Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Artecontemporanea tra teoria e pratica

 -parliamo di Creatività e dei meccanismi connessi-

L’esercizio odierno consiste nel fare una passeggiata nella cronaca di tutti i giorni. Meditare sui percorsi mentali che hanno accompagnato e guidato i pionieri della “visione”, non definiti tali perché visionari ma per la loro sensibilità creativa dei rimandi e le assonanze con le tensioni emotive fornite dagli input ricevuti, assimilati, sedimentati e rimodulati.

Un po’ d’analisi critica per comprendere il percorso storico e concettuale prima del colpo di scena finale. Il saggio è nato lentamente e, partendo dalle origini, lentamente la narrazione ci fa scoprire un percorso inatteso. Un colpo di scena come nei migliori testi di letteratura. È un punto di vista nuovo per un saggio accademico e lo fa sembrare più una narrazione letteraria piuttosto che un mero testo critico d’arte contemporanea. Accattivante! Un pamphlet altro, in cui la scoperta affascina e il lettore ripercorre lo stesso cammino storico e analitico compiuto da noi, per poi arrivare al disvelamento finale con un forte impatto emotivo (pathos). Usiamo il nucleo di questa intuizione, trasmutandola in un registro filosofico capace di agganciare subito lo sguardo e preparare il terreno per l'imprevisto. Incominciamo, dunque.

 


 

Questo saggio analizza l'evoluzione concettuale dell'arte contemporanea partendo dagli stimoli quotidiani e dai processi mentali dei suoi pionieri.

La narrazione adotta una struttura insolita per un testo accademico di nicchia, indirizzato agli addetti ai lavori. La presente riflessione nasce dal presupposto di farsi guida per il lettore poco addentro alle sfumature poetiche della visione e accompagnarlo attraverso una rigorosa ricostruzione storica per poi condurlo a un ribaltamento prospettico finale. Una capriola, o una giravolta meditata?

L'obiettivo è trasformare l'analisi critica in un percorso filosofico ed emotivo, dove la rivelazione conclusiva ridefinisce l'intera comprensione del fare creativo e dell'opera realizzata.

 


L'opera nell'immagine è un esempio emblematico di collage digitale contemporaneo (o fotomontaggio digitale), una tecnica evoluta del collage tradizionale che fonde elementi della Pop Art, della Street Art e del Dadaismo. 

La composizione unisce in modo caotico icone pubblicitarie consumistiche (come le scatole di Corn Flakes e scritte commerciali) a immagini drammatiche e ad alto impatto emotivo (come il bambino che piange sulla destra), sovrapponendo forme astratte vettoriali, pennellate digitali sature e dettagli figurativi nitidi (come i papaveri rossi al centro).

Consideriamo le caratteristiche della tecnica in esame e vediamo come e perché la manipolazione digitale attualizza il contemporaneo.

Il collage digitale si basa sugli stessi concetti teorici nati con le avanguardie del Novecento, ma si sviluppa attraverso software di manipolazione grafica (come Adobe Photoshop) e strumenti digitali e la giustapposizione concettuale de-costruttiva.

La giustapposizione concettuale consiste nell'accostare due o più idee, immagini o concetti teoricamente distanti o opposti, senza inserire elementi di transizione.

Nel contesto della presente analisi, questa tecnica produce tre effetti chiave:

 

·       L'impatto visivo o logico tra elementi contrari cattura subito l'attenzione del lettore.

·       Crea nuovi significati. il cervello di chi legge cerca un legame invisibile, trovando un senso inedito nella loro vicinanza.

·       Prepara il colpo di scena: accumula una tensione intellettuale che esplode poi nel ribaltamento finale.

 

Un esempio pratico nell'arte è l'accostamento tra un oggetto quotidiano banale (la cronaca spicciola) e una riflessione filosofica alta.

Per applicare questa tecnica all’introduzione, possiamo:

 

·       Scegliere i due concetti antitetici da far scontrare subito.

·       Stabilire la tensione logica da mantenere nei primi paragrafi.

·       Progettare come questa frizione debba esplodere nel finale.

 

Accostare immagini provenienti da contesti opposti (pubblicità, fotocronaca, grafica astratta) per generare uno “shock” visivo e caricare un nuovo significato nell’operazione. 

La cultura del "Cut and Paste" riflette l'era dell'overload informativo e della frammentazione della realtà virtuale, in cui l'artista rielabora e ricicla immagini preesistenti della rete o dei mass media. Oppure fagocita immagini e messaggi e li conserva nel suo database nell’attesa del “parto”.

La Stratificazione (Layering), ovvero l'utilizzo di livelli digitali, permette di fondere trame, opacità e stili diversi (il contrasto tra la sgranatura delle vecchie stampe e la pulizia dei vettori digitali) ha affascinato gli operatori visivi da sempre, e i pittori “artigiani” hanno anticipato nelle velature e nei rimandi, i ripensamenti fino, appunto, all’avvento dei nuovi media.

 

n  Artisti chiave e punti di riferimento

La genealogia di questa tecnica unisce i pionieri del collage analogico ai moderni esponenti digitali:

 

-- I pionieri storici (Le radici) --

 

n  Hannah Höch   & Raoul Hausmann all’inizio degli anni del '20 Furono i primi a usare il fotomontaggio con ritagli di giornali per fare satira politica e critica sociale alla società dei consumi.

 

n  Mimmo Rotella Celebre per aver strappato i manifesti pubblicitari dalle strade per rivelare gli strati sottostanti. L'estetica "strappata" e stratificata dell'immagine digitale proposta riprende direttamente il suo linguaggio visivo.

 

n  Richard Hamilton & Robert Rauschenberg  (Pop Art / New Dada): Hanno sdoganato l'uso di immagini pubblicitarie, fumetti e frammenti di cultura di massa accostati sulla tela.

 

n  Artisti contemporanei e digitali

 

--Martha Rosler  Celebre per i suoi fotomontaggi politici che accostano scene di guerra a contesti domestici o pubblicitari patinati, una scelta concettuale molto vicina al contrasto presente nell’immagine pubblicata.

-- Eduardo Recife Artista e illustratore brasiliano che fonde magistralmente vecchie pubblicità vintage, scritte tipografiche degradate, macchie di colore e vettori digitali.

-- Wangechi Mutu Artista contemporanea che utilizza il collage (sia analogico che digitale) per decostruire e ricostruire l'identità e il corpo, mescolando ritagli di riviste di moda, immagini mediche e pittura.

-- Mario Iannino artista contemporaneo italiano che incarna perfettamente l'evoluzione di questa tecnica, lavorando proprio sul confine sottile tra materia fisica e manipolazione digitale.

La sua produzione artistica recente, come quella presentata nella sua importante mostra “Linguaggi mutevoli”, si focalizza proprio su una profonda riflessione sociopolitica e comunicativa.

Ecco come lo stile e la poetica di Mario Iannino si collegano direttamente all'opera che abbiamo analizzato:

 1. Dalla materia al digitale

Iannino ha un percorso storico legato all'arte polimaterica, alle sculture e agli assemblaggi fisici. Negli ultimi anni ha compiuto un passaggio cruciale, trasportando la complessità del collage e del de-collage materico all'interno dei software digitali.

Le sue opere fondono textures ruvide che sembrano strappate dai muri della strada a elementi digitali puri.

 2. La critica al "Logocentrismo" e al consumismo

Proprio come nell'immagine mostrata (dove i loghi dei Corn Flakes si sovrappongono alla sofferenza umana), la ricerca di Iannino distrugge e ricompone i messaggi pubblicitari e i codici della comunicazione di massa.

L'artista usa i ritagli mediatici per sottrarre l'immagine al suo scopo commerciale originario, trasformando la "scoria" della società dei consumi in una reliquia d'arte carica di nuovo significato.

 3. Stratificazione caotica controllata

Visivamente, i lavori digitali di Iannino presentano una saturazione di livelli (layering): campiture di colore netto, scritte sovrapposte, frammenti figurativi nascosti e scomposizioni che ricordano la fluidità e il caos controllato dell'opera condivisa.

C’è, insomma, l’esaltazione e l’astrazione del “rumore del consumo e il Silenzio del Dolore”:

n  La Sintesi Tragica del Collage Digitale Contemporaneo

 

Il caos della visione contemporanea

La civiltà contemporanea vive e abita un panorama visivo saturo, in cui l'immagine ha perso la sua funzione di documento per farsi puro simulacro.

Nel flusso ininterrotto di stimoli che bombarda la coscienza moderna, la tragedia umana e l'invito al consumo convivono sullo stesso piano orizzontale, separati solo da un battito di ciglia o dallo scrolling di uno schermo.

Il collage digitale si impone come tecnica d'elezione per fotografare questa schizofrenia culturale.

Non si tratta più soltanto di una scelta formale, ma di un atto di azione che potremmo definire, nel senso alto del termine “guerriglia semiotica”. L’azione inizia da subito. Appena messo i piedi a terra l'artista preleva i detriti del linguaggio pubblicitario e li fa collidere con i nodi irrisolti dell'esistenza.

L'opera realizzata diventa così il manifesto dello scontro mentale pronta a scendere nel campo di battaglia visivo dove le icone del benessere industriale tentano invano di soffocare il grido del dolore innocente.

Vi sono diverse possibilità di lettura sociologica e nel contempo strutturale/poetica.

Tesi 1: La mercificazione dell'esistenza e l'estetica del contrasto.

La prima evidenza discorsiva dell'opera risiede nella decisa giustapposizione tra il registro dell'intrattenimento commerciale e quello della sofferenza.

Da un lato, il packaging rassicurante dei beni di consumo di massa — i Corn Flakes pop, i riferimenti alle vitamine, i colori caldi della colazione borghese — evoca un'idea di ordine e nutrimento artificiale.

Dall'altro, la figura del bambino in lacrime spezza la finzione pubblicitaria, introducendo una temporalità tragica e fin troppo reale.

Questo contrasto esplicita una verità scomoda: la società dei consumi fagocita il dolore, anestetizzandolo. Impone verità parallele virtuali utili esclusivamente all’idillio impossibile ma concreto per quanto concerne gi affari e impone il prodotto sponsorizzato.

La sofferenza è ridotta e costretta ad essere un'altra immagine tra le tante, un contenuto "a forte impatto" emotivo che scorre accanto alla promozione del prossimo prodotto, evidenziando la perdita di empatia generata dall'overdose mediatica.

Tesi 2: Il collage digitale diventa archivio del frammento e de-collage della memoria.

Se storicamente il decollage di Mimmo Rotella strappava i manifesti stradali per rivelare la storicità della materia e il passare del tempo, il collage digitale compie l'operazione inversa e complementare: esso stratifica nell'immateriale la materia pesante.

L'uso dei livelli digitali permette di accumulare trame sgranate, scritte tipografiche interrotte e vettori cromatici puri (come i papaveri rossi, simboli ancestrali di sonno, oblio e sangue).

Questa tecnica riflette la struttura della nostra memoria attuale, che non è più lineare, ma frammentaria e ipertestuale.

 L'opera è una struttura a più livelli, una sorta di palinsesto informatico in cui il caos non è casuale, ma rappresenta la scomposizione della realtà operata dai software e dagli algoritmi, dove ogni frammento conserva il DNA del contesto da cui è stato eradicato.

Tesi 3: La linea di ricerca di Mario Iannino va dal polimaterismo alla fluidità del pixel.

In questo scenario di frammentazione, la ricerca di artisti come Mario Iannino offre una chiave di lettura fondamentale.

Il passaggio di Iannino dall'assemblaggio di materiali fisici alla manipolazione digitale dimostra che il pixel può ereditare la stessa violenza espressiva della materia strappata, “violentata” a scopo “terapeutico”.

Nella sua riflessione contro il logocentrismo e l'abuso dei codici visivi della comunicazione globale, Iannino dimostra come l'arte non debba più creare nuove immagini, ma debba piuttosto "abitare e rivisitare, proporre lo scarto" dell’esistente.

L'affinità strutturale con l'opera risiede proprio in questo: la distruzione controllata del messaggio pubblicitario per far emergere l'essenza dell'uomo, liberando la figura umana dalla gabbia del brand che tenta di definirla.

Parliamo, dunque, dell'arte che eleva le scorie e ne fa riscatto etico dello sguardo.

In conclusione, l'analisi di questa tecnica e delle sue implicazioni concettuali dimostra che il collage digitale non è un semplice esercizio di stile postmoderno, ma un termometro etico del nostro tempo. Riunendo ciò che la società capitalista tende a tenere separato — il marketing della felicità e la realtà del trauma — l'opera costringe l'osservatore a un risveglio critico.

Attraverso lo sguardo di artisti che, come Iannino, rifiutano la passività del flusso visivo, il collage cessa di essere un mero assemblaggio di ritagli e diventa uno specchio frantumato: strumento necessario per ricomporre, pezzo dopo pezzo, la nostra coscienza frammentata.

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