Diabolicamente vostri ...
I tre scenari descritti di seguito delineano un quadro in cui la violenza cessa di essere "soltanto" un atto distruttivo e si trasforma in spettacolo, consumo o deliberata esibizione di forza, sollevando profondi interrogativi etici e giuridici a livello internazionale.
Ognuno di questi tre casi, pur nelle proprie specificità, mette in luce il rischio di un regresso civile, in cui la barriera tra l'applicazione della legge (o il contesto bellico) e il voyeurismo della crudeltà rischia di assottigliarsi pericolosamente.
La punizione non è mirata alla riabilitazione educativa ma
al pruriginoso tarlo della morte etica impadronitasi dei cervelli già infetti
da virus diabolicamente disumani.
La realtà contemporanea e la storia recente continuano a proporre scenari che interrogano profondamente l'etica e la coscienza collettiva.
I tre eventi menzionati, pur differenti per contesto storico
e geografico, condividono una forte carica di brutalità e la
spettacolarizzazione della violenza.
Mi riferisco alle notizie di qualche tempo addietro: Il "Safari umano" a Sarajevo (1992-1996)
La notizia dei cosiddetti "cecchini del weekend"
ha suscitato un'ondata di sdegno e incredulità. L'inchiesta, aperta dalla
Procura di Milano, indaga sull'ipotesi che ricchi cittadini occidentali — tra
cui imprenditori, notai e professionisti italiani — abbiano pagato cifre enormi
(stimate intorno ai 100.000-300.000 euro) alle milizie assedianti per essere
portati sulle colline intorno a Sarajevo durante la guerra in Bosnia.
L'obiettivo era, per loro, depravati mentali, provare il
brivido dell'adrenalina sparando sui civili inermi, inclusi donne e bambini.
Questa agghiacciante realtà è emersa anche grazie al documentario Sarajevo
Safari del regista Miran Zupanič.
E, per ultimo, in per odine di tempo alle dichiarazioni di Itamar Ben-Gvir.
Il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, esponente
dell'estrema destra, ha più volte sostenuto pubblicamente posizioni radicali
riguardo al trattamento dei detenuti considerati "nemici" dello Stato
o terroristi. Tra le sue proposte e dichiarazioni programmatiche figurano
l'introduzione della pena di morte e l'inasprimento estremo delle condizioni
detentive, dinamiche che hanno costantemente riacceso il dibattito
internazionale sui diritti umani e sulla giustizia punitiva. E che, per tali irragionevoli
teorie da diabolici mentecatti, ha fatto costruire ul macabro teatro per l’esecuzione.
E poteva restare indietro il non etichettabile Donald? Quello
che dice tutto e il contrario di tutto. Nel suo personalissimo talk show l’effetto
sorpresa non manca mai. E dagli Stati
Uniti, arriva la notizia della fucilazione in diretta streaming dei condannati
a morte.
La notizia legata alla "diretta streaming" è di strettissima attualità.
Il Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha annunciato il piano del Pentagono di trasmettere online in diretta streaming la prossima esecuzione militare di Nidal Hasan, l'ex psichiatra dell'esercito condannato a morte per la strage del 2009 alla base militare di Fort Hood.
Questi i dettagli: L'esecuzione è stata approvata tramite
fucilazione (plotone d'esecuzione) ed è programmata per il 3 dicembre 2026.
Le reazioni: La proposta di trasmettere l'evento in
streaming ha scatenato durissime condanne globali e interne.
L'ONU ha equiparato la trasmissione pubblica a una forma di tortura, mentre la Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti ha definito il piano "barbarico" e una promozione della "cultura della morte".
Perfino all'interno dell'amministrazione repubblicana sono
emersi forti dubbi: il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che, se trasmessa,
lui non la guarderà, e lo stesso Presidente Trump ha frenato, affermando che
una determinazione definitiva sul live streaming deve ancora essere presa.
Ma di lui non ci si può fidare.

