Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

La Solidarietà è un costo!

 

C'è un dramma sociale che si ripete sempre. i popoli in affanno, la gente che sta male e che non ha niente da mangiare, non ha un tetto o un riparo degno di essere chiamata casa, devono emigrare. spostarsi per sopravvivere... noi, "benestanti" li respingiamo nelle loro misere vite. lì condanniamo a morte certa. la marea di gente che si è gettata a mare per approdare sulla spiaggia di Ceuta, avamposto coloniale spagnolo nel continente africano, riassume la disperazione di chi sta male e sottolinea il nostro cinismo.

 


Il tema delle migrazioni forzate e degli eventi di Ceuta tocca nodi profondi della geopolitica attuale. La questione solleva un dibattito complesso che divide l'opinione pubblica e la politica globale tra imperativi umanitari e gestione della sicurezza.

La prospettiva umanitaria esiste in percentuale e si divide tra chi vede in questi eventi una tragedia umanitaria e sottolinea il diritto alla sopravvivenza delle persone in fuga da guerre, persecuzioni, carestie e povertà estrema, è considerata l'unica opzione per non morire.

C’è, il dovere di accoglienza! Imprescindibile. Si richiama la responsabilità morale delle nazioni più ricche e il rispetto dei diritti umani universali.

E muove critiche alle barriere geografiche e, peggio, ai muri in cemento e acciaio.

 I respingimenti e la militarizzazione dei confini sono un rifiuto indegno delle civiltà evolute e un assassinio non soccorrere le popolazioni in grave pericolo.

Gli Stati guidati cinicamente da persone utilitaristiche vedono, negli esodi forzati dalla miseria, instabilità sociale e invocano una prospettiva degli Stati e della sicurezza, sostenendo la necessità di controlli rigorosi ai confini.

Fanno proseliti sulla sovranità nazionale e il diritto e il dovere di ogni Stato di controllare le proprie frontiere e stabilire chi può accedere al territorio.

Monitorano la capacità di assorbimento e fanno congetture amplificando le preoccupazioni legate alla sostenibilità economica, sociale e logistica di flussi migratori non regolati.

E, strumentalizzando i fatti di cronaca, il contrasto all'illegalità condensa la necessità di combattere le reti di trafficanti di esseri umani e di garantire la sicurezza pubblica e interna in leggi restrittive.

Con l'auspicio di ritornare umani, condividere e accogliere, includere e non schiavizzare chi già è provato dalla vita stessa dal momento in cui è nato, gradirei che si riscoprisse il concetto di empatia.

Purtroppo, Freddamente: Il tema delle migrazioni forzate, emblematicamente rappresentato dai drammatici eventi di Ceuta, mette a nudo la profonda frattura tra la disperazione di chi fugge per sopravvivere e la complessità delle risposte geopolitiche globali.

Da un lato, la prospettiva umanitaria impone di considerare queste migrazioni come una tragica necessità per sfuggire a guerre, carestie e povertà assoluta, richiamando le nazioni più ricche al dovere morale dell'accoglienza, al rispetto dei diritti umani e alla critica verso la militarizzazione delle frontiere. Dall'altro lato, le esigenze di sicurezza degli Stati sollevano questioni legate alla sovranità nazionale, alla gestione logistica ed economica dei flussi non regolati e al contrasto verso le reti illegali di trafficanti di esseri umani.

Lo scontro tra solidarietà universale e rigore normativo evidenzia la difficoltà di trovare un equilibrio tra la tutela della vita umana e la governabilità dei confini. L'auspicio fondamentale che emerge da questa riflessione è quello di saper ritornare umani, riscoprendo il valore della condivisione, dell'accoglienza e dell'inclusione, per contrastare ogni forma di sfruttamento e marginalizzazione.

La solidarietà è un costo! E' vero, ma può trasformarsi in investimento futuro per i pragmatici, per usare un eufemismo

 

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