Le generose misure di Giorgia
Grazie Giorgia, finalmente!
È vero, siamo tutti sempre scontenti e insoddisfatti delle
decisioni politiche dei vari governi.
Giorgia Meloni aveva promesso tante cose. Tutti problemi sentiti che toccano la pancia degli italiani, specialmente dei più bisognosi. E sono tantissimi!
Aveva promesso lotta alle banche, ai balzelli impopolari che fanno lievitare le bollette. Aveva promesso tante cose ma, arrivati lì, al governo della cosa pubblica si è accorta, semmai non lo sapesse già, che è impossibile scardinare porte blindate e sorvegliate dalle lobby.
La povera paladina del popolo non ha potuto fare niente! Niente contro i poteri forti ma, pensa che ti ripensa, ecco un varco: rimodella qualcosa nei balzelli dello Stato. Temporaneamente! Giusto il tempo di riprendere il timone del potere: elimina solo per il 2027 la tassa di circolazione ch’è gestito dalle regioni.
Ma non c’era bisogno di farlo! Non adesso. A ridosso delle
elezioni politiche che ha il sapore di una prebenda, qualcuno direbbe “marchetta”
preelettorale”- eppure, ha tacciato Tridico quando la mise nel suo programma alla
elezioni regionali calabresi di essere la copia di Cetto La qualunque.
Leggo e ascolto molte critiche delle opposizioni. Critiche e parole volgari che non hanno niente di analisi politica. Sono inclementi!
Non che ami alla follia l ‘attuale governo come d0altronde
non ho amato quelli precedenti ogni qualvolta hanno pensato di indorare la pillola.
Sono del parere che la Politica è servizio! E come tale dev’essere inteso sempre.
Andando dritti al punto, la misura approvata dal Consiglio
dei ministri ha sollevato forti perplessità sul piano economico e sociale,
proprio per i motivi evidenziati. Economisti ed esperti di finanza pubblica rilevano
come un'esenzione lineare basata solo sulla potenza del veicolo (sotto gli 80
kW) non sia uno strumento idoneo a contrastare le disuguaglianze.
I nodi critici evidenziati dalle analisi tecniche si concentrano su aspetti macroscopici conosciuti:
-Assenza di criteri di reddito: La norma non prevede tetti
ISEE o parametri legati alla situazione economica del contribuente. Di
conseguenza, l'esenzione si applica indistintamente al proprietario di una
utilitaria in difficoltà economica e a chi possiede un veicolo della stessa
potenza come seconda o terza auto di famiglia in un contesto di reddito
elevato.
- Problema delle coperture e della regressività: Il
provvedimento ha un costo stimato di circa 2,36 miliardi di euro. Poiché nella
bozza non sono dettagliate coperture strutturali, il rischio segnalato dai
tecnici è che queste risorse siano sottratte ad altre voci di spesa pubblica
(come sanità o trasporti locali, spesso finanziati dalle Regioni che incassano
il bollo) o compensate da imposte indirette, finendo per colpire in modo
sproporzionato proprio le fasce più deboli.
-Selettività mancata: Gli studiosi di politiche pubbliche
ricordano che i sussidi o gli sgravi "universali" legati a un bene
d'uso (e non alla persona) sono inefficienti se l'obiettivo è il sostegno alla
povertà.
Come avrebbe potuto agire un intervento focalizzato sui meno abbienti?
Secondo i modelli di giustizia fiscale suggeriti da
economisti ed esperti del settore, per aiutare concretamente le sacche di
popolazione in affanno si sarebbero potute percorrere strade differenti e più
mirate:
- Sgravi tarati sull'ISEE: Invece di azzerare la tassa a
pioggia sulla base dei kW, si sarebbe potuto introdurre una progressività o
un'esenzione totale del bollo limitata esclusivamente ai nuclei familiari sotto
una determinata soglia di reddito certificata, lasciando la tariffa piena per i
redditi medio-alti.
- Rafforzamento dei trasferimenti diretti: Destinare quei
2,36 miliardi di euro al potenziamento della carta "Dedicata a te"
per i beni di prima necessità o all'incremento dei fondi per il contrasto alla
povertà energetica (bonus bollette), che impattano in modo molto più diretto
sul bilancio mensile di una famiglia indigente.
- Finanziamento del trasporto pubblico locale: Spostare le
risorse sul comparto dei trasporti per azzerare o ridurre drasticamente il
costo degli abbonamenti di bus e treni per i lavoratori e gli studenti a basso
reddito, fornendo un aiuto concreto anche a chi non può permettersi un'auto di
proprietà.
Quanto detto poc’anzi non avrebbe portato acqua al mulino di
Giorgia. Quindi meglio una sforbiciata alla “tassa più odiata” come dice la
stessa Giorgia. Così sakva capre e cavoli, in senso metaforico.
Sia ben chiaro, la tassa sulla macchina come quella per la
rai sono le più invise perché ritenute inique. Quindi, che ben venga l’elisione
ma … abbiamo la benzina a quota 2eurio e trentatré, 9; le bollette domestiche
impazzite e la povertà pro-capite galoppante.