Familismo, cos'è?
Il legame tra il concetto di familismo amorale, la gestione politica del terremoto dell'Irpinia del 1980 e l'attuale assetto delle politiche sociali e territoriali del governo Meloni
offre una chiave di lettura lucida su come il clientelismo italiano si sia trasformato da "pratica di sopravvivenza" a "strategia di Stato".
Ecco l'analisi dettagliata di questa evoluzione, divisa per pilastri storici e sociologici:
· Il
presupposto sociologico: Il "Familismo Amorale"
Il concetto, coniato dal sociologo americano Edward C.
Banfield nel 1958 durante il suo studio su un piccolo paese della Basilicata
(nel libro The Moral Basis of a Backward Society), descrive una precisa
disposizione culturale: l'incapacità dei cittadini di agire insieme per il bene
comune, dettata dall'esclusivo interesse per il benessere materiale immediato
del proprio nucleo familiare.
Nel contesto meridionale post-bellico e degli anni
successivi, il familismo amorale non era una tara genetica, ma una risposta
razionale alla totale assenza dello Stato. Se le istituzioni non garantiscono i
diritti, l'individuo si affida alla famiglia e cerca la
"sotto-protezione" del potente di turno.
Il Laurismo si era innestato perfettamente in questo vuoto: il politico non era visto come un rappresentante dei diritti civili, ma come un "capofamiglia allargato" che distribuiva favori.
· 2.
L'Irpinia 1980: Il Familismo diventa "Sistema di Stato"
Il devastante terremoto del 23 novembre 1980 in Campania e
Basilicata rappresenta il momento in cui il familismo amorale esce dalla
dimensione antropologica dei piccoli paesi ed entra nei palazzi della politica
romana, istituzionalizzandosi attraverso la Democrazia Cristiana (in
particolare la corrente dorotea e l'asse di Antonio Gava).
E produsse la moltiplicazione dei pani e dei pesci
(industriali):
Con la legge 219/1981 per la ricostruzione, lo Stato stanziò
cifre astronomiche (quantificate in seguito in oltre 60.000 miliardi di lire).
Per distribuire questi fondi, non si guardarono le reali
necessità del cratere sismico, ma si estesero i confini dell'area terremotata a
centinaia di comuni mai toccati dalle scosse, pur di distribuire finanziamenti
a pioggia a cooperative, imprese locali e clientele di riferimento.
Avvenne cosi il fenomeno “politico” dell'industrializzazione
fantasma:
Il clientelismo non distribuiva più pacchi di pasta, ma autorizzazioni per insediamenti industriali in zone montane isolate.
Intere fabbriche vennero finanziate, costruite e mai aperte,
o chiuse dopo pochi mesi. Queste operazioni servivano unicamente a generare
posti di lavoro temporanei e subappalti per le imprese vicine ai politici
locali e, in molti casi, alla criminalità organizzata (Nuova Camorra
Organizzata).
Il risultato storico
fu che le esigenze dei territori intese come persone fisiche, famiglie e povera
gente messa in ginocchio dagli eventi naturali, come in Irpinia nel 1980, l'emergenza
potesse diventare la più grande risorsa economica per il mantenimento del
consenso politico. Il cittadino riceveva la sua "scarpa destra" sotto
forma di sussidio o impiego nella ricostruzione, ma perdeva lo sviluppo
strutturale del proprio territorio.
·
3. La strategia del Governo Meloni: Dal
clientelismo di sussidio alla "Patria Familistica"
Arrivando all'assetto politico odierno, l'esecutivo guidato
da Giorgia Meloni si muove in un contesto radicalmente mutato, ma applica una
strategia che dialoga profondamente sia con il familismo strutturale italiano,
sia con il superamento del vecchio modello di assistenza.
·
La strategia attuale si articola su tre
direttrici principali:
Direttrice A:
La centralità della Famiglia come ammortizzatore sociale unico
Il governo Meloni ha impostato la propria narrazione
e le proprie misure economiche (come la rimodulazione dell'assegno unico o i
bonus per la natalità) rimettendo la famiglia tradizionale al centro dello
Stato.
In termini sociologici, questo approccio
istituzionalizza il familismo. Lo Stato delega storicamente alla famiglia il
welfare che non riesce a garantire (cura degli anziani, asili nido
insufficienti, disoccupazione giovanile).
Invece di potenziare i servizi pubblici universali (la
"cosa pubblica"), si erogano micro-incentivi o sgravi fiscali legati
al nucleo familiare, riproducendo lo schema per cui il benessere dipende dalla
stabilità della propria cerchia ristretta.
· B.
La transizione dal "Reddito di Cittadinanza" all'Assegno di
Inclusione
Il Reddito di Cittadinanza (introdotto dal M5S) era
stato accusato dai detrattori di essere una forma di "Laurismo
moderno" (voti in cambio di un sussidio monetario diretto).
Il governo Meloni ha smantellato quella misura sostituendola
con l'Assegno di Inclusione, destinato solo ai nuclei familiari con soggetti
fragili (minori, anziani, disabili).
La logica politica: Spostare il welfare dal singolo
individuo "occupabile" alla famiglia protetta. Chi è giovane e
occupabile deve accettare le regole del mercato del lavoro, anche se precario.
Questo riduce la dipendenza dal sussidio statale diretto alla "Lauro",
ma spinge nuovamente il cittadino a rifugiarsi nelle reti di protezione private
o nei rapporti di forza datori di lavoro/lavoratori non mediati dallo Stato.
· C.
L'Autonomia Differenziata: Il rischio del clientelismo territoriale
La riforma dell'Autonomia Differenziata (fortemente
voluta dalla Lega e approvata dalla maggioranza) rappresenta l'evoluzione
geopolitica del tema. Permettendo alle singole regioni di trattenere il gettito
fiscale per gestire materie chiave come sanità e istruzione, si rischia di
spaccare il Paese.
È, in definitiva la consacrazione della nuova forma di
familismo regionale!
Dal familismo individuale si passa al "familismo
territoriale", in cui i diritti civili non sono più universali ma
legati al territorio di appartenenza.
Le regioni più ricche mantengono le proprie risorse,
mentre i governatori del Sud rischiano di dover gestire la scarsità tornando a
utilizzare i pochi fondi centrali residui in modo strettamente clientelare per
garantire servizi minimi, esattamente come avveniva nella gestione
post-terremoto del 1980.
Ed ecco la sintesi che racconta sul filo logico la nostra
tesi dal 1952 al 2026
- Lauro (1952): Sfrutta la miseria individuale
scambiando beni materiali con voti. Il cittadino è un cliente.
DC/Irpinia (1980):
Sfrutta la catastrofe naturale per canalizzare il denaro pubblico verso il
nucleo familiare e l'impresa amica. Il cittadino è un dipendente dello
Stato-Partito.
Governo Meloni
(Oggi): Prende atto della scarsità delle casse pubbliche e della fine dei
grandi flussi di spesa. Non potendo più distribuire "scarpe" a tutti,
ideologizza la famiglia come nucleo di sopravvivenza economico e trasforma il
welfare da diritto universale a tutela mirata o incentivo corporativo.
Il familismo amorale di Banfield, nato come critica
all'arretratezza del Sud, si è tradotto nel tempo in una prassi di governo
nazionale: quando lo Stato centrale abdica alla costruzione di un welfare
universale e di infrastrutture uguali per tutti, la famiglia (o la fazione
territoriale) resta l'unica scarpa rimasta da indossare per non camminare a
piedi nudi.
