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Visualizzazione dei post con l'etichetta storia

CAROSELLO

Tutto nasce da una vecchia foto

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  "Laddove i governi pianificano la distruzione, l'istinto umano risponde con la bellezza e l'evasione. La creatività al fronte non è mai stata un lusso, ma la prima necessità per non morire dentro." L'ingegno in trincea. Un esempio di come l'umanità ha sconfitto l'orrore con l'arte e la goliardia. Tutto nasce da alcune foto di famiglia Una ricerca storica generale in un racconto di memoria viva, dove la grande storia incrocia i destini personali.   Tra le guerre dei poteri, la creatività prospera

Il tempo ci è passato accanto

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 Il nostro pezzo di storia NELL’ALBUM DI FAMIGLIA.   Conservano una bellezza antica, le foto del ’43/44. Eleganza negli abiti e nel portamento erano stili di vita. Non sono note nostalgiche di un tempo che non torna ma poesia visiva.  

L'Italia, la storia e noi

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  Nel vecchio conio c’è la storia della Repubblica e della nostra Costituzione. I simboli impressi nelle vecchie lire richiamano al lavoro ed ai simboli della terra: il grano, l’aratro, la quercia … L’Italia Repubblicana scolpita nel metallo. Le vecchie lire non erano solo monete, ma il primo racconto civile della Repubblica   Nel giorno della Festa della Repubblica, tornare a osservare le vecchie lire significa leggere un capitolo fondamentale della nostra storia. Quelle piccole monete, passate di mano in mano per decenni, non erano semplici strumenti economici: erano un progetto culturale, una pedagogia civile diffusa, un modo per dire ogni giorno chi eravamo e chi volevamo diventare.   È Un linguaggio simbolico per una Repubblica che nasce, muove i primi passi e intende crescere.   La Repubblica del 1946 aveva bisogno di simboli nuovi, lontani dalla retorica del regime e dalla monumentalità monarchica. La scelta cadde sulla terra e sul lavoro...

Onestà e coraggio cercasi

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  Emile Zola. Parliamo di un intellettuale d’altri tempi ma prepotentemente attuale. Un nome e un personaggio che gli studenti d’arte e gli appassionati conoscono bene. Un intellettuale che accompagnò i maggiori artisti impressionisti fin dalla loro apparizione in Francia. Un amante dell’arte e della cultura e dei suoi attori. Fu anche fine osservatore del suo tempo ed è in questa veste che scrisse il noto “J’accuse”. La sua voce si levò contro il potere precostituito che voleva Dreyfus colpevole di un’infamia estranea alla sua persona. Perché parlare di persone e fatti ormai lontani e comunque storicizzati? A parte che “non è mai troppo tardi” per illuminare vecchi viali del sapere in una realtà illuminata dalle torce degli smartphone e dai like effimeri sulle piattaforme social. Ripercorrere serenamente antiche strade, osservare, confrontare, e fare il punto paragonando l’onestà intellettuale che fungeva da scudo e armatura il pensiero dei paladini della Bellezza non è mai un ese...

L’ATTUALITÀ DEL PENSIERO DI ALDO MORO

 L’ATTUALITÀ DEL PENSIERO DI ALDO MORO IN  QUESTO SEDICI MARZO CHE RENDE ANCORA PIÙ COLPEVOLE IL SACRIFICIO DI QUEL GIGANTE BUONO… Forse ci penseranno questa sera i telegiornali, che andranno in onda dalle 19 fino a mezzanotte, a ricordare il 16 marzo, almeno come giorno della strage di via Fani, nella quale fu rapito Aldo Moro e massacrata la sua scorta: cinque uomini valorosi quanto innocenti. Valorosi e innocenti come l’uomo buono che fu preso in ostaggio dalle Brigate Rosse. Forse ci penseranno stasera a dare un po’ più di risalto alle misere, scarne tre parole che abbiamo udito e a quella rapidissima immagine che ci è stata mostrata. Dico forse, perché ormai si ritiene conclusa quella tragica stagione che ha visto lo Stato italiano aggredito da un manipolo di fanatici folli, portatori di un’ideologia che, nelle loro stesse folli elucubrazioni e nelle imprese ancora più folli e criminali, è stata svuotata perfino della sua parte più benevola di significato. Quella parte ch...

1980, Il futuro arrivò senza bussare

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  1980. Anni di cambiamenti .   Il complesso dell’EUR era stato ultimato da qualche decennio e ormai messo pienamente a disposizione di aziende, patronati e Confindustria, che dagli anni Settanta avevano iniziato a utilizzarne gli spazi in modo continuativo. Quel giorno eravamo lì per una trattativa delicata: l’azienda doveva comunicarci notizie importanti. Le delegazioni sindacali erano arrivate da tutte le regioni. Il complesso si presentava enorme, imponente, quasi disorientante. Ma non eravamo lì per turismo o per shopping. In ballo c’erano questioni serie: gli esuberi, le strategie per tentare di risanare l’azienda, il marchio. Perché ormai c’era ben poco da salvare. Arrivai con qualche ora d’anticipo e mi persi nel dedalo di uffici e nuovi spazi. Ne approfittai per incontrare un amico, un gallerista, e finii per impegnare buona parte della mattinata con lui. Andammo in galleria e, quando mi accorsi che il tempo era volato, tornai di corsa all’EUR. La riunione n...

Catanzaro, dentro e fuori le mura

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  Uscire dalla città è un’impresa specialmente quando i lavori nell’arteria principale di entrata e uscita è interessata dai lavori di manutenzione. Il ponte Morandi sovrasta la vallata del fiume torrentizio e unisce i due lati opposti del nucleo urbano. Ho tempo per osservare. Il dirupo sotto via Carlo quinto è impervio e la vegetazione sembra essere la fautrice della conservazione. Le rocce sembrano friabili ad occhio nudo e pare davvero che le radici dei fichi d’india fungano da collante. E quella casetta, anzi i resti di quella che un tempo forse era una casa o molto più probabilmente un rifugio temporaneo per attrezzi e animali. Sta lì. Non si capisce come sia stato possibile   edificarla vista la ripidità del terreno.

La Questione Meridionale.

  Il prezzo nascosto dell’Unità: il Sud tra mito nazionale e ferite aperte. Come la costruzione dello Stato italiano ha lasciato cicatrici profonde nel Mezzogiorno, tra repressione, squilibri economici e una memoria ancora contesa. L’Unità d’Italia è spesso raccontata come un’epopea luminosa, un trionfo di ideali patriottici e di coraggio. Ma ogni processo storico complesso ha un lato d’ombra, e quello che riguarda il Mezzogiorno – e la Calabria in particolare – continua a emergere con forza, man mano che la storiografia si libera dalle narrazioni celebrative dell’Ottocento. Il passaggio dal Regno delle Due Sicilie al nuovo Regno d’Italia non fu un semplice cambio di bandiera. Fu un terremoto politico, sociale ed economico. Le rivolte diffuse, la repressione militare, la criminalizzazione del brigantaggio come fenomeno puramente delinquenziale: tutto questo racconta un Sud che non entrò nello Stato unitario per naturale adesione, ma attraverso una combinazione di pressioni, pl...

Dal privilegio all’universalità: il destino del pensiero alto

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"substrati, part. courtesy ©mario_iannino"  Per secoli l’arte e la filosofia sono state dominio delle élite emancipate dai bisogni materiali. Oggi, la sfida è trasformare quel patrimonio in un bene condiviso, accessibile e vitale per tutti. 

Aldo Moro, Il Martire a Catanzaro

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 di Franco Cimino  QUELLA RENAULT QUATTRO ROSSA, OGGI A CATANZARO, E IL RACCONTO DELLA TRAGEDIA MORO CHE ANCORA DOMANDA Sì, presuntuoso, arrogante, permaloso, come egli stesso si è definito oggi durante le due ore di intervento relazione, che Gero Grassi, parlamentare di lungo corso e presidente della Commissione parlamentare sul delitto Moro, ha tenuto nella sala convegni della Camera di Commercio delle tre province dell’area centrale della Calabria, con sede a Catanzaro.

Dimenticanze e dolorosi ritrovamenti

di Franco Cimino   LA SOLENNE GIORNATA DELLE FORZE ARMATE E DELL’UNITÀ D’ITALIA E IL MIO “NO”, ANCHE DA QUI, ALLA GUERRA Le cerimonie che gli Stati celebrano nel calendario civile che si sono dati sono una sorta di rito laico che, al pari di quelli religiosi, servono a stimolare la fede e il credo nei valori costitutivi di quello Stato, oppure a rinnovare la memoria su fatti straordinari che lo hanno impegnato lungo il cammino della sua storia.

Israele non tutti sono Netanyahu

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 Le voci critiche dentro Israele esistono eccome , e negli ultimi mesi si sono fatte sentire con forza crescente, anche se spesso restano marginalizzate o ignorate dal potere politico e militare dominante.

La coscienza di Israele

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  La voce lucida e inquieta di chi osserva il mondo senza voltarsi dall’altra parte. Israele, Gaza e la coscienza smarrita: il grido che viene da dentro Dopo la Shoah, il mondo ha giurato che mai più si sarebbe piegato all’ideologia della razza e allo sterminio sistematico. Il popolo ebraico, sopravvissuto all’abisso, ha ricostruito la propria identità con forza, intelligenza e dignità. Israele è diventato un simbolo di rinascita: potente, moderno, scientificamente avanzato. Ma oggi, qualcosa si è incrinato. E non è solo la pace a mancare: è la coscienza.

Israele vs Gaza. Intervista con la storia

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 Domanda: Scongiurato lo sterminio nazista e soffocata l'ideologia della razza il mondo assunse un cvolto più umano. gli ebrei si organizzarono e costituirono un corpo speciale per dare la caccia ai capi delle ss che si erano nascoste e una volta catturati li giudicavano e condannavano. il popolo di Israele ritornò ad essere un popolo potente. ricco economicamente, politicamente, scientificamente, ma qualcosa nella crescita del benestare è andato perduto se da quel fatifico e spregevole assalto del 7 ottobre dei terroristi di hamas, la barbarie ha trasformato il volto della ragione degli esponenti di estrema destra che governa Israele. la furia messa in campo non ha niente di "giusta" reazione e la distruzione nonchhé l'invasione di lla striscia di Gaza lo testimonia. la sensazioen è che ci sia ben altro dietro.

La madri della Costituzione

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 Storia della Prima Repubblica e delle Donne che l'hanno accudita e fatta crescere, e accompagnata, sorretta amorevolmente nei primi passi. Un saggio narrante dal titolo: “Il filo rosso: donne e dignità nella Prima Repubblica” "Nilde Jotti" Un racconto civile tra storia, etica e servizio. Nel silenzio austero dell’Aula di Montecitorio, tra i legni scuri e le luci fioche, si è intrecciato un filo. Non era fatto di potere, né di ambizione. Era un filo rosso, sottile ma tenace, cucito da mani femminili che hanno attraversato la Prima Repubblica con passo discreto e cuore saldo. Donne che non hanno urlato, ma inciso. Non hanno sedotto, ma servito.

Italia. Meloni e gli affari con chi bombarda

  Un editoriale schietto, provocatorio e radicato nella memoria storica, pensato per scuotere coscienze e smascherare le contraddizioni del potere con l'aiuto dell'IA. 🕯️ Etica evaporata: il potere, la parola e il peso della storia Nel cuore del potere contemporaneo, la parola ha perso il suo vincolo con la verità. Giorgia Meloni, intervenendo al congresso di Rimini, ha evocato valori spirituali, carità cristiana, responsabilità morale. Ma le azioni del suo governo raccontano un’altra storia: quella di un’Italia che respinge i migranti, stringe accordi con regimi bellicosi e libera presunti torturatori per “ragioni di Stato”. È il trionfo della retorica sull’etica, della convenienza sulla coerenza.

Alle origini del 1 maggio

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"Tra sogni e bisogni. Courtesy m.iannino"  Il primo maggio è una ricorrenza consolidata nel calendario delle festività ritenute storiche e inderogabili. È come il Natale che immancabilmente cade il 25 dicembre di tutti gli anni.

Pace, concetto astruso per la politica

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Pace, amore, e ... coraggio  Resistenza passiva.   “Chiunque sostiene che esiste la pace senza la forza o non conosce la storia o è un pusillanime.” (cit. Calenda &c). In questi giorni si parla molto di “riarmo” per dare forza e attendibilità alla mai raggiunta unità degli Stati membri d’Europa. Il concetto è reso e sostenuto dai cazzuti che confidano nell’uso della forza per prevenire la pace. E specialmente dopo che Trump si è sfilato dalla nato e, dopo le parole al vetriolo che il neo presidente degli stati uniti d’America ha urlato contro tutte le ong, finora appoggiate dall’imperialismo democratico americano, i dazi e l’esaltazione della sua politica nazionalista, gli “statisti” hanno ritenuto opportuno e giusto correre alle armi.

Giovanni Vercillo, martire delle fosse ardeatine

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di sabatino  nicola ventura La vendetta alle fosse ardeatine. Il giorno dopo l'attentato di via Rasella. Il 24 marzo 1944 a meno di 24 ore dell’attentato di via Rasella a Roma, alle Fosse Ardeatine, cave di pozzolana, materiale usato in edilizia, vicino alla via Ardeatina, i tedeschi uccidono, con un colpo alla nuca, anzi al cervelletto, uno per uno, 335 italiani antifascisti.

Roma, 81 anni dall'attentato di via Rasella

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di Sabatino Nicola Ventura 81 ANNI FA L’ATTENTATO A VIA RASELLA A ROMA DAI GRUPPI DI AZIONE PATRIOTTICA Mario Fiorentini , da giovane studente, aveva iniziato, già nel 1943, a svolgere attività clandestina in “Giustizia e Libertà” e nel Partito Comunista. È fra i promotori della formazione antifascista “Arditi del Popolo”. A settembre combatte contro i tedeschi a Porta san Paolo a Roma. Nell’autunno del ’43 è fra i costituenti dei Gap, comunisti (Gruppi Azione Patriottica). Assume il nome di battaglia di “Giovanni”. Partecipa a numerose azioni partigiane, fra le quali l’attacco a Via Rasella e al carcere di Regina Coeli. Dopo la liberazione di Roma, si lancia con il paracadute in Liguria per entrare nei gruppi partigiani del Nord. Ha combattuto in Emilia, Liguria, Lombardia e Piemonte. Fu ufficiale di collegamento col Servizio Segreto Americano. Più volte decorato, laureatosi, studiando in gran parte da autodidatta, fu docente di geometria superiore all’Università di Ferrara. Matematic...

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Curiamo con amore e attenzione i temi cari al nostro blog incentrati su metodologie, analisi sociali, culturali, ambientali e politiche — "A ore 12" è Passione e Bellezza

Attivi dal 2009 in modo indipendente e senza scopi commerciali, scriviamo nello spazio web del blog A ore 12. Prestiamo massima attenzione alla seria competenza dei nostri autori, del promotore culturale Mario Iannino (ricercatore visivo e esperto d'arte ) e dei collaboratori con o senza profili accademici e istituzionali, tutti accomunati dall’onestà intellettuale messa a disposizione del collettivo.

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