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Ieri come adesso: il potere logora chi non ce l'ha! La croce non era solo legno: era potere, paura e tortura Immagino una collina polverosa, il sole che brucia la pelle, l’odore acre del sangue e della polvere. Tre croci svettano contro il cielo, e su quella centrale non c’è un ladro, né un assassino. C’è un uomo che ha parlato troppo. Troppo di giustizia, troppo di amore, troppo di verità. Gesù di Nazaret non fu crocifisso per aver rubato o ucciso. Fu crocifisso perché era pericoloso. Perché muoveva le folle. Perché metteva in crisi l’equilibrio tra potere religioso e potere imperiale. E quando il popolo fu chiamato a scegliere, preferì Barabba — un criminale noto — all’uomo che parlava di libertà interiore. Ma cosa significava davvero morire in croce? La scienza della tortura La crocifissione romana era una macchina di dolore. Prima la flagellazione: il flagrum , un frustino con punte metalliche, strappava la pelle e apriva le carni. Poi il trasporto del patib...
Perché loro e non io. Questo penso ogni volta che entro in questi luoghi.
Natuzza, secondo me, è stata un gran mistero per quanti non credono nel sovrumano. Nel trascendente! Le persone razionali preferiscono avere a che fare con episodi tangibili e fatti concreti riscontrabili realmente e motivati scientificamente. Ma i poteri della mente non sembrano essere appannaggio totale della scienza. La creatività, ad esempio, si manifesta allorché la parte destra del cervello è libera; affrancata dalla logica e dal potere raziocinante, che risiede nella parte sinistra del cervello, trova soluzioni inaspettati a problemi difficili da districare seguendo filologie e teoremi scientifici. La scienza stessa afferma che le potenzialità della mente umana non è completamente sfruttata e che le arti, la creatività, sfugge ai canoni comuni. Si deve possedere una visione incontaminata, ingenua e pronta all'entusiasmo, essere aperti all'imprevisto e accettarlo per potere viaggiare nelle correnti mistiche che scorrono dentro e fuori di noi. Natuzza ...
Chi siamo
A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
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nessun sensazionalismo
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massima cura per le parole e per le persone
Promuoviamo la bellezza.
Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
Una comunità che cresce attraverso le storie che decide di raccontare.
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E con essa il mondo, la società, il futuro che vogliamo vedere.