Meccanismi creativi dei Grandi Maestri
"Esercitare la pulizia creativa è un atto di igiene mentale: svuotiamo la stanza non perché è vecchia, ma per poterci ballare dentro".
OBLIO O DEMENZA? Riflessione sul Perché gli artisti, e i creativi riescono a innovare continuamente il mondo.
Dimenticare per proteggere, proteggersi. "Il cervello è un
velo di cipolla", dicevano gli antichi per
significare il confine sottile tra ragione e follia o più semplicemente, senza azzardare inutili panegirici per noi, oggi è: dimenticanza selettiva.
A volte dimenticare è una forma di autodifesa selettiva
altre è la condizione mentale di uno stato di deterioramento cerebrale causato
dalla morte delle cellule.
È singolare vedere una persona spegnersi lentamente. Dapprima
la memoria storica mantiene l’esperienza e i ricordi lontani sono vividi
ancora, mentre gli avvenimenti recenti non riescono ad attecchire nella
corteccia cerebrale. La demenza senile conduce lentamente alla morte del diario
di bordo individuale.
Il confine tra oblio
e demenza è il crinale tra la grazia di un filtro e la crudeltà di un vuoto.
L'Oblio è: Il Setaccio dell'Anima.
L'oblio non è un errore del sistema, ma una funzione vitale.
dimenticare è spesso un atto di pulizia selettiva: il cervello elimina il
superfluo per preservare l'essenziale e proteggerci dal trauma. In questo
senso, l'oblio è un custode che ci permette di sopravvivere al peso del
passato.
La Demenza è,la Corrosione del Diario.
Al contrario, la demenza — e in particolare l'Alzheimer —
inverte la gerarchia dei ricordi. Il deterioramento inizia spesso dalla memoria
a breve termine, lasciando intatti i ricordi remoti come "isole" in
un mare calmo che si alza lentamente.
La morte cellulare non è una scelta selettiva del "velo
di cipolla", ma un'erosione fisica.
La perdita del sé avviene quando l'oblio sceglie cosa
dimenticare, mentre la demenza ruba le
chiavi di lettura della realtà, trasformando il presente in un luogo estraneo.
Strutturare il concetto tra la sottile differenza e i
meccanismi repentini della dimenticanza non è il compito del presente scritto. Considerando
che , mentre l'oblio è un meccanismo di adattamento (dimentico per andare
avanti), la demenza è un processo di sottrazione (dimentico perché non posso
più trattenere).
Quindi andiamo avanti!
e prendiamo in considerazione le dimenticanze che rendono
più intelligenti.
In un certo senso, la dimenticanza è il "segreto"
delle menti più brillanti. Se ricordassimo ogni singolo dettaglio — il colore
di ogni calzino indossato o ogni targa incrociata — il nostro cervello sarebbe
un archivio intasato, incapace di agire.
Esistono tre modi in cui dimenticare ci rende,
paradossalmente, più intelligenti:
1. Il Filtro del Rumore, necessario.
Secondo una ricerca dell'Università di Toronto, il vero
scopo della memoria non è accumulare dati come un hard disk, ma aiutarci a
prendere decisioni intelligenti. Per farlo, il cervello deve eliminare le
informazioni irrilevanti o datate (come il vecchio codice di un cancello che
non usi più) per lasciare spazio a ciò che conta davvero nel presente.
2. Capacità di Astrazione e Generalizzazione
Dimenticare i dettagli specifici di un evento ci permette di
conservarne il "succo" o lo schema generale. Questo processo, che in
informatica è simile alla regolarizzazione, ci consente di applicare vecchie
esperienze a situazioni nuove e diverse, rendendoci più adattabili e creativi.
3. Efficienza Cognitiva
Dimenticare è un processo attivo, non un semplice guasto.
Attraverso l'indebolimento intenzionale di alcune connessioni sinaptiche, il
cervello previene il sovraccarico cognitivo. Senza questa pulizia, saremmo
costantemente bombardati da ricordi contrastanti che rallenterebbero ogni
nostro pensiero.
In breve, come spiegato da diversi esperti, l'intelligenza
non risiede in quanto riesci a memorizzare per una gara di trivia, ma nella
capacità del tuo cervello di fare ordine nel caos.
Nell’arte, l'oblio non è una perdita, ma un
paesaggio che si libera. Se la memoria è l'archivio, la "pulizia dai
ricordi" è ciò che permette al creatore di non essere un semplice
fotografo del passato, ma un inventore di mondi.
Ecco come la dimenticanza nutre il gesto creativo:
1. Il Potere della "Tabula Rasa"
L'artista spesso deve lottare contro il già visto. Il
concetto di Tabula Rasa — lo scarto deliberato di schemi e stili pregressi — è
ciò che trasforma una tela bianca in uno spazio di esplorazione pura, libero da
obiettivi predeterminati. Dimenticare la tecnica permette di ritrovare
l'istinto.
2. La Metamorfosi del Ricordo, ovvero: Astrarre per Creare!
L'immaginazione non copia la memoria; la deforma. Come
evidenziato da diverse riflessioni sull'arte, il processo creativo implica
spesso lo scordare i dettagli specifici per conservare solo l'essenza emotiva.
Dimenticare il volto esatto di una persona, ma ricordare la malinconia: quell'oblio selettivo
è ciò che permette di dipingere non
"quel" volto, ma la "Malinconia" stessa.
3. Evitare il "Blocco da Esempio"
Ricerche sulla psicologia della creatività dimostrano che
dimenticare gli esempi visti in precedenza aumenta la capacità di generare idee
originali. Chi non riesce a "pulire" la propria mente dai lavori
altrui rischia di restare intrappolato nell'imitazione, anziché
nell'innovazione.
4. L'Arte è "Esercizio di Disimparamento" per i
grandi Maestri.
Molti grandi maestri, da Picasso in poi, hanno cercato di
"disimparare" a dipingere come accademici per tornare alla libertà
del segno infantile. Questo tipo di oblio è una conquista: è la capacità di
mettere a tacere la ragione e i ricordi procedurali per lasciare che sia
l'inconscio a guidare la mano.
In sintesi, se la demenza è un diario che si cancella contro
la nostra volontà, la pulizia creativa è un atto di igiene mentale: svuotiamo
la stanza non perché è vecchia, ma per poterci ballare dentro.
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