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Ci vedevamo in via Luigi Rossi Finiti i compiti per casa, nel tardo pomeriggio, ci vedevamo in via Luigi Rossi, nella periferia a nord di Catanzaro con i compagni di scuola. Lì, nella campagna difronte al seminario S. pio X, il nuovo ospedale prendeva forma. Erano gli anni sessanta/settanta. Era il tempo dei primi amori. Degli sguardi lanciati da lontano. Era il tempo delle feste organizzate in casa tra coetanei e delle mamme attente, discrete gendarmi pronte a intervenire quando qualche burlone spegneva la luce mentre sul piatto del giradischi girava il fatidico lento.
Semplici e poeticamente patetici. Questa la definizione più appropriata per rappresentare l'atmosfera degli anni sessanta e settanta quando si iniziavano a vedere dappertutto le prime copie dei fotoromanzi. All'inizio fu il bianco e nero a narrare gli amori ingenui conditi con un pizzico di maliziosa morbosità consentita dalla censura del tempo. Gli “attori” sembravano statuine posizionate in atteggiamenti plastici inverosimili, impensabili nella realtà. E i testi? Elementari, sintetici, efficaci! Era la realtà virtuale dei primi anni settanta venduta per poche lire nelle edicole. Non c'era luogo frequentato da donne, ma anche dai maschietti, esente di almeno una copia fotoromanzosa. Quasi in tutte le case come dal parrucchiere, dal dentista e persino dal meccanico si poteva trovare una copia di “Grand Hotel, Sogno” e sfogliare un amore a fumetti. Anche i cantanti non disdegnavano il racconto per immagini e trasbordavano volentieri dal mondo della musica in ...
confidenze attorno al fantastico mondo degli anni 70. Il caldo ammoscia. Neanche la reazione di un tuffo improvviso ritempra dalla calura e dall'apatia di questa estate micidiale. Troppe incertezze all'orizzonte... Ehi ragà c'è Franco Califano alla rotonda io ci vado sapete l'ho conosciuto... era un corpo stupendo un … sapete ho lavorato con lui nei foto romanzi. Ma voi non li conoscete, non sapete neanche che sono i fotoromanzi. No io li conosco. Nina ma i baci com'erano? Ah ahah ahhhh bella lei va subito al sodo. No ma sai io ero piccola e quando mi dicevano ci baciamo come nei fotoromanzi noi ci davamo un bacio allo stampo. Ah ah ah... dipende da chi e con chi facevi lo scatto. C'era un fotografo che ci diceva fatemi du ova al tegamino... ho conosciuto anche Franco Gasparri: un uomo dalla bellezza perfetta! Sembrava una donna tanto era bello. E poi c'era anche un frocio che andava tanto di moda, un francese... no, no ricordo il suo nome. Ma c...
Ironia della sorte: il prodotto delle BR diventa oggetto storico con annesso valore economico per la “società malata” che i teorici del movimento sorto negli anni di piombo volevano guarire sovvertendola con la violenza e la lotta armata ove necessario. A distanza di anni nell'opinione pubblica rimane il ricordo di una violenza incomprensibile vigliacca e per certi aspetti gratuita pianta dagli orfani e dalle vedove dei “nemici del popolo proletario”. Ragionando per assurdo e ammettendo la validità terapeutica della violenza, visti i risultati ottenuti che si condensano nel vuoto assoluto di democrazia e emancipazione del proletariato, si può desumere che in Italia ci sarebbe stato un regime militarizzato con annessi e connessi. D'altronde, gettando uno sguardo nei Paesi governati con la forza ideologica che non ammette confronti anche qui in Italia, America permettendo, se le BR avessero inasprito la violenza e avessero vinto col loro farneticante piano ideologic...
Accadono cose che inevitabilmente s'insinuano tra i ricordi e gli affetti cari di ognuno di noi. A volte basta uno sguardo, un suono, poche note scanzonate che, pur contestando la realtà, invogliano a vivere la quotidianità appieno nonostante le contraddizioni, i dolori personali le tragedie collettive. Insomma pubblico e privato si mescolano nei testi di Stefano Rosso , Rino Gaetano, De Andrè , Dalla, De Gregori, Vasco Rossi, Luigi Tenco, Paoli, Lauz i... Il piano bar fa sembrare il cantante meno irraggiungibile, perde l'aurea del divo e si cala nella vita comune, anche per una questione di marketing, e sta vicino ai suoi fans nelle discoteche. Attorno alle grandi star orbitano satelliti di varia natura e entità, il loro raggio d'azione sconfina principalmente nella moda ma non disdegnano gli altri filoni che il mercato globale offre. Le canzoni popolari narrano la quotidianità, gli amori e le conseguenze che questi apportano nelle vite delle persone. Alcuni canta...
Giovanni Marziano, olio su tela, (1978) Massimiliano Rivoluzione industriale, rivoluzione culturale, anni di plastica, società dell’usa e getta. Sono termini coniati per definire i vari fermenti sociali e culturali esplosi nei mitici anni sessanta. Anni importanti per la crescita culturale mondiale. In America come in Europa si vive un clima effervescente, si passa dalla fase preistorica industriale del ferro all'impiego dei derivati del petrolio, alla plastica; e grazie alla ricerca, in poco tempo, gli utensili di nuova generazione invadono i mercati, le case e infine le strade; ed è proprio dalle strade che inizia la trasformazione dell’oggetto. Da oggetto alienato che ha concluso la sua funzione vitale, diventa, per mano dell’artista, un’altra cosa. Diventa linguaggio; testimonianza di un’epoca. È l’evoluzione del pensiero duchampiano; il ready made ; l’oggetto ritrovato che sviscerato dalla sua funzione originale si fa linguaggio altro. La provocazione di Ducham...
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A ore 12 è un progetto editoriale indipendente dedicato alla cultura, alla società e alla memoria dei territori.
Raccogliamo testimonianze, analisi, racconti e immagini che contribuiscono a costruire uno sguardo critico e responsabile sul presente.
La nostra linea è semplice:
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massima cura per le parole e per le persone
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Crediamo nella conoscenza condivisa, nella narrazione etica, nella forza delle comunità.
A ore 12 è un luogo aperto: un invito a leggere, pensare, partecipare. A ore 12 è un laboratorio di sguardi.
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