IL TEATRINO DELLA POLITICA SUL PALCO DI SANREMO
SE IL GOVERNO DIMENTICA L'AGENDA SOCIALE
Incredibile! Mentre il mondo crolla a pezzi un capo di governo trova il tempo per entrare in polemica per una questione di lana caprina con l'opposizione relativa alla partecipazione su Sanremo di un cabarettista ma non lo trova per rispondere adeguatamente come lo richiede il suo impegno istituzionale al Paese intero soggiogato da problemi ben più seri. Quegli stessi problemi su cui ha impostato la sua campagna elettorale, e l'ha vinta, (purtroppo!): lavoro, accise, tasse, dignità, bollette, lavoro povero … ampliamento degli organici nella sanità, scuola, forze dell’ordine.
Mentre l’esecutivo si perde nel gossip festivaliero, le emergenze reali del Paese restano senza risposta.
Cosa chiede l'Italia?, e gli Italiani danno ancora fiducia a questo esecutivo? si lasciano deviare dalle distrazioni di massa?... Ricordate: abolizione delle accise, bollette e fisco più equi, ampliamento degli organici nella sanità, scuola, forze
dell’ordine. Ma, catturati nella polemica gossippara lo hanno dimenticato...
È il paradosso di una leadership che preferisce il tweet al
decreto, la battuta di spirito al piano industriale. Mentre le famiglie
italiane fanno i conti con carrelli della spesa sempre più pesanti e buste paga
che evaporano prima della fine del mese, l'attenzione della Presidenza del
Consiglio sembra calamitata dai riflettori dell'Ariston. La polemica contro il
comico di turno diventa così il paravento perfetto, un’arma di distrazione di
massa per non dover spiegare perché le promesse sulle accise siano svanite nel
nulla o perché la sanità pubblica stia scivolando verso un lento ma inesorabile
declino.
Il Paese non chiede censori morali o critici televisivi, ma
statisti capaci di affrontare la crisi energetica, la precarietà dilagante e un
inverno demografico che gela ogni speranza di futuro. Soggiogare il dibattito
pubblico a questioni di "lana caprina" non è solo una caduta di
stile; è un’omissione di soccorso istituzionale verso un’Italia che, spenta la
televisione, si ritrova ancora al buio. È tempo che chi siede a Palazzo Chigi
torni a occuparsi dei problemi di chi sta per strada, prima che il distacco tra
realtà e palazzo diventi una frattura insanabile.
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