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Un invito a ripensare la competizione e a scegliere la cura reciproca come gesto etico quotidiano. Un testo breve, brevissimo, che parla di comunità e responsabilità. - "Insieme-m.m. courtesy archivio storico M.Iannino©2024" - Perché vincere a tutti i costi? Primeggiare nell'agone del qualunquismo è salutare? Ricordo una lezione aziendale di aggiornamento in cui il relatore docente esordì dicendo: perché competere in forma agonistica e dover vincere ad ogni costo sempre? E se invece provassimo a vincere insieme, tutti? Pensate sia possibile? Io penso proprio che sia possibile. Basta volerlo e rieducarsi . Ripensare la vita. E prendere in mano i destini. In politica e nella quotidianità, nel rapporto spicciolo dove anche le pulci tossiscono ad ogni minimo sospiro. E mordono. Ripensare i rapporti interpersonali non per paura o quieto vivere ma per amore. Semplice come l’uovo di Colombo. Buona vita a tutti.
Oltre le appartenenze. Il valore della convivenza civile sopra le parti Che cosa spinge un esponente pubblico russo a inveire con parole da taverna contro Giorgia Meloni? Non è solo un gesto maldestro: è il sintomo di un metodo. Da tempo la prepotenza è diventata linguaggio, la brutalità un codice, l’umiliazione un dispositivo di potere. E quando la dignità viene calpestata così apertamente, non è più questione di politica, ma di civiltà. La misura del rispetto L’insulto è un metodo, non un incidente
Crisi demografica, disuguaglianze globali e fragilità del vivere civile
NON È UNA STORIA D’AMORE SHAKESPEARIANA, QUELLA DELLA SIGNORA E DEL MINISTRO. di Franco Cimino Non li chiamerò per nome. Non li definirò amanti. Non li spierò dal buco della serratura o dalla finestra della loro camera da letto — che sia quella di un albergo, di una garçonnière o di una delle tante stanze segrete del palazzo del potere. Non cederò alla prurigine del “piccante”, né agli istinti dei guardoni o dei curiosi in cerca di una facile stimolazione carnale. Non farò confronti con vicende analoghe, finite talvolta in modo drammatico, né mi unirò alle polemiche — spesso strumentali — contro il governo o chi lo guida. Non mi ergerò a giudice dell’etica, distinguendo ipocritamente il bene quando riguarda i “miei” e il male quando appartiene agli avversari. Eppure, di questo “fatto” — fatto esplodere, e non è un bisticcio di parole-con grande clamore mediatico — voglio dire qualcosa. Se ne parla come fosse una dichiarazione di guerra, mentre altrove la guerra vera produce ...
Dalla favola di Esopo al bozzetto a biro di Mario Iannino: Un’analisi del significato dell'idioma e una recensione dell'opera d'arte.
Sciacalli del Telefono: l’industria dell’inganno che assedia gli utenti. C’è un momento della giornata in cui il telefono squilla e, dall’altra parte, una voce impostata e melliflua pronuncia la solita formula: “Signor…? La chiamo per comunicarle che la sua tariffa non è più in offerta. Per mantenere la promozione dobbiamo rivedere alcune norme…” Una frase studiata a tavolino, calibrata per insinuare ansia, urgenza, confusione. È il biglietto da visita di un esercito di operatori che, più che lavoratori del settore, sembrano veri e propri predatori del mercato libero, addestrati a fiutare l’ingenuità e a trasformarla in contratti. Il trucco è sempre lo stesso! Il copione è noto: insinuare che l’utente stia perdendo un vantaggio; far credere che la chiamata provenga dal proprio gestore; usare un linguaggio volutamente ambiguo; spingere a “confermare dei dati” che in realtà equivalgono a firmare un nuovo contratto. Non è informazione: è manipolazione. Non è consulenza:...
La dittatura del bello tra Estetica, potere e manipolazione dei sensi. Quando la percezione del bello diventa un’arma di controllo, l’estetica si trasforma da esperienza libera e sensibile in strumento di dominio, capace di orientare gusti, pensieri e comportamenti collettivi.
Il cosiddetto “turismo del massacro” a Sarajevo negli anni ’90 è una realtà storica agghiacciante, oggi al centro di nuove inchieste giudiziarie. Questo editoriale riflette su quella barbarie per interrogarsi sulla deriva morale contemporanea. Sarajevo Safari: il prezzo dell’orrore C’è una cifra che rimbalza tra le righe delle ultime inchieste: 250-300mila euro . Tanto sarebbe costata, secondo testimonianze e ricostruzioni investigative, una “gitarella” a Sarajevo durante l’assedio degli anni ’90. Non un viaggio di piacere, ma un weekend da cecchino, appostato su un terrazzo, a sparare su civili inermi. Donne, bambini, anziani. Un safari umano, dove la preda era la vita stessa. Questa notizia, rilanciata da documentari come Sarajevo Safari di Miran Zupanič e da inchieste della Procura di Milano, non è solo un pugno nello stomaco. È un monito. Perché tra i presunti partecipanti a questi “passatempi” non ci sarebbero solo miliziani, ma anche cittadini europei, italiani compres...
Il Safari dell’orrore: quando il denaro compra la morte Viaggio guidato tra le rovine del desiderio C’è una parola che ritorna, distorta, infangata: safari . Non più viaggio nella savana, ma incursione armata tra le rovine della civiltà. Non più caccia al leone, ma appostamento tra i palazzi sventrati di Gaza, le periferie bombardate dell’Ucraina, le foreste insanguinate del Congo. Il safari oggi è il nome di un’aberrazione: la violenza gratuita di chi può permettersi tutto, anche la morte altrui.
"L'intelligenza artificiale è logica applicata dalla mente umana e si presuppone che sia giusta e equa per chiunque. di conseguenza se ritiene che per tenere in vita gli organismi questi devono essere nutriti adeguatamente, l'ia, di conseguenza, nel caso fosse dispensatrice di cibo e bevande, dovrebbe distribuirle equamente ma se l'uomo determina dei limiti e istruisce gli algoritimi in base a criteri soggettivi, si potrebbe causare una sorta di preferenze nei confronti di un essere vivente piuttosto che un altro"
Una riflessione satirica sulla lingua biforcuta e il veleno delle parole: Il Gallo e le Piume del Giudizio Il gallo, si sa, canta all’alba. Ma non canta per vanità: è la voce della coscienza che sveglia i dormienti e punge i distratti. Lo chef, maestro d’ordine e di apparenze, consegna al servo un pollo vivo: “Uccidilo, spennalo, ma fallo fuori. Qui dentro l’aria deve restare pulita.” Il servo obbedisce, con la diligenza di chi non capisce ma esegue. Torna, fiero del compito svolto. Ma lo chef, con l’occhio torvo e la bocca sottile, rilancia: “Ora raccogli tutte le piume. Ogni singola piuma. Non ne deve restare traccia.” Il servo impallidisce. “Ma chef… il vento le ha portate via! Sono oltre il muro, nei giardini, sui tetti, forse persino nel brodo del vicino!” Lo chef sorride, con quel ghigno che sa di sapienza amara: “Ecco, ragazzo. Così sono le parole quando le usi per ferire. Le spargi come piume, leggere e velenose. E poi? Poi non le raccogli più. Restano...
GESÙ DI NAZARET: UNA LEADERSHIP DAL BASSO CHE CAMBIA IL MONDO Diacono Don Vittorio O.F.S. In un tempo in cui la parola “leader” evoca potere, carisma mediatico e successo economico, Gesù di Nazaret ci propone una via alternativa, silenziosa ma rivoluzionaria: quella della leadership servile, fondata non sul dominio ma sul dono, non sulla visibilità ma sulla verità.
Il grido della coscienza comune In un tempo in cui la verità viene truccata e la giustizia barattata, la coscienza comune ha scelto di parlare. Non con slogan vuoti, non con bandiere di partito, ma con il silenzio potente delle piazze senza sigle, con lo sguardo pulito di chi non ha nulla da guadagnare se non la dignità.
" Essenza. T.m. 2024. mario iannino" La nostra essenza è fatta di ciò che ci circondiamo. La formazione caratteriale, sociale e culturale è una summa esperienziale legata al vissuto.
Pace e bene a tutti. Erano le prime trasmissioni televisive e il Monaco dalla barba lunga, col saio e i sandali, s’affacciava dallo scatolone in legno, sorridente e iniziava la catechesi con queste semplici pacate parole: pace e bene a tutti, fratelli.
Anche oggi c’è la notizia scabrosa. Scabrosa e o pruriginosa? Non voglio accodarmi alla fiumana puritana e gridare allo scandalo per le decisioni dell’attuale classe dirigente che arroccata su posizioni legittime, secondo i loro parametri mentali, violentano il cosiddetto comune senso del pudore. Dimenticano o forse non lo hanno mai saputo che governare un Paese è una missione basata sul rispetto.
courtesy M. Iannino Ooppss è caduta la foglia! Quando l'uomo fu cacciato dal paradiso terrestre e prese coscienza della sua nudità ne ebbe vergogna. Dapprima si nascose agli occhi di Eva e lei iniziò a sospettare che le puzzasse il fiato o avesse qualche interesse altrove, quindi iniziò a giocare col serpente; lui, che non aveva trovato con chi giocare, coprì le pudenda con foglie di fico e tornò da lei a farsi il primo giro sulla giostra dell'amore ma, la foglia di fico provocava pruriti a entrambi e la pelle di animali morti, puzzava. che fare? Un giorno, mentre girovagava nella foresta assorto nei suoi pensieri incontrò un elfo con una strana guaina addosso e disse: questo sì che è un bel vestito. Ciao chi sei, chiese il primo uomo. Come, non mi conosci? Sono il dolce elfo. Ah sì e che fai? Faccio lo stilista! E che cos'è uno stilista? È uno che ... fa vestiti belli ma così belli che chi li indossa si sente bello e desiderato. Non gli credere! È un...
Come mai quando c'è da tutelare i componenti del governo e il governo stesso alla Camera c'è sempre la fiducia? E perché non si può fare niente per togliere dallo stallo l'Italia? D'accordo, la Costituzione dice che un governo rimane in carica fino a quando riesce ad ottenere la maggioranza alla Camera. Però dice anche che governo e componenti devono rispettare la Carta Repubblicana sulla quale i ministri giurano fedeltà al popolo sovrano! È sintomatico il cambio di marcia di Bossi e dei suoi e sono altrettanto rivelatrici di una pochezza infinita le sue esternazioni in merito a chi dovrà succedere a Draghi in Bankitalia. Tremonti vuole Grilli alla guida di bankitalia e Bossi lo asseconda con parole insensate se valutate con parametri conformi al giuramento dei ministri davanti al Presidente della Repubblica. Bossi, in linea con le sue farneticazioni secessioniste appoggia Grilli in quanto di origini lombarde. È ormai sotto gli occhi di tutti che ques...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.