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Ieri come adesso: il potere logora chi non ce l'ha! La croce non era solo legno: era potere, paura e tortura Immagino una collina polverosa, il sole che brucia la pelle, l’odore acre del sangue e della polvere. Tre croci svettano contro il cielo, e su quella centrale non c’è un ladro, né un assassino. C’è un uomo che ha parlato troppo. Troppo di giustizia, troppo di amore, troppo di verità. Gesù di Nazaret non fu crocifisso per aver rubato o ucciso. Fu crocifisso perché era pericoloso. Perché muoveva le folle. Perché metteva in crisi l’equilibrio tra potere religioso e potere imperiale. E quando il popolo fu chiamato a scegliere, preferì Barabba — un criminale noto — all’uomo che parlava di libertà interiore. Ma cosa significava davvero morire in croce? La scienza della tortura La crocifissione romana era una macchina di dolore. Prima la flagellazione: il flagrum , un frustino con punte metalliche, strappava la pelle e apriva le carni. Poi il trasporto del patib...
Oggi, domenica delle palme, chi professa la parola di Gesù, quindi chi crede in Lui e nei suoi insegnamenti commemora il Suo sacrificio. Difficile comprendere il significato del Sacrificio estremo per noi che siamo impastati di materia e ci cibiamo di effimere sensazioni di benessere. Le Sacre Scritture riportano la cronaca di una morte cruenta; bestiale, ai giorni nostri assurda dal punto di vista umano. Impensabile ma fino a un certo punto e preferiamo ignorare le efferatezze di alcuni regimi lontani dal nostro modello di vita. Noi che viviamo in Stati democratici al riparo da certe pratiche delinquenziali, noi che abbiamo la fortuna di essere nati in democrazie che difendono i diritti fondamentali dell'uomo inorridiamo al pensiero della tortura e della pena di morte. I vangeli testimoniano e fanno il punto sull'insegnamento di Cristo, sottolineano i valori predicati e tenuti da Gesù in vita. La morte in croce a quei tempi era consuetudine e la barbarie mentale dell'ep...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
nessuna pubblicità
nessun sensazionalismo
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Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.