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CAROSELLO

A la Candilora 'ku 'o'n'ava carna ...

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  "c'era una volta" In Calabria si dice così: a la candilora ku ‘on’ava carna s’impegna a figghjjiola. Che vuol dire: in questo periodo della candilora chi non ha carne s’impegna la figliola. Il motto ha origine popolari segnate dalla tradizione. Proprio in questi giorni dell’anno più freddi, definiti della merla, nei borghi rurali si pratica il rito del maiale. In questo periodo, appunto, si consacra il maiale alla famiglia che lo ha allevato così da poter superare la carestia dell’inverno.  

In bocca al lupo

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  Lupo cattivo o buono? Lo stereotipo del lupo cattivo. Proviamo a sfatare il mito? Il lupo cattivo è uno degli archetipi più radicati nelle fiabe tradizionali, simbolo per eccellenza della malvagità e del pericolo.

Saggezza antica in pillole

  “Ajaddina mutria e chicazz’è arridi para c’hai nu mortu davanti!”. Espressione colorita e estremamente efficace, esternata con sentimento e forza nei confronti dei depressi e di quanti, ipocondriaci cronici e non, rimuginano sui mali che li affliggono.

Figure iconiche nel dialetto catanzarese

  Adone . Persona molto curata e attenta alla propria immagine. Ma quando è ossessivamente onnipresente Da noi non è quella figura mitologica e un tantino positiva. A Catanzaro è un’altra cosa e si definisce:

Aforismi e metafore esplicative che non passano mai di moda

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Spesso ci facciamo idee e etichettiamo secondo le nostre convinzioni tutto ciò che ci sta attorno. Ma, la verità, come canta il grande Vasco è relativa. La verità … ce n'è sempre una migliore... . La verità è soggettiva! Ed è condizionata da una serie di attori e convincimenti che spesso non intaccano il velo omertoso delle false verità. Mio nonno diceva: “i guai della pignatta li conosce bene il cucchiaio che li mescola” e, ancora, riferendosi ai giudici sciocchi che si lasciano fuorviare dalle apparenze, “a lavar la testa agli asini si perde acqua, sapone e, cosa molto importante, il tempo”.

In Calabria si dice così

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Aforismi. Dall'antica saggezza popolare contadina si può attingere a piene mani per semplificare e chiarire gli aspetti della quotidianità. Aspetti che con superficialità diamo per scontati. "i guai da pignata i canuscia a cucchijara chi i manija" La routine portata a giudicare le persone dall'aspetto esteriore. Cosa che i nostri vecchi non facevano. E alcuni insegnamenti tramandati dagli anziani rimangono impressi per sempre in chi ha avuto la fortuna di apprenderli e ne hanno tratto tesoro. Non giudicare oltre che essere un insegnamento della dottrina cristiana è anche una prerogativa di vita delle persone sagge. Non giudicare se non vuoi essere giudicato! Si dice in gergo. A dire il vero, auspico, invece, e per questo ammiro chi non si lascia andare a facili giudizi, l'astensione ampia e il silenzio totale fino a quando non si ha la certezza che quanto esce dalla bocca abbia un minimo di fondamenta. Aprire la bocca e darle fiato per ...

Il calore della famiglia nell'Italia delle crisi

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Il calore della famiglia, punto fermo nella tempesta mediatica e nell'instabilità economica contingente. Le proiezioni per il 2011 , basate sulle manovre economiche del governo, non lasciano presagire niente di buono. Anzi si sentenzia un aggravio familiare  di circa 1000 e passa euro tra aumenti vari per non incappare nella stessa situazione della Grecia ; a farla breve aumentano i carburanti, la bolletta della luce, l’acqua, il gas, l’irpef e via discorrendo. La benzina tocca un euro e cinquanta; e considerando il vecchio conio equivalgono a circa tremila lire, non possiamo fare a meno di confrontare l'euro alla lira visto che le buste paga (chi ce l’ha!) sono ferme alla lira in quanto a potere d’acquisto, viene da sé che la stretta economica induce la maggior parte degli italiani a stare in casa per non spendere. Ma non finisce qui! Siamo nell'impossibilità di comprare macchine nuove; vestiti nuovi; pagare mutui ecc. insomma siamo messi male! Eppure,...

più conosco gli uomini e più amo gli animali

Più conosco gli uomini e più amo gli animali! Anche se è una frase usuale e si sente spesso, dal droghiere come in piazza, almeno io, non ho capito a quali tipi di animali si riferiscono, questi signori, e quali amano, se cani, gatti, canarini o pappagalli; se un giorno qualcuno finirà la frase, così, tanto per non lasciare incertezze nella mia piatta esistenza, gliene sarò grato. Comunque, tutto dipende da cosa ci si aspetta dagli uomini e cosa dagli animali. Alcuni dicono apertamente: meglio allevare porci, almeno mangi! Altri pensano al cane come compagno fedele, sempreché non incontra una cagnetta in calore; oppure il gatto perché fa le fusa, gioca ed è indipendente dal padrone che, però, prontamente fa castrare se maschio e sterilizzare se femmina per evitare devianze future al piccolo tesorino. Discorso diverso per gli uccelli. Loro stanno in gabbia, si accontentano di poco, qualche foglia di lattuga, semini, un po’ d’acqua e quando si deve partire per le vacanze … basta apr...

Storie e realtà calabresi. 10: l’aurora

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Storie e realtà calabresi. 10: l’aurora Racconti di vita in Calabria 1. Tradizioni alimentari : la panificazione. Maria sta facendo il pane! Guarda… Qeust’espressione, riferita alla Madonna in versione umanizzata dal credo popolare perché associata ai mestieri casalinghi, si sentiva spesso al crepuscolo, quando l’aurora tingeva di rosa le nuvole e l’atmosfera, simile a quella creata dalle madri quando preparavano il forno a legna per la cottura del pane, si tingeva del colore tipico causato dalle frasche che ardevano all’interno del “cocipane”. L’aria di un caldo rosato, ben nota nelle famiglie contadine, lasciava presagire dolci leccornie associate alla panificazione vera e propria. I bambini sapevano bene che tolto il pane croccante, la mamma riponeva tra i mattoni caldi la pitta ripiena, i cicoli a riscaldare e il panetto bianco. (segue)

Saggezza antica nei detti popolari

Folklore e saggezza nel lessico popolare “su peju do cana do gucceri”. Era da tanto che non sentivo esclamazioni simili. Il lessico popolare è ricchissimo di sfumature; l’epistemologia si perde nella notte dei tempi ed è pregna di empirica saggezza. L’osservazione del quotidiano fa sì che poche azzeccate parole riescano a condensare secche significazioni: sono messo peggio del cane randagio che gironzola intorno alla macelleria: sporco di sangue e morto di fame…

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