La rana e lo scorpione, da Esopo a noi
Abbiamo chiesto al maestro Mario Iannino di visualizzare
graficamente l’allegoria della favola di Esopo: La rana e lo scorpione.
L'Istinto ineluttabile degli esseri viventi nell'interpretazione grafica/digitale di Mario Iannino.
L'Allegoria della rana e dello scorpione, attraverso un autore contemporaneo: Mario Iannino sulla favola della rana e dello scorpione sintetizza in modo visivamente concreto il tema dell'ineluttabilità della natura intrinseca e dell'impossibilità di sfuggire al proprio destino, anche a costo dell'autodistruzione.
L'artista fonde un disegno a penna a biro con la
manipolazione digitale, offrendo un'interpretazione contemporanea del classico
esopiano.
Sintesi Critica e Analisi dell'Opera:
Tecnica e Contrasto: L'uso della penna a biro per il disegno
originale conferisce all'immagine una sensazione d’immediata crudezza, quasi
come un appunto grafico, che si contrappone alla fluidità e all'artificiosità
della manipolazione digitale. Questo crea una tensione visiva che rispecchia la
morale della favola.
Dinamismo e Caos: Gli effetti di distorsione digitale (le
scie verdi e azzurre) non rappresentano un semplice abbellimento, ma traducono
visivamente il momento esatto del tradimento e del conseguente annegamento. Il
caos delle forme fluide simboleggia lo sconvolgimento dell'ordine naturale e
logico. Inizialmente, lo scorpione, rassicura la rana con una logica
stringente: "Come potrei pungerti?” “Affogheremmo entrambi!". Questa
razionalizzazione estrema, che richiederebbe di annichilire la parte
dell'istinto irrefrenabile della sua natura e dargli fiducia, si scontra infine con la pulsione
fatale ("è la mia natura").
L'artista non sembra esprimere un giudizio morale esplicito,
ma presenta la dinamica in modo crudo e fatale. L'opera cattura la dualità tra
l'intento razionale (attraversare il fiume) e la pulsione autodistruttiva (la
puntura) che porta entrambi i protagonisti alla rovina, ponendo l'accento
sull'impossibilità, per alcuni, di trascendere la propria essenza.
Riflessione sull'Umanità:
Al di là degli animali, l'opera funge da allegoria moderna
delle relazioni umane, dei limiti della fiducia e della difficoltà di cambiare
comportamenti radicati, anche quando sono controproducenti per se stessi e per
gli altri.
In ultima analisi, l'opera di Iannino trascende la semplice
illustrazione per diventare una riflessione allegorica sulle relazioni umane e
sui comportamenti radicati che, nonostante la consapevolezza delle conseguenze,
rimangono immutati. È un'analisi cruda e affascinante dell'ineluttabilità del
destino, profondamente radicata nella contemporaneità.

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