meno fondazioni e più solidarietà
Anche in dette circostanze, che dovrebbero essere alte, dal punto di vista culturale, gli organismi dirigenziali cavalcano gli eventi, spettacolarizzano in maniera enfatica ogni minimo sforzo. Non a caso, si assiste inermi a dirottamenti di fondi raccolti per l’infanzia o le adozioni a distanza, senza ricordare le malvagità attuate nei confronti di anziani ricoverate in strutture definite “opere pie”. Persino gli eventi naturali, le catastrofi, i cataclismi sono messi da parte dopo che i mass media spengono i riflettori e si è visto a L’Aquila, Calabria e Sicilia, Haiti, o le guerre delle zone depresse, l’Afghanistan e del terzo mondo.
Senza ombra di dubbi, se assistessimo a un numero minore di autocelebrazioni e a maggiori azioni concrete verso i popoli in attesa di aiuti umanitari, si rinsalderebbe la fiducia in quanti vogliono adoperarsi per i fratelli in difficoltà sparsi per il mondo.
Commenti
Posta un commento
LA PAROLA AI LETTORI.
I commenti sono abilitati per chiunque passa da qui, si sofferma, legge e vuole lasciare un contributo all'autore del post.
ATTENZIONE! Chi commenta i post del blog è responsabile di quanto scrive.Avviso al lettore:
i commenti devono rispettare la cura della parola e il sentire comune. Non si tollerano insulti, spam o provocazioni. L'autore del commento si assume l'esclusiva responsabilità legale del contenuto pubblicato.