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| "pagine in-utili. ©marioiannino2000" |
Non che per me sia importante, ho le idee chiare in merito,
ma quanto è rilevante oggi, alla luce delle possibilità offerte dalla nuova
scienza dell’immagine corredata da applicazioni impensabili al tempo di Giotto,
continuare a produrre pitture verosimili a qualcosa di conosciuto e familiare?
Qual è il ruolo dell’artista contemporaneo oggi? Dipingere per
abbellire, stupire, decorare o altro?
Oggi la pittura "verosimile" non compete più con
l'ottica, ma con il concetto.
Ecco il punto: nell'era dell'iper-visualità digitale e
dell'IA, produrre immagini che imitano la realtà non serve più a documentare il
mondo (compito passato alla tecnologia), ma a rallentare la percezione.
La pittura verosimile oggi
Continuare a dipingere il "vero" ha senso solo
come atto di resistenza antropologica. Mentre un software genera un volto
perfetto in un secondo, l'artista impiega settimane: quel tempo
"inutile" è ciò che dà valore all'opera. La verosimiglianza moderna
non è un esercizio di stile, ma una scelta che rivendica la fisicità del gesto
contro l'algoritmo.
Il ruolo dell'artista contemporaneo
Dimentica l'abbellimento o la decorazione (ruoli ormai
delegati al design e all'arredamento). L'artista oggi è:
Un Filtro Critico: In un mondo saturato di immagini,
l'artista decide cosa merita di essere guardato davvero.
Un Generatore di Senso: Non crea oggetti, ma contesti. Il
suo ruolo è porre domande scomode che la scienza e la tecnologia, per loro
natura funzionale, non possono porsi.
Un Custode dell'Errore: La nuova scienza dell'immagine cerca
la perfezione; l'artista cerca l'attrito, lo scarto e l'imprevisto che ci
ricordano di essere umani.
In breve: non si dipinge più per far vedere "com'è
fatto il mondo", ma per mostrare "come ci si sente" a starci
dentro. Se Giotto ha aperto la finestra sulla realtà, l'artista di oggi usa
quella finestra per guardare chi sta guardando. e per fare ciò è necessaria la
ricerca.
Esattamente. Oggi l'opera è solo la "punta
dell'iceberg" di un processo di ricerca profondo che giustifica
l'esistenza dell'immagine stessa.
Senza ricerca, la pittura verosimile rischia di diventare un
mero esercizio ginnico o un feticcio tecnico. La ricerca trasforma l'artista da
"esecutore" a "investigatore" della realtà. Ecco come si
declina questa necessità oggi:
Ricerca come indagine epistemologica: L'artista
contemporaneo non usa la tecnica per mostrare l'oggetto, ma per indagare come
conosciamo l'oggetto. Si studia il limite tra occhio e algoritmo, tra memoria
biologica e archivio digitale.
Sperimentazione transdisciplinare: La ricerca oggi spinge
l'artista a collaborare con scienziati, biologi o ingegneri. La pittura può
diventare il luogo dove si visualizzano dati invisibili o si riflette
sull'impatto etico delle biotecnologie e dell'IA.
Generazione di "Conoscenza Altra": Mentre la
ricerca scientifica produce dati certi, la ricerca artistica (o Arts-based
research) produce una conoscenza di tipo emotivo, culturale e basata sul
vissuto, spesso più difficile da raggiungere con i metodi tradizionali.
Analisi critica del linguaggio: Dipingere oggi "alla
maniera di" è un atto di citazione che richiede una ricerca storica e
filosofica. L'artista ricerca nel passato gli strumenti per decodificare il
presente, trasformando la verosimiglianza in un linguaggio simbolico
post-concettuale.
In questo scenario, la tecnica non è più il fine, ma il
metodo di indagine. Se la "nuova scienza dell'immagine" fornisce le
risposte visive, l'artista usa la ricerca per continuare a porre le domande
giuste.

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