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❝Non in mio nome❞: quando la solidarietà diventa bersaglio La Flotilla e il rovesciamento morale Il paragone di Franco Cimino: una denuncia che scuote Diplomazia o complicità? Il grido civile: “Non in mio nome” La recente reazione del governo Meloni nei confronti dei volontari della Flotilla ha sollevato un’ondata di indignazione tra cittadini, attivisti e osservatori internazionali. Invece di riconoscere il valore umanitario dell’iniziativa, i rappresentanti istituzionali hanno scelto di stigmatizzare l’azione, accusando i partecipanti di irresponsabilità e di mettere a rischio la sicurezza nazionale. Ma cosa rappresenta davvero la Flotilla? È un gesto di pace, un atto di testimonianza civile che mira a portare aiuto concreto e simbolico alle popolazioni martoriate da un conflitto che ha già mietuto migliaia di vittime innocenti. I volontari non portano provocazioni, ma medicine, cibo, parole di conforto. Eppure, vengono trattati come potenziali comp...
Piece improbabile, politicamente s-corretta, sul dramma dei Palestinesi a Gaza e dintorni. Ecco una versione ironica della risposta di Meloni e delle implicazioni politiche e morali, con un pizzico di sarcasmo e quel retrogusto amaro che ci sta tutto: Risposta di Meloni, versione “diplomazia con guanti di velluto” “Li tuteleremo, certo. Come tuteliamo tutti i cittadini italiani. Però, suvvia, potevano scegliere un metodo più elegante per portare aiuti. Tipo... non farlo?”
Flotilla si è fermata, il primo ostacolo li ha fatti desistere e trovare riparo in un porto sicuro. come se i marinai che hanno dato l'adesione fossero d'acqua dolce e non temprati alla salsedine e dal sole d'alto mare. Avrà influito la narrazione del ministro israelita che ha paventato disordini e azioni di terrorismo da parte di hamas? ma si può creare uno stato d'allerta perenne? buon senso vuole che le democrazie crescano nelle libertà e non soggette e assoggettate ai guerrafondai "frammenti. ©mario_iannino2025"
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