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Gli incontentabili esistono, certo. Ma qui sembra che le contraddizioni si moltiplichino da sole, come se la città le producesse in automatico. Un marciapiede rimesso a nuovo, pomposamente trasformato in pista ciclabile, accostato al suo passato trascurato, diventa una piccola prova visiva di quanto abbiamo tollerato fin troppo a lungo. Gli incontentabili, Catanzaro e le sue contraddizioni Gli incontentabili li ricordiamo tutti: quelli dello spot, famiglia in marcia con lo sguardo torvo, sempre pronti a giudicare e mai davvero soddisfatti. È deleterio vivere così, con il broncio permanente e la critica compulsiva. Eppure, a volte, sembra che sia la città stessa a costruire per loro le occasioni su misura. Catanzaro ne offre a bizzeffe: contraddizioni che si moltiplicano, figliano come conigli in calore, e si mostrano senza pudore sotto gli occhi di chiunque voglia guardare.
Il blu sotto i piedi e il domani sugli alberi. Cronaca di una auspicabile rinascita: tra la nuova ciclabile e il sogno di un quartiere, che potrebbe essere un giardino condiviso. "Il maquillage urbano delle vie di Corvo è finalmente sotto gli occhi di tutti: forme accattivanti, verde curato e una ciclabile che invita al cammino. Ma un quartiere non si governa con i colpi di trucco. La domanda che rimbalza tra i residenti è una sola: chi berrà il calice amaro dell'abbandono quando l'effetto novità sarà svanito? Inutile aspettare risposte che tardano ad arrivare: la soluzione è un intervento dal basso, un comitato che trasformi i residenti da spettatori critici a custodi attivi del bene comune."
"Assurdo, cazzo! un aquazzone mette in gionocchio una città! l'area della stazione ferroviariadi Catanzaro marina è letteralmente allagata! nemmeno con le scialuppe si riesce a guadare la strada. i concorrenti del concorso le cui prove si svolgono nell'area del polifunzionale marinaro sono con le gambe coperte dall'acqua. basta un semplice quanto gratuito blocco delle scuole per garantire serenità alla cittadinanza? e chi non va a scuola ed ha altri impegni improrogabili?" E' inaccettabile che un acquazzone trasformi Catanzaro Marina in una trappola d’acqua. L’assenza di prevenzione e coordinamento è un’umiliazione per chi lavora, studia, vive. E' uno sfogo, anzi un urlo di indignazione più che legittimo. Le immagini che arrivano dalla zona della stazione ferroviaria di Catanzaro Lido sono eloquenti: strade trasformate in canali, marciapiedi sommersi, candidati ai concorsi pubblici costretti a guadare l’acqua fino alle ginocchia per raggiungere il Polif...
"Jiemu a la scola puru si cadianu petri e mulinu". Ai miei tempi andavamo a scuola anche se dal cielo cadevano pietre grandi quanto le ruote dei mulini. Non è bello esprimere opinioni in merito ai costumi odierni ed esordire con un nostalgico: ai miei tempi! Specialmente quando il pensiero è rivolto ai ragazzi.
EMERGENZA PROCESSIONARIA. Nel quartiere Corvo di Catanzaro, il polmone verde rischia di collassare a causa della invasione di un parassita che colonizza i rami dei pini e se ne ciba: la processionaria! Succhia la linfa e indebolisce gli alberi fino a farli morire. La lotta a questa forma parassitaria, pericolosa tra l’altro per le persone e gli animali contaminati dalla peluria di detti lombrichi, è una questione d’igiene sociale demandata per legge ai sindaci dei comuni infestati o agli amministratori condominiali se gli alberi contaminati ricadono in spazi condominiali.
Vivere in periferia, anzi, vivere LA periferia urbana a volte non è una scelta ma una necessità. Tra le tante discrasie che qui si toccano con mano ve n'é una di natura squisitamente urbanistica quasi inspiegabile che fa il paio con le dolenti note di chi rimane per necessità e non per scelta: la sensazione d'abbandono e di lontananza dal centro storico in quanto a manutenzione di strade e scarichi pluviali rammenta amaramente di essere figli di un dio minore.
E poi, ad una certa età si va in quiescenza. Con l'aiuto della buona stella si riesce ad arrivare al meritato riposo pensionistico. Si diventa “vecchi” e nonni! Ecco che, i pensionati, secondo un comune senso sociale, avendo esaurito le forze sono messi ai margini del mondo produttivo industriale e pubblico. Sarà per questo che si vedono ai margini dei lavori pubblici intenti ad osservare e criticare la qualunque cosa?
Le temperature non intendono abbassarsi. Oggi il termometro segna 32°. su viale Isonzo una squadra di operai carica lo sfalcio selvaggio recuperato ai margini dell'arteria cittadina. Qualche metro più a nord il crepitio avverte nel suo inequivocabile scoppiettare che qualche pezzo di verde va a fuoco. Brucia la parte esterna della circonvallazione che abbraccia il quartiere corvo nel punto esatto prediletto dal cinghiale e dalle volpi per accedere, una volta scavalcato il canale dell'acqua pluviale edificato dalle bonifiche, all'interno dell'area urbana dove, com'è noto, possono trovare di che alimentarsi. Intanto il rumore degli attrezzi usati dai giardinieri penetra nella testa e rompe il silenzio da ben due giorni: stanno attuando la manutenzione programmata condominiale. Le aiuole acquisiscono forme e geometrie godibili mentre l'odore dell'erba appena tagliata s'infila tra le narici e solletica i sensi. Strano, ora che ci penso, l'odore ac...
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