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Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Grammatica dello scarto e routine

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 -nella poetica di Mario Iannino-  Dallo scarto della routine quotidiana alla purificazione del bianco. Né BENE Né MALE. È semplicemente così che funziona lo stare con i piedi radicati su questa terra. Vittime e carnefici di noi stessi. Contestiamo e consumiamo.  

Dall'azione pop all'assemblaggio digitale

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  Dialogo intimo con un grande maestro: Mimmo Rotella.   all'inizio fu un bacio. come sempre inizia tutto con dolcezza...  E qualche volta con pathos  Con la dolcezza di un bacio e la presenza delle api, l'immagine evoca un forte legame con la primavera, il risveglio della natura e l'inizio del ciclo della vita. Questo collage digitale unisce elementi urbani e naturali all'insegna degli insegamenti del precursore M. Rotella:   - Manifesti strappati: Rappresentano il passare del tempo, la memoria strato su strato e le storie umane che si sovrappongono. - Il bacio: Nascosto tra i frammenti di carta, simboleggia l'amore originario, l'intimità e la scintilla iniziale. - Fiori di pesco o mandorlo: Fiori bianchi e delicati che indicano la rinascita, la fragilità e la bellezza effimera. - Le api: Simbolo di laboriosità, fecondità e continuità, fondamentali per trasformare quel "bacio" floreale (l'impollinazione) in frutto.  

Il disincanto salvifico

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  L'estetica dell'emancipazione.  Confessione d'autore: L’arte contemporanea non descrive la realtà: la seziona, ne sovrappone le anime e ne denuncia le fratture. Nella sua ultima, potente manipolazione digitale, l’artista Mario Iannino ci consegna una vera e propria confessione visiva, un viaggio crudo e stratificato all’interno delle contraddizioni che animano la lotta globale per i diritti civili. Accostando icone classiche, simboli del consumismo di massa e istantanee di vulnerabilità e orgoglio sociale, Iannino rompe il silenzio della superficie per offrirci una relazione intima e universale sul senso profondo dell'emancipazione umana.

Ricerca e poetica negli anni '90

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  Archeologia del Presente: Spazio, memoria e la parabola della Dematerializzazione Digitale in "Materico 90" di Mario Iannino- Il presente saggio analizza l'opera "Materico 90" dell'artista Mario Iannino

Quanto vale una vita

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  IL COSTO DI UN’ASPIRINA. ---MORIRE DI BANALITÀ NEL SILENZIO del mondo iperconnesso--- “…l'altro, lontano da me. da me che ho il privilegio di potermi curare, fintantoché ho la forza e la possibilità di un conto in banca, e chiuso sul mio ombelico non penso alle pene altrui di quelle moltitudini di bambini che muoiono per fame e mancanza di una aspirina, non conosco le pene di una mamma che piange sullo scheletrico figlio che sta spegnendosi lentamente.”. -Dalla fotografia sociale al fotomontaggio digitale: la denuncia visiva di un mondo sintonizzato sulle frequenze dell'egoismo- RADIO INDIFFERENZA: SE IL DOLORE DI UN BAMBINO TRASMETTE SU UN ALTRO CANALE  

NiK e Hiske due vite, un sogno, il musaba

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  Nik Spatari . un visionario che ha trasformato un rudere in un sogno: il "MUSABA". È stato un incontro straordinario!

Oltre la tirannia del tempo lineare: kairos

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  Benvenuti in uno spazio dove le lancette dell'orologio smettono di dettare legge. “il tempo e la sua tirannia per i sognatori non esiste. è sempre il momento giusto per sognare!” Presentazione dell’Opera e del Manifesto: La Rivoluzione del Tempo Interiore Un'opera di Mario Iannino

Alessandro Mazzitelli, il colore che resta

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 di mario iannino Tempo di bilanci. Inevitabilmente, quando qualcuno che ha camminato accanto a noi e ha svolto con rigore la propria missione culturale nella città se ne va, ciò che rimane non è un vuoto, ma un pieno: un deposito di intelligenza, di gesti, di scelte, di passione. È un’eredità che continua a lavorare dentro la comunità, come una luce che non si spegne.  

Oltre il Museo: la bellezza non ha bisogno di archivi

 cultura. presenze. testimonianze.     La Bellezza ha bisogno di spazi per il confronto etico. Contro la museificazione del talento: il nostro invito a chi coltiva fermenti culturali in Calabria.

La città parla

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  La città parla e racconta storie. Quante ce ne sono per le vie della città? Diamo peso ai messaggi che non compaiono sotto la tendina degli smartphone?

Dal frammento al Barocco

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  Dematerializzazione contemporanea barocca È un'osservazione molto acuta. Definire un collage digitale di questo tipo come "barocco contemporaneo" è assolutamente calzante, specialmente per come reinterpreta i codici di quello stile in chiave digitale e urbana.

La scena interrotta di un artista poliedrico

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 Paolo Turrà: L’istinto della scena e il corpo del colore. Non c’era distanza tra l’uomo e la sua opera. Chi ha avuto il privilegio di incrociarlo tra Catanzaro e Roma sa che Paolo non "faceva" l’attore o il pittore: lui abitava quei ruoli con la stessa naturalezza con cui rivendicava le sue radici di Vallefiorita. Se il cinema era la sua proiezione verso l'esterno, il set perenne dove inseguire progetti anche nei tempi bui del Covid, la pittura era il suo spazio di riflessione poetica.  

Nel privé

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  Linguaggi Mutevoli (2024) – personale dell’artista Mario Iannino . Nel “Privé” erano raccolti alcuni lavori significativi : una tela 60x50 dipinta a olio nel 1990 — un ritratto — e altre opere "narranti", realizzate con tecniche digitali, ricche di citazioni e rimandi a personalità che hanno generato fermenti culturali e politici in Calabria e in Italia. P iù dei nomi, conta il loro ruolo: è con questa intenzione che l'artista ha scelto di dedicare loro parte del proprio impegno creativo, collocandoli in uno spazio riservato della galleria. Non sono stati posti ai margini di “Linguaggi Mutevoli”, ma protetti in modo quasi sacrale. Chi intendeva vederli e instaurare un dialogo doveva farlo volontariamente, poiché in quel luogo era fondamentale parlare delle "osservazioni" e delle "denunce sociali" connesse alle opere.

Il Vassoio del Privilegio

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  Oltre l’immagine: similitudini del quotidiano L'opera incarna perfettamente lo spirito dell’objet trouvé, elevando un frammento della cultura pop commerciale a testimonianza sociologica. Attraverso un assemblaggio creativo, l’oggetto smette di essere scarto e inizia a rimandare a concetti "altri". La composizione, intitolata “Friends”, si distingue per alcuni elementi chiave che intendono risemantizzare l’idea di fratellanza.

Raccontare la contemporaneità con arte

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  Voluttà e esigenze primarie contemporanee Una possibile curatela per l’opera contemporanea in visione potrebbe partire da un’idea chiave: la trasformazione del rifiuto in linguaggio. L’opera si presenta come un assemblaggio di materiali di scarto, stratificati sotto una trama di rete che li trattiene e, allo stesso tempo, li espone. Oggetti riconoscibili – un contenitore di patatine McDonald’s, frammenti di packaging, un tappo giallo, una piccola sfera metallica – emergono come reperti di un’iconografia contemporanea dominata dal consumo rapido e dalla produzione incessante di rifiuti.

Il tempo che ritorna in un’immagine

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  Un mondo intero in pochi millimetri.  Rivedere il passato attraverso una fotografia significa misurare la distanza percorsa senza perdere il senso di ciò che ci ha resi. È un esercizio di memoria, ma anche di gratitudine verso tutto ciò che abbiamo costruito. In pochi millimetri quadrati può davvero stare un mondo intero.

Oro incenso e mirra

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    In un tempo in cui la politica sembra aver smarrito ogni respiro umano, ogni capacità di pensare l’altro e di tendere al bene comune, emerge un bisogno diverso: una visione più ampia di socialità, quasi un orizzonte mistico. Non per fuggire dal mondo, ma per rimetterlo in prospettiva.  Forse è questo bisogno che spinge ad entrare in chiesa anche chi non crede alla narrazione giudaico ‑ cristiana, soprattutto nel giorno dell ’ Epifania. Quella scena antica — oro, incenso e mirra — è diventata cos ì familiare da sembrare innocua, eppure resta un racconto politico, antropologico, simbolico. Parla di nascita terrena, ma anche del senso dei doni:  - Oro: potere, ricchezza, logica del dominio   - Incenso: prestigio, sacralizzazione dell’autorità   - Mirra: fragilità, mortalità, limite. E dietro i Magi si staglia sempre l’ombra del potente che teme, controlla, manipola. È un racconto di duemila anni fa, ma descrive con precisione le dinamiche att...

Tricivare: vocabolo affettuoso, inventato

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  Est/etica in atto: una visita all’officina del necessario. Il rapporto tra estetica ed etica, per chi crea con coscienza, non è una scelta ma una condizione. Nei creativi autentici, è un legame indissolubile, una tensione fertile che genera forma e pensiero. Anche Mario Iannino, da sempre seminatore di testimonianza visiva, cerca quell’equilibrio: non come compromesso, ma come crocevia. Oggi gli ho fatto visita. L’ho " tricìvato",  direi così, con questo verbo che mi viene dal cuore e dalla lingua viva, “ tricìvare ”: un vocabolo inventato che sa di visita affettuosa, di osservazione discreta e complice, per aggiungere una nota di testimonianza viva. L'ho trovato intento a lavorare su "est/etica". Era immerso nel gesto, tra cartone, rete, impasto. Non c’era spettacolo, ma concentrazione. Non c’era posa, ma cura. Il polimaterico semitombato prendeva forma sotto le sue mani, come se ogni frammento dovesse trovare il suo posto non solo sulla superficie, ma nella ...

Le necessità. La Necessità

   "riflessione sull’arte come “gioco inutile ma necessario”: L’arte come gioco necessario: tra creatività e resistenza Abstract In un’epoca dominata dalla razionalità economica e dalla logica dell’efficienza, l’arte viene spesso relegata a un ruolo marginale, considerata un’attività superflua, un “gioco” privo di utilità concreta. Questo articolo intende ribaltare tale prospettiva, sostenendo che proprio nella sua apparente inutilità risiede la funzione più profonda e necessaria dell’arte: quella di preservare l’umano, contrastare la distruzione e offrire visioni alternative alla realtà imposta dal potere. Attraverso un’analisi critica e interdisciplinare, si esplora il valore dell’arte come forma di resistenza simbolica e come spazio di libertà creativa.  L’arte e il sospetto dell’inutilità Nel dibattito contemporaneo sul ruolo della cultura, l’arte è spesso oggetto di un paradosso: celebrata come espressione sublime dello spirito umano, ma al contempo svalutat...

Scarti d'identità

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  50x67 Mario Iannino – Scarti d’identità   L’arte come archivio del quotidiano e resistenza visiva Nel lavoro di Mario Iannino, l’ assemblaggio polimaterico diventa linguaggio critico e poetico. L’artista calabrese costruisce le sue opere con materiali di scarto—capsule di caffè esauste, cartoni, etichette, manifesti strappati—trasformando il rifiuto in racconto, il frammento in memoria. La sua è una pratica che affonda le radici nell’ arte povera , ma si distingue per una forte componente territoriale e politica. La Calabria è il fulcro simbolico della sua ricerca: non solo come luogo geografico, ma come spazio identitario, storico e affettivo. Le sagome della regione, gli stencil , i riferimenti ai referendum e alle lotte civiche diventano strumenti di resistenza visiva. L’opera non si limita a rappresentare: interroga, provoca, coinvolge. In una delle sue recenti composizioni più emblematiche, una cravatta di carta arancione attraversa verticalmente la scen...

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

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TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

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La Cucina Calabrese

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