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Diario cittadino: 5°giorno di quarantena. Anche stasera alle 18 in punto è partito il flash mob dai balconi. La play list di oggi è : l'Inno di Mameli; Azzurro di Celentano ; Il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano ; 50 special di Cesare Cremonini ; nonché la struggente colonna sonora de “La vita è bella” musica di Piovani e la splendida voce di Noa. E poi il caos: l'Ave Maria del 5°piano che fa a gara con i ritmi dei giovani del 1°. luci psichedeliche, flash... back, balli e improvvisazioni estemporanee. gioia? isteria? voglia di normalità? chiamatela come volete. Io dico che è voglia di normalità. Sto incominciando ad abituarmi a questi appuntamenti serali. Sarebbe bello se continuassero ad esserlo anche dopo. Un appuntamento per e con la voglia di essere. Esistere. Per scambiare empatia. Resilienza. Volontà di superare insieme un momento buio che la vita ci ha riservato. Un momento che è servito per renderci migliori. Pensare agli altri oltre che...
Sì, devo rivedere alcune abitudini. Anche perché non siamo più negli anni 60 quando le madri raccomandavano di tenere cura ai vestiti e alle scarpe della festa. Una volta le madri e anche la mia quando indossavo le scarpe nuove e uscivo per incontrare gli amici mi gridava dietro: “…mi raccomando non giocare a pallone! Queste sono le scarpe della domenica!!!”. Sì, non c’era molto da cambiare e scambiare. Il vestito buono e le scarpe lucide s’indossavano esclusivamente la domenica per andare a messa o a trovare i nonni e nelle feste raccomandate. Per gli esami e poche altre grandi occasioni dov’era necessario fare una buona impressione. “Vestiti zuccuna ca pari baruna” era una frase che si sentiva spesso allorché facevamo resistenza perché le scarpe vecchie erano più comode e ci sentivamo a nostro agio con i jeans. E guai se c’era qualche strappo o qualche toppa! Sia mai! Dicevano con sdegno le buone madri di famiglia, quando ci passavano in rassegna. Peggio che in caserma! Scrima...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.