Nel grembo del tempo, dedica a un figlio atteso
è una tela 50x60, uno spazio dipinto con i colori acrilici nel 1976, l'anno in cui si guardava al futuro con occhi e cuore pieni di sogni. la fiducia per la vita e l'unione con una ragazza dolce e gentile faceva ben sperare. e poi, l'annuncio dell'attesa: il primo figlio è ...
...il primo figlio è la promessa di un domani luminoso, il
segno tangibile di quell’amore che nel 1976 si dipingeva non solo sulla tela,
ma anche nell’anima. In quello spazio acrilico, tra figure stilizzate e
geometrie sognanti, si rifletteva la speranza di una nuova vita: un bambino
atteso con emozione, immaginato come ponte tra sogno e realtà, tra presente e
futuro.
Quella tela non è solo arte visiva narrante, è memoria viva di un tempo in
cui ogni colore raccontava un sentimento, ogni forma custodiva un desiderio. È
il racconto di un amore giovane, di un cuore che batte per due, poi per tre. È
il battito di un’epoca che credeva nel progresso, nella dolcezza, nella
famiglia.
Nel grembo del tempo
(dedica a un figlio atteso)-
Nel grembo del tempo, anno settantasei,
quando il futuro brillava come vetro sotto il sole,
due cuori si cercavano, si trovavano,
e dipingevano sogni con mani intrecciate.
Tu eri già lì, tra i colori acerbi dell’attesa,
nella curva dolce di un pensiero,
nel sorriso timido di una ragazza gentile,
nella fiducia che la vita fosse un dono da accogliere.
La tela parlava di te,
di un amore che si fa forma,
di un abbraccio che si trasforma in culla,
di un respiro che diventa battito nuovo.
Eri il primo, il principio,
la promessa che il mondo può ricominciare
ogni volta che nasce un figlio.
A te, che sei venuto da un sogno dipinto,
che hai portato luce dove c’era solo attesa,
dedico questo spazio di memoria e colore,
dove l’amore ha preso corpo
e ha imparato a chiamarsi “papà”.
Ora che sei papà
Il tempo è trascorso, lieve e ostinato,
come vento che accarezza e scolpisce.
Ora sei tu il “papà”,
l’uomo che un tempo era atteso
e che oggi attende, guida, protegge.
Gli ostacoli della vita ti si presentano davanti
con la stessa antica sincerità:
alcuni sono nuovi, altri familiari,
quasi fratelli di quelli che affrontavano
coloro che ti hanno cresciuto.
Cambia l’età, cambiano i contorni,
ma certe prove restano uguali
per chiunque impari a camminare nel mondo.
Eppure, in te c’è qualcosa di più:
la memoria di un amore giovane,
di una tela dipinta nel ’76,
di un sogno che ti ha preceduto
e che ora continua attraverso te.
Porti sulle spalle il peso e la grazia
di chi ha visto la vita da figlio
e ora la guarda da padre.
Sai che la forza non è mai solo muscolo,
ma anche tenerezza,
e che il coraggio non è assenza di paura,
ma la scelta di andare avanti comunque.
A te, che affronti il presente
con la stessa luce che ti ha generato,
dedico queste parole:
che tu possa riconoscere,
in ogni sfida,
il riflesso di quell’antico amore
che ti ha messo al mondo
e che ancora ti accompagna.

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