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In un tempo in cui la politica sembra aver smarrito ogni respiro umano, ogni capacità di pensare l’altro e di tendere al bene comune, emerge un bisogno diverso: una visione più ampia di socialità, quasi un orizzonte mistico. Non per fuggire dal mondo, ma per rimetterlo in prospettiva. Forse è questo bisogno che spinge ad entrare in chiesa anche chi non crede alla narrazione giudaico ‑ cristiana, soprattutto nel giorno dell ’ Epifania. Quella scena antica — oro, incenso e mirra — è diventata cos ì familiare da sembrare innocua, eppure resta un racconto politico, antropologico, simbolico. Parla di nascita terrena, ma anche del senso dei doni: - Oro: potere, ricchezza, logica del dominio - Incenso: prestigio, sacralizzazione dell’autorità - Mirra: fragilità, mortalità, limite. E dietro i Magi si staglia sempre l’ombra del potente che teme, controlla, manipola. È un racconto di duemila anni fa, ma descrive con precisione le dinamiche att...
Quando sinistra era sinonimo di cultura. Il camionista proseguì in direzione Pescara dopo avermi fatto scendere nei pressi dello svincolo del raccordo anulare alle porte di Roma. Un caro amico, ricordo, mi esortò: “devi salire subito. Antonello è tornato. Sta pochi giorni e poi riparte.”. E così feci. Conclusa la giornata lavorativa, caricai sulla mia 500 una decina di dipinti, impacchettati a mo' di valigia con lo spago e incurante della stanchezza mi avventurai alla volta di Roma. Le tele erano pesanti. E passo dopo passo, la corda che teneva insieme le tele mi segava le dita.
E' il 1866 quando Gustave Courbet realizza un espressivo quanto realistico primo piano della parte clou del corpo femminile, (opera conosciuta col titolo “L'origine del mondo”) giacché tre anni prima scandalizza la Francia dipingendo dei curati mezzi ubriachi, perciò distrutta, questa volta, per evitare problemi di censura per la modella e a lui stesso, omette il volto e la firma. Si dice che “l'origine del mondo” sia stato dipinto probabilmente su commissione del diplomatico ottomano e grand viveur Khalil-Bey ad ornamento della sua sala da bagno. Nel 1868, Khalil-Bey rientra a Istanbul e il dipinto attribuito a Courbet sembra rimasto per lungo tempo custodito nella galleria di Alexandre Bernheim sotto chiave e nascosto dietro un altro quadro del maestro del realismo francese. Nel 1913 il barone ebreo ungherese François de Hatvany lo porta a Budapest, ma le disavventure non finiscono perché è trafugato dall’Armata rossa e Hatvany lo ricompra da un f...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
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A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.