l'orgia del potere, i privilegi della politica
Tiri mancini, mezze verità, fango e ogni altra notizia che smuove la curiosità dei lettori è servita sui giornali dai lacchè travestiti da moralisti o morigeratori di un sistema talmente famelico destinato ad autoestinguersi per troppa fame.
Secondo il quotidiano, sarebbero state prenotate nove stanze per tutta la stagione estiva (due mesi e mezzo) per il prezzo record di 80mila euro. Fini si difende sostenendo di non avere niente a che fare con la gestione della sua scorta che, sottolinea, ricade unicamente sul Viminale.
Non c'è alcun dubbio, 80.000€ è una bella cifra! (che non sto a sindacare anche perchè non si conoscono i particolari, per esempio, può anche darsi che ad Orbetello sia un prezzo equo rispetto al mercato locale). Comunque, visto che siamo in clima di risparmi e stringimenti di cinghia nella spesa pubblica e, cosa ancor più dolorosa, in famiglia e nel privato, come mai i media non “impongono” riflessioni e “marcano stretti”, tanto per usare un vecchio termine calcistico, “a uomo”, quanti sono in politica per annullare lo scandalo dei rimborsi elettorali?
Ad esempio tra le anomalie rilevate ci sono "otto casi di partiti dichiarati decaduti, di cui sette sono stati riammessi al beneficio del contributo statale". A deciderlo fu l'ufficio di presidenza della Camera con deliberazioni del 21 dicembre 2010, 4 maggio 2011 e 28 settembre 2011. Solo una formazione politica ha rinunciato al contributo: il Movimento 5 Stelle, con 2 consiglieri in Piemonte, ma rinunciò ai contributi derivanti. Il collegio della Corte ha anche "rilevato che detto contributo è stato erogato anche a favore di formazioni politiche i cui rappresentanti hanno presentato dichiarazione di non aver sostenuto spese". E non sono pochi: sono ben 67.
L'analisi delle disposizioni normative in materia evidenzia, sostiene la Corte, che il contributo statale, "a parte ogni considerazione sulla sua quantificazione, (il rimborso) viene erogato in base al risultato elettorale prescindendo da collegamenti con le spese effettivamente sostenute". Sempre secondo la Corte, pertanto "non appare ragionevole, attese anche le ripercussioni sulla spesa pubblica, l'assoluto scostamento tra le spese effettivamente sostenute ed il rimborso erogato".
Ma quali sono le spese rimborsate ai partiti? Al 100% vengono rimborsati manifesti e materiale elettorale, le spese per i comizi, i costi per la raccolta firme per autenticare le liste, il personale. "Quelle relative ai locali per le sedi elettorali, quelle di viaggio e soggiorno, telefoniche e postali, nonché gli oneri passivi, per le quali è previsto un diverso regime di calcolo, fissato nella misura forfettaria del 30% dell'ammontare complessivo delle spese ammissibili e documentate" spiega la norma. Anche qui molte le irregolarità registrate, specie nel ritardo nei pagamenti per cui si chiedeva il rimborso, registrati 14 casi: a pagare il conto i fornitori dei partiti che non sono stati mai pagati.
Insomma, La Corte dei conti "ha confermato l'esistenza di una discrasia tra i rimborsi elettorali e le spese sostenute dai partiti politici per la campagna elettorale delle regionali del 2010". Complessivamente per il rinnovo dei consigli regionali sono stati attribuiti rimborsi per 37.797.396,74 euro nell'anno 2010 e per 36.428.507,56 per l'anno 2011, a fronte di spese dichiarate e documentate per 62.926.376,47 euro. La differenza finora è quindi di: 11.299.527 euro. Ma si andrà avanti così fino al 2014 a scadenza della legislatura, quindi in proiezione si arriva a 28,2 milioni di euro. I numeri sono stati resi noti dalla Corte dei Conti in occasione della trasmissione al Parlamento del 'Referto sui consuntivi delle spese e dei finanziamenti delle formazioni politiche presenti alla campagna elettorale del 28 e 29 marzo 2010 per il rinnovo dei Consigli regionali delle Regioni a statuto ordinario'. In tutto sono state rilevate 133 irregolarità, anche nei confronti partiti nazionali: in 82 casi si è riquantificata la somma del contributo; in altri 21 casi non tutte le voci erano regolari. In 1 caso è scattata la denuncia.
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