Visualizzazione dei post con l'etichetta progresso
Mi è capitata sotto gli occhi una foto in b&n: cattura una scena molto eloquente che storicizza la Calabria degli anni della fame, quella di fine dopoguerra e che ancora deve faticare per attingere alle “comodità” della rivoluzione industriale. Racconta di quando ancora si era costretti a ricorrere alle risorse naturali fuori dalle mura domestiche, insomma fare provviste e scorte oggi impensabili, quali: l’acqua da bere e per lavare, la legna per scaldarsi e cucinare, e mi è sovvenuto un ricordo che, gioco forza, si è intrecciato con la storia della famiglia nel bosco.
È pericoloso innamorarsi delle proprie idee. C’è il rischio di cadere nell'imparzialità di giudizio. Ed è quanto avviene nell'agone della politica. L'errore si riscontra spesso e si fa scontro antagonista nell'ambito della dialettica ideologica. Accade che pur di raggiungere gli obiettivi enfatizzati, i proponenti, trasformino il dialogo in acceso dibattito partigiano prescindendo dai reali benefici per la comunità.
Chi ha memoria storica dei “postali”, i bus che garantivano le percorrenze extraurbane e facevano la spola tra un paese e l'altro trasportando missive e altri prodotti postali insieme ai viaggiatori, ricorderà le fermate a richiesta lungo le strade di campagna e i viandanti in attesa assiepati lungo le cunette caricare la pancia e le cappelliere del pullman di pacchi e valigie legati con lo spago. E il fumo del gasolio mal combusto ammorbare l'area sotto i colpi dell'acceleratore a ogni cambio marcia. Il neorealismo cinematografico e la commedia all'italiana che ha visto in Vittorio De sica un testimone d'eccezione documenta la società italiana degli anni in questione. E, quindi, chi non ha l'età o non ha vissuto quei tempi può farsi un'idea di cosa si parla visionando la cineteca d'autore degli anni 50 in poi. Povertà e stenti conditi di ottimismo e speranza spronavano chiunque a gareggiare per migliorare la propria situazione e quella sociale. Si s...
Cambia-menti epocali e... NOSTALGIA. Non ci sono più le stagioni di una volta. Si sente spesso questa frase e a volte anche in maniera inusitata anche in riferimento alla qualità della vita, ai sapori e agli odori. Alla natura ormai inquinata dall'azione dell'uomo. È vero! Un tempo non esisteva il concetto dell'emergenza rifiuti. I bidoni e gli utensili di plastica non esistevano fino al dopoguerra. La plastica ha invaso l'ambiente subito dopo. Quando l'industria, con gli scarti del petrolio, iniziò a invadere i nostri bisogni suggerendo, con pubblicità mirate, le possibiltà d'impiego degli utensili. Fù gioco facile. Come non apprezzarne la leggerezza, la durata di una bacinella di plastica? Delle brocche e dei boccali? Dei piatti di plastica e delle posate. Dei bicchieri! Ma questo è niente se paragoniamo i criteri adottati dai contadini per fare crescere cereali, ortaggi e frutta, che, condizionati dai mercati e dai vari passaggi della f...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
nessuna retorica
massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
Le voci che entrano qui costruiscono, giorno dopo giorno, la Calabria.
E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.