere dalle sue pietre antiche:  “Se questo è il problema più grande del secolo, tutto sommato ci è andata bene.”

Commenti

dal 2009

dal 2009
buon viaggio

IN PRIMO PIANO

IN PRIMO PIANO
creatività

benvenuti

```

Chi siamo

Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria. Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati. Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni. Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante. Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale. Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise. Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza. Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare. Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola. Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.

Incontri: il blog aperto a tutti

Incontri: il blog aperto a tutti
post in progress

OPEN

Aore12 apre le porte a nuove voci! Cari lettori, Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. E oggi, questo spazio vuole crescere. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, SEI NEL POSTO GIUSTO! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Invitiamo appassionati: Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori… chiunque voglia contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra.

POSTA

sbirciando qua e là

sbirciando qua e là
notizie e curiosità

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA
PERCORSI SUGGERITI

Da un capo all'altro

Da un capo all'altro
Tra storia, miti e leggende

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ... ...at 12 o'clock ... post in progress, analisi e opinioni a confronto