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Interventi selettivi, silenzi strategici e un ordine mondiale che continua a piegarsi alla logica del più forte, mentre i popoli pagano il prezzo delle decisioni altrui.
Discutere e litigare di argomenti futili come gli orari da rispettare per le chiusure è senza dubbio un esercizio di opportunismo politico e equilibrismo settario. Se gettiamo lo sguardo e apriamo le orecchie per osservare cosa accade oltre i confini delle nostre opulente realtà organizzate sui commerci cinicamente ci accorgiamo delle misere realtà della gente costretta a subire angherie e fame. La schiavitù è un dato di fatto. E mentre noi facciamo le pulci al nostro ego in Brasile e India un larghissimo strato sociale è decimato dal virus. Non è un caso e neppure una maledizione celeste ma spietato teorema economico. Se si pensa alle mega baraccopoli e ai bambini che la abitano costretti a cercare tra i rifiuti qualcosa per mangiare o vendere capiamo cosa significhi davvero soffrire le ingiustizie sociali. Gli errori sono ammissibili quando si gestisce il governo delle nazioni se fatti in buona fede. Purtroppo le cronache nostrane riportano ben altri scenari con dentro person...
Mali il mio nome è Mali. Ho quaranta anni. E allora perché ti fai chiamare Natale? Perché Natale è il nome di un amico de mio padre. L'ambulante somalo è alto. Allegro. Molto solare. Non sembra essere contaminato e afflitto dalle leggi di mercato e dalla bramosia del denaro nonostante vorrebbe possederne quel tanto che basta per avere 4 mogli. Oggi l'ho visto nuovamente. Ciao amico come va? La sua ombra mi sovrasta. Sposto il cappello e lo fisso. Bene! E tu? Tutto bene. Risponde sorridente. Ci scambiamo il capello? Lui ha un cappello tipo risaia coloniale con la paglia lievemente lacera. Sorrido. E lui passa oltre. Due tre falcate ed è oltre le barche. Tag: integrazione, immigrati, ambulanti, lavoro, società, cultura, calabria
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.