Quando si parla di esposizione
internazionale e innovazione è logico pensare alla torre Eiffel, a Parigi e
alla sfida tecnologica dell'ingegnere Gustave Eiffel nel proporre la
potente struttura al mondo in occasione dei festeggiamenti del
centenario della rivoluzione francese.
La torre d'acciaio costruita in poco
più di due anni è diventata un'attrazione mondiale per la solida
ardita originalità innovativa dei materiali adoperati e proposti
dagli studi dell'ingegno umano.
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| Milano, piazza Italia, "l'albero della vita" |
Milano ebbe la sua prima Esposizione
nel 1906 incentrata sul tema dei trasporti per festeggiare l’apertura
del traforo del Sempione, opera eccezionale per l’epoca che, coi
suoi 19.803 metri, rappresentava il tunnel più lungo del mondo.
Solitamente questi eventi lasciano sul
territorio qualche manufatto di prestigio che, in virtù del suo
valore intrinseco, come accaduto con la notissima Torre francese,
contribuisce a migliorare la qualità della vita dei residenti e del
territorio nazionale. Anche Milano ricevette un lascito dalla passata
esposizione del 1906. non prestigioso come altri ma comunque degno di
nota.
L’Esposizione del 1906 lasciò alla città l’Acquario
civico, oggi uno dei più antichi d’Europa, considerato come una
delle espressioni più significative del liberty milanese. Ed ora si
arricchisce di una ulteriore bella struttura che sarà senz'altro
fiore all'occhiello e meta di visitatori: l'albero della vita
dell'architetto Marco Balich. Figura allegorica di una stella a
dodici punte che si rifà agli studi michelangioleschi per la
pavimentazione della piazza del campidoglio in Roma.
Anche Roma ebbe la sua quota
benefica e anche se l'evento non si tenne a causa della Seconda
Guerra Mondiale l'intero quartiere dell’EUR, acronimo di
Esposizione Universale Roma, sviluppato intorno ad una serie di
edifici monumentali appositamente realizzati per l'evento che avrebbe
dovuto tenersi nel 1942, sta lì a fare bella mostra
dell'architettura del ventennio.
Tematiche a parte, dalle esposizioni
internazionali solitamente nasce il seme del futuro; rimane qualcosa
che va oltre le crisi del momento e le intenzioni programmatiche dei
governi.
Allora perché non pensare al sud. Al
tanto menzionato mezzogiorno d'Italia?
Senza ombra di dubbio avremmo potuto sfruttare le risorse economiche investite a Milano per migliorare e potenziare le
infrastrutture di collegamento del meridione: la mobilità; i collegamenti terra,
aria, mare. E valorizzato il territorio. La storia. La cultura antica
e contemporanea del sud. Sud saccheggiato e mai valorizzato neanche
dai suoi figli migliori. E nell'immediato avremmo benevolmente subito
l'invasione dei milioni di visitatori che, nonostante l'esosità dei
biglietti d'ingresso, invaderanno Milano fino ad ottobre.
Insomma, avremmo goduto di un bonus risarcitorio dei tanti tagli fatti dalle ferrovie per risanare i conti che hanno isolato e danneggiato l'Italia da Napoli in giù.
Ciononostante 21 regioni, Calabria compresa, collaborano alla buona riuscita dell'evento Expo 2015.
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