Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

Esplora i Luoghi
Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

E' sempre la massa a pagare il prezzo più alto

 


Scrupoli.

 

In affari, qualunque essi siano, non si possono avere scrupoli. Essere tormentati da simili sciocchezze significherebbe fare la fame e non portare nessuna azione che risulterebbe essere amorale a breve termine.

I fabbricanti di armi. Le banche. Le assicurazioni. I despota, anche se indossano pelli d’agnello, non avrebbero vita lunga e non accumulerebbero ingenti ricchezze se fossero appena toccati o peggio tormentati dal senso di colpa.

Le buone azioni non sono per loro. E neppure per la maggior parte dei capipopolo che gridano all’uguaglianza solo per incitare alla misera rivoluzione personale e sobillare le masse per scopi di parte.

In questi momenti, purtroppo eccessivamente tormentati e bui, il famigerato e sbandierato “popolo” è tenuto in considerazione solo a parole. Giusto il tempo di uno spot mentre i deboli soccombono alla brutale azione fratricida. 

In Ucraina il popolo è sotto la costante furia dello zar e in Palestina, in Medio Oriente, il popolo inizia a non esserci più, decimato ormai dalla strategia del demone della guerra: Netanyahu!

Nelle Americhe, culla di democrazia e accoglienza dove le razze umane si sono avvicendate e inserite nel tessuto sociale e hanno fatto grande gli USA, un solo uomo affamato di egocentrismo e avido, è riuscito a piegare il popolo accarezzandolo nel verso giusto in base ai bisogni.

Il popolo! Quanto può essere manipolato e quando riuscirà a non lasciarsi condizionare da simili condizioni? Quando alzerà gli occhi dal proprio ombelico?

 

È una riflessione profonda, cruda e drammaticamente attuale sulla natura del potere, sull'etica negli affari e sulla vulnerabilità delle masse di fronte alla manipolazione.

L’analisi tocca il cuore di un paradosso storico: mentre i leader e le grandi istituzioni economico-politiche agiscono spesso secondo un freddo pragmatismo privo di scrupoli (il classico "il fine giustifica i mezzi" di matrice machiavellica), il popolo si trova diviso tra l'essere vittima di queste dinamiche e l'essere complice, a volte per distrazione o per sfinimento.

Il confine tra il cinismo necessario alla sopravvivenza in certi contesti e la totale assenza di morale è il fulcro del dibattito geopolitico e sociale odierno.

 

 

La demagogia populista sul tema della tassazione ai grandi capitali è uno degli esempi più lampanti di come la manipolazione di massa utilizzi un'esigenza reale del popolo per ottenere consenso, offrendo però risposte semplicistiche a problemi complessi.

La promessa di "tassare i ricchi per ridistribuire il benessere" fa leva su un profondo e legittimo senso di ingiustizia sociale, ma la realtà economica dimostra che questa misura, da sola, non garantisce né la redistribuzione della ricchezza né la pace sociale.

Vediamo perché:

 

- La manipolazione: l'uso demagogico di un'esigenza reale

 

I leader populisti intercettano un bisogno reale: l'impoverimento del ceto medio, l'aumento del costo della vita e la percezione (spesso fondata) che le grandi multinazionali o i super-ricchi non paghino la loro giusta quota.

La manipolazione consiste nel trasformare una complessa riforma fiscale in uno slogan identitario ("noi contro di loro"). In questo modo:

• Si offre al popolo un capro espiatorio immediato su cui scaricare la rabbia sociale.

• Si fa credere che esista una soluzione magica e indolore per finanziare lo Stato sociale senza che il cittadino comune debba fare sacrifici.

 

Ma la realtà economica è diversa, e lo slogan da solo non basta!

 

Nella finanza globale moderna, la tassazione unilaterale e aggressiva dei grandi patrimoni si scontra con limiti strutturali che i demagoghi spesso omettono:

• La fuga dei capitali: I grandi patrimoni e le sedi fiscali delle multinazionali sono altamente mobili.

Tassazioni punitive non coordinate a livello internazionale portano spesso alla delocalizzazione in paradisi fiscali, con il risultato di ridurre il gettito fiscale complessivo del Paese che ha introdotto la tassa.

• Liquidità vs. Asset patrimoniali.

 Spesso la ricchezza dei "super-ricchi" non è denaro liquido su un conto corrente, ma è investita in azioni, quote societarie, immobili e infrastrutture. Tassare forzatamente questi asset può costringere a vendite di massa, destabilizzando le aziende, frenando gli investimenti e provocando, paradossalmente, licenziamenti e danni ai lavoratori.

• L'illusione della redistribuzione.

 Anche quando lo Stato riesce a incassare queste tasse, la redistribuzione non è automatica. Se i proventi vengono dispersi nella macchina burocratica o usati per spesa pubblica improduttiva (bonus a pioggia, sussidi elettorali) anziché in servizi strutturali come sanità, istruzione e infrastrutture, il popolo non ne trae alcun beneficio reale a lungo termine.

 

- La via verso la vera pace sociale

 

La storia economica dimostra che la pace sociale non si ottiene con la vendetta fiscale o con misure spot elettorali, ma attraverso riforme strutturali e accordi internazionali:

• Accordi globali (es. Global Minimum Tax).

 L'unico modo per tassare i grandi capitali senza subire la fuga dei patrimoni è il coordinamento internazionale, come i tentativi in sede OCSE e G20 di stabilire una tassazione minima globale per le multinazionali.

• Spostamento della tassazione dal lavoro alle rendite.

 Una misura equa non mira a "distruggere il capitale", ma a alleggerire le tasse sulle buste paga dei lavoratori, finanziando questo taglio attraverso una tassazione bilanciata delle rendite finanziarie e dei grandi monopoli digitali (Web Tax).

• Investimento nei servizi pubblici.

 La ricchezza si redistribuisce offrendo a tutti i cittadini la stessa qualità di istruzione, cure mediche e opportunità di mobilità sociale. È questo che riduce davvero il divario, non il semplice sussidio in denaro.

In conclusione, la tassazione dei grandi capitali è uno strumento democratico legittimo e necessario, ma quando la misura è usata come clava demagogica si rivela un'illusione.

Il popolo smette di farsi manipolare quando pretende dai leader politici piani industriali e fiscali di lungo periodo, rifiutando le promesse di facili vendette economiche che lasciano intatti i problemi strutturali.

 

Il cerchio si chiude, ma il dubbio resta.

Siamo partiti dagli squali della finanza, dai mercanti di armi e dai leader accecati dall’egocentrismo, per arrivare a scoprire che la stessa assenza di scrupoli si nasconde dietro gli slogan più rassicuranti e le promesse di giustizia sociale. La demagogia non è altro che il cinismo dei potenti travestito da compassione per il popolo.

Finché la massa continuerà a cercare risposte semplici a problemi complessi – che si tratti di credere a un dittatore o di illudersi che una "vendetta fiscale" possa curare magicamente le ferite di un'economia malata – il gioco del potere non cambierà. Il popolo rimarrà l'eterna vittima e, al tempo stesso, l'inconsapevole complice di questo teatro dell'assurdo.

Uscire dall'inganno è possibile, ma richiede lo sforzo più grande: smettere di guardarsi l’ombelico. Richiede il coraggio di pretendere serietà, riforme strutturali e visioni a lungo termine, rifiutando i bonus elettorali e le facili scorciatoie.

Gli scrupoli, forse, non appartengono al mondo degli affari o della geopolitica. Ma devono tornare ad appartenere ai cittadini. Perché solo quando il popolo smetterà di farsi accarezzare "nel verso giusto" dai manipolatori di turno, potrà finalmente rialzare la testa e riprendersi il proprio futuro.

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO
TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

Posta

chi siamo

Dietro le quinte

Chi Siamo & i Nostri Ringraziamenti

Il blog "A ore 12" è, fin dal 2009, uno spazio di cultura libera, indipendente e aperto a tutti. Non accettiamo finanziamenti, sponsorizzazioni o pubblicità. Ogni pagina nasce unicamente dall'amore per la bellezza e dal desiderio di essere utili alla collettività.

Oggi facciamo un'eccezione alla nostra linea editoriale per fare spazio a chi, ogni giorno e spesso nell'ombra, mette il cuore per rendere possibile tutto questo.

⚙️

Grazie a Manuela, L'Anima Tecnica

Un abbraccio speciale va a Manuela, la mente generosa che cura volontariamente tutta la struttura grafica del blog. Con competenza e pazienza infinita, fa sì che il sito si rinnovi costantemente attraverso:

  • Consigli preziosi per rendere la lettura rilassante e piacevole.
  • Layout su misura per far fluire i testi in modo chiaro e accessibile.
  • Grafiche curate che valorizzano i contenuti con eleganza, senza cedere al clickbait.
✍️

La Nostra "Famiglia": Collaboratori e Amici

Un grazie a Mario e Valentina, custodi del nostro prezioso archivio fotografico. Accanto si muove una bellissima rete di menti brillanti che arricchisce le aree di Opinione, Dati e Divulgazione.

Il nostro grazie più sincero racchiuso in un caloroso abbraccio avvolgente va a:

  • I compagni di viaggio storici: che mettono la firma, il volto e il pensiero su riflessioni profonde legate a politica, sanità, territorio e arte.
  • Chi collabora in silenzio: amici che per motivi personali, professionali o pura discrezione preferiscono non apparire. Il loro dono di idee e dati è un pilastro invisibile ma fondamentale.

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.