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CAROSELLO

Pingitore, Trapasso e l'Amicizia

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  di mario iannino   Un Reel, una Risonanza: L’Amicizia che Persiste nell’Arte Il reel che Enzo Trapasso mi ha inviato, documentando la sua mostra al San Giovanni di Catanzaro del 2018 , è molto più di una sequenza di immagini e suoni. È una vibrazione condivisa, una risonanza che attraversa il tempo e lo spazio, toccando corde profonde della memoria e dell’affetto. In un frammento fugace, ho intravisto Pino Pingitore , caro amico e artista indimenticabile, la cui presenza continua a vivere nei luoghi dell’arte e nei gesti di chi lo ha amato.

Compagni di visio

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  Pino Pingitore e la visione optcal: un ricordo personale Nel fervore visivo degli anni ’70, quando la pittura cercava nuove modalità di percezione e coinvolgimento sensoriale, Pino Pingitore si inseriva con forza e originalità nel panorama della cosiddetta “scuola optcal” — un movimento che sondava il confine tra arte e illusione, tra struttura e vibrazione. La sua tela del 1973, acrilico su 50x40 cm, è una testimonianza viva di quel linguaggio: geometrie pulsanti, cromie in movimento, una costruzione plastica che non si limita a rappresentare, ma interroga lo sguardo. Ho avuto il privilegio di conoscere Pino fin dall’infanzia: compagni di scuola, amici, complici di conversazioni che spesso si spingevano oltre la superficie dell’arte, toccando il ruolo dell’artista nella società, la responsabilità del gesto creativo, la tensione tra forma e significato. Ricordo nitidamente il giorno in cui entrai a casa sua e lo trovai intento a lavorare su questa tela. Mi colpì subito — non so...

Un artista al giorno Pino Pingitore e la pittura optcal

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  Recensione critica dell’opera di Pino Pingitore (1973) senza titolo; Acrilico su tela, 50x40 cm, coll.ne Mario Iannino  Contesto e linguaggio visivo Realizzata nel 1973, questa composizione si colloca in un periodo di fervente sperimentazione artistica, in cui l’astrazione geometrica e la ricerca di nuovi linguaggi visivi si intrecciavano con istanze esistenziali e sociali. Pingitore, con questo lavoro, sembra inserirsi in quel clima con una voce personale, costruendo un’immagine che è al tempo stesso figura e architettura, volto e paesaggio. La tela è dominata da una figura centrale che richiama un volto umano stilizzato, costruito attraverso sovrapposizioni di forme geometriche e cromie contrastanti. L’occhio visibile, quasi isolato, diventa punto focale e simbolico: uno sguardo che osserva, ma che forse è anche frammentato, disperso nel caos visivo circostante. La composizione è dinamica e stratificata. I rettangoli, le curve, le bande orizzontali e le forme archite...

Con occhi illuminati di Bellezza

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  Ci eravamo lasciati con un beneaugurante: ”a presto…”.

Compagni di viaggio

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Trovarsi nei luoghi dell'infanzia è sempre e per chiunque, credo, un turbinio di ricordi legati ai posti e alle persone che lì sono vissute. Le relazioni personali, spesso sono saldate e rese forti da semplici avvenimenti: un litigio da ragazzini per la squadra del cuore o per qualche bella ragazza compagna di scuola, un giro con la bicicletta presa in affitto per qualche ora dal calzolaio di “Madonna dei Coeli”, la colletta di poche lire e poi tutti dal tabaccaio per comprare le sigarette sfuse, gli immancabili tassativi giochi che anticipavano il Natale già da ottobre. La sigaretta fumata di nascosto e le mentine di liquirizia nello scatolino di latta rotondo per rinfrescare la bocca prima di entrare in casa. Ecco, trovarsi in centro e al nord della città i ricordi riemergono con una certa facilità perché sono i luoghi della mia infanzia e giovinezza. Oggi piove. Per entrare dal cancello devo chiudere l'ombrello prima di fare i pochi gradini che mi separano dal portone...

quando l'arte accompagna i sogni per mano

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Da tempo mi ero ripromesso di appendere, piuttosto che tenere conservati e occultati alla vista, alcune tele degli anni giovanili. Stamane l'ho fatto. pino pingitore, acrilico 50x40, 1973 Quanta tenerezza nel ripercorrere gli anni della passione. Erano anni in cui si pensava di poter rivoluzionare la società denunciandone i mali e proponendo i correttivi attraverso la forza della creazione artistica. L'arte avrebbe dovuto, nel nostro immaginario, fungere da elemento catartico. Romanticherie, direbbe qualcuno. E in parte lo sono. Ma proprio quando sembra che tutto sia finito e che non c'è posto e spazio per i sognatori, ecco che, proprio in quel preciso momento, accade l'imprevisto! Il mondo grida a gran voce di avere bisogno di sogni. mario iannino, olio 40x50, 1979 Ed è datata 1973 la tela dipinta con colori acrilici da  Pino Pingitore, del quale ho già scritto in occasione dei suoi ultimi lavori esposti a Catanzaro e Lamezia. È una tela ...

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