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Avevo appena finito di scaricare gli ultimi quadri. Erano appoggiati con la faccia al muro, suddivisi per ordine di grandezza. Li osservavo e, nella mia testa, davo loro una collocazione sulle pareti della sala delle esposizioni del palazzo della provincia di Catanzaro. Se la memoria non m'inganna eravamo alla fine degli anni 70. credo 1978/79, 1980 al massimo. Per essere preciso potrei spulciare nel mio archivio, andare nel periodo temporale in questione e leggere la data nella documentazione inerente alle mostre di quegli anni, ma non è questo il punto su cui intendo soffermarmi. È del salto temporale in cui mi catapulta l'immagine della locandina che ho davanti che intendo parlare; dell'atmosfera di quegli anni. Dei sogni che accomunavano quelli della mia cerchia.
Come tutte le ricorrenze anche quella dell’Unità d’Italia non poteva essere esente da critiche e tribolazioni per chi la sostiene convintamene. Cittadini e istituzioni comprese sono davanti a un bel problema: partecipare o no alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia? Era inevitabile! Sembra che gli italiani siamo maestri nell’incasinarci la vita! D'altronde, le prime avvisaglie si manifestano con la costituzione dei comitati e con le deroghe di massima urgenza che servono per velocizzare i lavori nei luoghi di concentrazione degli eventi calendarizzati dal gruppo di lavoro governativo guidato dal dottor Guido Bertolaso e dall’agenda di Governo. I Grandi Appalti del G8 alla Maddalena, dei Grandi Eventi e delle Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia hanno visto danzare uomini, donne e imprese attorno a una torta ben guarnita con soldi pubblici, e secondo gl’inquirenti, molti dei quali sono stati gestiti allegramente tra amici o in famiglia, grazie al...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
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