QUATTRO ANNI DALL’INVASIONE DELL’UCRAINA

 

CELEBRIAMO UN ALTRO ANNIVERSARIO DI MORTE E DI ROVINE…

di franco cimino.

In un mondo ipocrita, coperto — come da un lenzuolo steso sulla vergogna — da un calendario strapieno di ricorrenze e anniversari, oggi si dovrebbe ricordare il quarto anno dall’inizio della guerra che un capo autoritario, dallo stampo psicologico napoleonico, ha scatenato contro l’Ucraina. Era stata definita dallo stesso aggressore “operazione militare speciale per il Donbass”, da chiudere in pochi giorni.

Questo calendario oggi vorrebbe ricordare l’inutile strage” di uomini, donne, bambini e anziani, innocenti e disarmati di fronte alla barbarie. Una barbarie che ha proseguito il suo cammino nella distruzione totale di intere città, nella rovina di campi fertili e ricchi di doni preziosi, essenziali alla vita e alla prosperità di quel Paese.

A chi lo ricorda questo giorno infausto? A chi non c’entra nulla con questa sporca guerra? A chi la guerra la subisce nella carne viva delle proprie feste spezzate e dei propri drammi quotidiani? A chi la osserva da lontano, in un’opinione pubblica ormai deprivata di coscienza e di senso critico, addormentata, incapace persino di comprendere ciò che avviene a pochi passi da sé?

Quattro anni significano quasi millecinquecento giorni, uno dopo l’altro, fino a oggi. Giorno dopo giorno in cui bombe, missili — anche a grappolo — sono caduti sulle persone, sulle loro case, sulle scuole, sulle loro terre, uccidendo e distruggendo. Quanti sono caduti? Quanti soldati? E quanti civili, soprattutto civili? Li avete contati davvero?

I numeri che di tanto in tanto vengono diffusi non sono mai pienamente reali: morti e feriti sono molti di più. Si parla di centinaia di migliaia di vittime tra i soldati, di cifre impressionanti per entrambe le parti, e di migliaia e migliaia di civili ucraini travolti dalla violenza. Ma dietro ogni numero c’è un volto, una storia, una famiglia spezzata.

E quanti soldi — dollari, euro, rubli, grivne — sono stati bruciati in questa strategia di terrore e di morte? Centinaia di miliardi. Cifre enormi, difficili persino da calcolare con precisione. Che mondo è quello che ignora miliardi di poveri distesi, anche loro come sotto un lenzuolo di vergogna e menzogna, su due terzi della Terra, mentre consuma risorse immense per distruggere? Basterebbe impiegare anche solo una parte di quanto speso nelle guerre per salvare dalla fame milioni di persone e offrire loro la possibilità di costruire benessere nei propri Paesi, senza costringerle ad attraversare mari, monti e foreste per essere poi umiliate da una cosiddetta civiltà che le respinge.

Quanti altri anni, mesi, giorni dovranno passare ancora perché finisca questa assurda mattanza? Quanti morti ancora? Quanti soldati e quanti civili? Quante donne e quanti bambini? Quanti dovranno essere sacrificati sull’altare di una patria che si nega quando pretende di distruggere altre patrie, altre terre dei padri, bruciando il futuro dei figli, tutti uguali, come uguali sono le creature del mondo?

La propaganda dei diversi regimi annuncia quotidianamente che la guerra sta per finire, che i negoziati sono in fase avanzata, che un accordo è vicino. Lo si proclama sotto l’imperio di chi si illude di essere padrone del mondo e misura la propria forza sulla quantità e qualità tecnologica degli arsenali bellici, esibiti anche per intimidire amici e alleati. Si dice di giorno, mentre di notte si continua a bombardare, distruggere, uccidere. E a ferire anche la speranza.

Quattro anni sono quattro calendari senza primavera, quattro estati roventi e quattro inverni glaciali. Sono decine di migliaia di case senza luce e senza riscaldamento. Sono scuole e università chiuse. Chiese demolite. È la negazione stessa della vita quotidiana.

Non il caso né il destino, ma qualcosa di più alto e significativo, ha voluto che questo anniversario coincidesse con il trentaseiesimo della morte di Sandro Pertini, l’uomo che lottò contro il nazifascismo per la libertà, senza cedere neppure davanti ai lunghi anni di prigionia. L’uomo che pose come principio irrinunciabile dell’impegno politico la difesa della libertà, intesa come energia vitale della democrazia, che è autentica solo se vissuta da tutti i popoli nella giustizia e nell’eguaglianza.

All’atto del suo insediamento, parlando al Parlamento che lo aveva appena eletto,quell’uomo già vecchio ma coraggioso e giovane, pronunciò parole che restano scolpite nella memoria civile:

«L’Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte; si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame.»

Grazie, Presidente.
E perdonaci: abbiamo tradito anche te.

                               Franco Cimino

Commenti

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti

Incontriamoci su: A ORE 12, il blog aperto a tutti
post in progress

OPEN

Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, SEI NEL POSTO GIUSTO! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori… chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra.

IN PRIMO PIANO

IN PRIMO PIANO
creatività

dal 2009

dal 2009
buon viaggio

benvenuti

```

Chi siamo

Abbiamo aperto questo blog nell’aprile del 2009 con il desiderio di creare una piazza virtuale: uno spazio libero, apolitico, ma profondamente attento ai fermenti sociali, alla cultura, agli artisti e ai cittadini qualunque che vivono la Calabria. Tracciamo itinerari per riscoprire luoghi conosciuti, forse dimenticati. Lo facciamo senza cattiveria, ma con determinazione. E a volte con un pizzico di indignazione, quando ci troviamo di fronte a fenomeni deleteri montati con cinismo da chi insozza la società con le proprie azioni. Chi siamo nella vita reale non conta. È irrilevante. Ciò che conta è la passione, l’amore, la sincerità con cui dedichiamo il nostro tempo a parlare ai cuori di chi passa da questo spazio virtuale. Non cerchiamo visibilità, ma connessione. Non inseguiamo titoli, ma emozioni condivise. Come quel piccolo battello di carta con una piuma per vela, poggiato su una tastiera: fragile, ma deciso. Simbolo di un viaggio fatto di parole, idee e bellezza. Questo blog è nato per associare le positività esistenti in Calabria al resto del mondo, analizzarne pacatamente le criticità, e contribuire a sfatare quel luogo comune che lega la nostra terra alla ‘ndrangheta e al malaffare. Ci auguriamo che questo spazio diventi un appuntamento fisso, atteso. Come il caffè del mattino, come il tramonto che consola. Benvenuti e buon vento a quanti navigano ogni singola goccia di bellezza che alimenta serenamente l’oceano della vita. Qui si costruiscono ponti d’amore.

POSTA

sbirciando qua e là

sbirciando qua e là
notizie e curiosità

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA

ALLA SCOPERTA DELLA CALABRIA
PERCORSI SUGGERITI

Da un capo all'altro

Da un capo all'altro
Tra storia, miti e leggende

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ... ...at 12 o'clock ... post in progress, analisi e opinioni a confronto