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Visualizzazione dei post con l'etichetta #MarioIannino

La città parla

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  La città parla e racconta storie. Quante ce ne sono per le vie della città? Diamo peso ai messaggi che non compaiono sotto la tendina degli smartphone?

Dal frammento al Barocco

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  Dematerializzazione contemporanea barocca È un'osservazione molto acuta. Definire un collage digitale di questo tipo come "barocco contemporaneo" è assolutamente calzante, specialmente per come reinterpreta i codici di quello stile in chiave digitale e urbana.

Ricerca Artistica, tra consumismo e narrazione

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  Artisti contemporanei: Mario Iannino e la sua ricerca poetica Ciò che osserviamo non è un semplice accumulo di scarti, ma un dispositivo visivo che mette in scena il rapporto tra consumo, memoria materiale e stratificazione culturale. Siamo davanti a un lavoro di ricerca, una sorta di archeologia del presente.

La Cultura non è un salotto

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 E neppure una sala da pranzo arredata con comode sedie e tavole elastiche. La scelta del silenzio: tra rito sociale e ricerca autentica Esiste una sottile differenza tra l'essere presenti a un evento e l'essere partecipi di un progetto. Recentemente, un invito ricevuto dopo un lungo silenzio — una telefonata cordiale per una presentazione museale in cui sarei stato spettatore — mi ha offerto lo spunto per una riflessione sulla gestione del tempo e della coerenza professionale.

Nel privé

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  Linguaggi Mutevoli (2024) – personale dell’artista Mario Iannino . Nel “Privé” erano raccolti alcuni lavori significativi : una tela 60x50 dipinta a olio nel 1990 — un ritratto — e altre opere "narranti", realizzate con tecniche digitali, ricche di citazioni e rimandi a personalità che hanno generato fermenti culturali e politici in Calabria e in Italia. P iù dei nomi, conta il loro ruolo: è con questa intenzione che l'artista ha scelto di dedicare loro parte del proprio impegno creativo, collocandoli in uno spazio riservato della galleria. Non sono stati posti ai margini di “Linguaggi Mutevoli”, ma protetti in modo quasi sacrale. Chi intendeva vederli e instaurare un dialogo doveva farlo volontariamente, poiché in quel luogo era fondamentale parlare delle "osservazioni" e delle "denunce sociali" connesse alle opere.

Traiettorie di una presenza

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 Stratigrafie della memoria tra logistica e territorio. ( nota dell’autore ) In memoria di Adriano Marani.   L’imprenditore che ha trasformato un’idea in un’eredità. Ci sono persone che, quando se ne vanno, non lasciano un vuoto: lasciano una scia. Una direzione. Un modo di fare che continua a vivere nei gesti quotidiani di chi ha condiviso con loro un tratto di strada. Adriano appartiene a questa categoria rara: quella degli uomini che non hanno semplicemente lavorato, ma hanno generato qualcosa che continua a parlare per loro.

Il Vassoio del Privilegio

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  Oltre l’immagine: similitudini del quotidiano L'opera incarna perfettamente lo spirito dell’objet trouvé, elevando un frammento della cultura pop commerciale a testimonianza sociologica. Attraverso un assemblaggio creativo, l’oggetto smette di essere scarto e inizia a rimandare a concetti "altri". La composizione, intitolata “Friends”, si distingue per alcuni elementi chiave che intendono risemantizzare l’idea di fratellanza.

Raccontare la contemporaneità con arte

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  Voluttà e esigenze primarie contemporanee Una possibile curatela per l’opera contemporanea in visione potrebbe partire da un’idea chiave: la trasformazione del rifiuto in linguaggio. L’opera si presenta come un assemblaggio di materiali di scarto, stratificati sotto una trama di rete che li trattiene e, allo stesso tempo, li espone. Oggetti riconoscibili – un contenitore di patatine McDonald’s, frammenti di packaging, un tappo giallo, una piccola sfera metallica – emergono come reperti di un’iconografia contemporanea dominata dal consumo rapido e dalla produzione incessante di rifiuti.

L'antica morale delle serpi in seno

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  Dalla favola di Esopo al bozzetto a biro di Mario Iannino: Un’analisi del significato dell'idioma e una recensione dell'opera d'arte.  

La rana e lo scorpione, da Esopo a noi

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  Abbiamo chiesto al maestro Mario Iannino di visualizzare graficamente l’allegoria della favola di Esopo: La rana e lo scorpione.   "courtesy Mario Iannino©" L'Istinto ineluttabile degli esseri viventi nell'interpretazione grafica/digitale di Mario Iannino.

Estetica dell’urgenza e filosofia della distanza

  un’indagine sul fare artistico. Tra gesto e pensiero: una riflessione sull’arte che nasce e sull’arte che si spiega L’arte non nasce mai nel luogo in cui la filosofia la va a cercare. Quando l’artista crea, non sta pensando ai sistemi, alle teorie, alle categorie: sta rispondendo a una saturazione interiore. È colmo — di immagini, di ferite, di memorie, di tensioni, di desideri — e questa densità chiede forma. Il gesto arriva prima del concetto, come un lampo che non chiede permesso.

Tra consumo e identità: la ricerca visiva di Mario Iannino

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 La poesia del frammento: viaggio nell’opera di Mario Iannino. Quest’opera contemporanea su cartone si presenta come un esempio vibrante e provocatorio di arte mista, in cui l’espressionismo astratto si intreccia con riferimenti alla cultura pop e al consumo. La composizione, volutamente caotica, nasce dalla sovrapposizione di strati di vernice rossa, bianca, nera e verde a frammenti di packaging industriale — tra cui marchi riconoscibili come “CORN FLAKES”, “Kinder”, “NESTLÉ”, “amazon prime” e “CAFFÉ” — generando un dialogo serrato tra estetica e critica sociale. Analisi visiva Materiali Il cartone, scelto come supporto, conferisce all’opera un carattere umile e urbano. L’inserimento di oggetti tridimensionali — tappi, elementi plastici, piccole strutture — rompe la bidimensionalità tradizionale, trasformando la superficie in un assemblaggio quasi scultoreo. Colori I contrasti cromatici intensi creano una tensione dinamica: le pennellate gestuali, rapide e istintive, trasmet...

USA-OSA

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  "E sullo sfondo Usa. Forse sarebbe meglio titolare quest’opera digitalizzata: Osa. Ma lui non osa conosce i meccanismi della comunicazione di massa e sa quando e come usare le parole, l'azione. Per assecondare ma mai soddisfare la sua avidità usa ogni mezzo. Preleva. Prende. Assale. E quando non è possibile con le azioni bellicose, compra. Privatizzare, secondo il suo modello di vita è normale, in barba alle dinamiche internazionali.".

America stratificata. Bound States of America

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  Frammenti di Identità: L’America Stratificata. L’opera si presenta come una riflessione visiva sull’identità americana, decostruita e ricomposta attraverso una stratificazione di materiali e simboli. Il soggetto centrale — la bandiera degli Stati Uniti — non è solo un emblema patriottico, ma diventa un campo di tensione tra ordine e caos, tra appartenenza e frammentazione. La superficie dell’opera, ruvida e tridimensionale, richiama le cicatrici della storia e le contraddizioni della società contemporanea. I tre coni colorati, collocati nella zona blu delle stelle, suggeriscono una reinterpretazione giocosa o rituale, forse allusiva a celebrazioni, ma anche a una teatralità che maschera il dissenso. La lettura estetica registra: - Strati e texture che evocano la complessità della memoria collettiva. - I materiali eterogenei (mesh, carta, tessuto) parlano di contaminazione culturale e di una nazione costruita su molteplici voci. - La bandiera è decostruita ma ancora ri...

Voglio essere Pinocchio, grezzo, tra foreste e filosofi

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  Nel legno vivo del burattino si specchia l’uomo naturale di Rousseau e la vitalità dionisiaca di Nietzsche, sospeso tra l’innocenza selvaggia e le regole della società.

Tra il cielo e il mare

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  M’immergo in un mondo fantastico, comunque non nuovo, ma ogni volta che entro e osservo e come se fosse la prima volta, mi lascio rapire dall’atmosfera. E, non è azzardato se dico che mi sento come Alice nel paese delle meraviglie. È una fucina creativa: Sul tavolo da lavoro c’è un'opera d'arte astratta realizzata con tecnica mista, montata su un cavalletto. Il lavoro è composto di strati di carta accartocciata — probabilmente giornali — incollati su un supporto di cartone che sopperisce alla tela e arricchiti con spessi strati di pittura e altri materiali, creando una superficie tridimensionale e tattile. Lo sfondo rivela un ambiente creativo attivo, con barattoli, contenitori e altri strumenti da lavoro artistico. L’opera sembra esplorare il caos e la stratificazione della comunicazione visiva, forse evocando frammenti di memoria, informazione o emozione. Il suo stile astratto e materico invita a una lettura personale e sensoriale. Che meraviglia! Essere nello studi...

Iannino: visibile, vulnerabile, vero

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La ferita come forma: Iannino e il Kintsugi dell’arte contemporanea Nel cuore della filosofia giapponese del kintsugi — l’arte di riparare le ceramiche rotte con oro — si cela una visione radicale: il danno non è da nascondere, ma da esaltare. Le crepe diventano vene preziose, testimonianze di un vissuto che ha attraversato la frattura per trasformarla in bellezza. È da questa prospettiva che si sviluppa la ricerca di Iannino , artista che non solo accoglie la ferita, ma la rende protagonista.

Lettere dalla Calabria

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   Lettere dalla Calabria  è un'opera che intreccia memoria, consumo e territorio in modo poetico e stratificato.  Lettere dalla Calabria — Assemblaggio di memoria e materia Lettere dalla Calabria è un collage che si muove tra il quotidiano e il simbolico, un assemblaggio di frammenti visivi e testuali che evocano la stratificazione culturale del Sud Italia. L’opera raccoglie: Stralci pubblicitari : brandelli di packaging e slogan che richiamano l’industria alimentare e il marketing della tradizione, come il logo “Fileja Calabresi” e “Tradizione di Calabria”. Disegno a penna : una geografia reinventata, tracciata a mano, che riformula il territorio calabrese in chiave personale e astratta. Barchetta di carta : piegata da un foglietto di istruzioni, simbolo di viaggio, gioco e costruzione, forse allusione all’emigrazione o all’infanzia. Testo a matita su una busta Amazon : parole scritte a mano su un supporto industriale, che mettono in dialogo l’intimità de...

Lo sguardo obliquo del Tempo

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  "Titolo dell'opera: tempo: polimaterico 30x22x8, anno 2012, autore: Mario Iannino " Il tempo ridà tutto, o quasi, trasformato artatamente dall’uomo o dal tempo stesso. Ciò che toglie, ciò ch’è stato ricompare modificato sotto altre vesti e parla di vissuto. Ciò che sembra scomparire ritorna, mutato, reinterpretato dall’esperienza umana o dal tempo stesso. È un pensiero che richiama il concetto di eterno ritorno o di memoria trasformativa, dove il passato non è mai del tutto passato, ma si ripresenta sotto nuove forme, impregnato di significato. "Mario Iannino, "tempo", 2012: polimaterico ingabbiato, mis.35x28x9" Il tempo e la materia: la trasfigurazione del vissuto nell’opera di Iannino (2012) Nel 2012, Iannino realizza una delle sue più emblematiche manipolazioni plastiche polimateriche, un’opera che si colloca al crocevia tra memoria e metamorfosi, tra gesto e sedimentazione. L’artista plasma materiali eterogenei — organici, sintetici, residu...

Empatia e rottura

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  Dal brut al polimaterico "part. J'accuse." L’arte come etica del margine: due visioni a confronto. Ci sono incontri che non si cercano, ma che accadono come rivelazioni. Il mio cammino nell’arte ha incrociato due figure che, pur distanti per tempo e geografia, parlano la stessa lingua dell’anima: Jan Dubuffet e Mario Iannino. Il primo mi ha raggiunto per caso, come una voce che risuona nel silenzio e apre varchi inattesi; il secondo è emerso come eco familiare, un compagno di pensiero che da tempo camminava accanto a me, invisibile ma presente.  Entrambi hanno fatto dell’arte un gesto di ascolto, un atto di resistenza, una forma di cura. In loro ho riconosciuto una tensione comune: quella di restituire dignità alle voci marginali, di cercare il senso nelle pieghe del non detto, di creare non per apparire, ma per comprendere. Il mio incontro con loro ha segnato l’inizio di un percorso che, pur non programmato, sembra scritto da una necessità profonda: quella di dare ...

Chi siamo

A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori. Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente. La nostra linea è semplice: nessuna pubblicità nessun sensazionalismo nessuna retorica massima cura per le parole e per le persone Promuoviamo la bellezza. Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità. A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi. Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare. Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria. E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.

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Aore12 nasce dal desiderio di raccontare la Calabria in modo libero, critico e appassionato. È uno spazio che vive grazie alle idee, alle parole e alle esperienze di chi sceglie di partecipare. Se hai voglia di scrivere, condividere riflessioni, denunciare ciò che non va o semplicemente raccontare la bellezza che ci circonda, ogni voce è importante! Non servono titoli o curriculum: basta avere qualcosa da dire e il coraggio di dirlo. Scrittori, fotografi, artisti, attivisti, pensatori, sognatori chiunque può contribuire con passione e spirito critico. Ogni voce è importante. Ogni contributo è un seme. Facciamo crescere insieme una Calabria più consapevole, più viva, più nostra. Siamo un piccolo avamposto di bellezza civile. Un luogo dove le storie non sono consumate, ma accolte. Dove la memoria non è nostalgia, ma un gesto di responsabilità. A ore 12 nasce come un taccuino di viaggio: appunti, incontri, città, volti, ferite, resurrezioni. Col tempo è diventato un archivio di ciò che non vogliamo perdere: la dignità delle persone, la forza dei territori, la delicatezza dei gesti quotidiani. Non inseguiamo l’attualità: la viviamo ne facciamo tesoro e andiamo oltre. Non cerchiamo consenso: cerchiamo senso. Non vendiamo pubblicità: divulghiamo bellezza. Scriviamo per chi ha ancora voglia di fermarsi. Per chi crede che le parole possano essere un atto di cura. Per chi sa che la realtà, analizzata bene, è azione propulsiva. Scriviamo per chi crede che le parole possano essere un atto di cura, e riconosce nella quotidianità opere da rifinire con estrema onestà intellettuale e con un’idea alta di bellezza. «A ore 12 è un luogo aperto. Le storie che scegliamo di raccontare costruiscono la Calabria che vogliamo vedere.»

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Gratuito, ideologico, autentico. Per chi crede nella bellezza come riscatto.

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