Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

Esplora i Luoghi
Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

Il tempo ci è passato accanto

 Il nostro pezzo di storia

NELL’ALBUM DI FAMIGLIA.

 

Conservano una bellezza antica, le foto del ’43/44. Eleganza negli abiti e nel portamento erano stili di vita.

Non sono note nostalgiche di un tempo che non torna ma poesia visiva.

 


L'uomo nella foto, identificato come “zio Sasà” indossa una riproduzione di biancheria intima militare d'epoca (nello specifico, dei boxer bianchi in cotone dotati di bottoni frontali e regolatori laterali) abbinata a una cintura militare in cuoio con fibbia in ottone e a un busta militare (il tipico copricapo in tessuto dell'esercito).

Mentre, in questa suggestiva foto storica indossa un'uniforme militare coloniale nel deserto.

La divisa d'epoca (caratterizzata dal classico colore kaki, camicia con tasconi ed spalline, abbinata a un cinturone in tela e un copricapo a bustina), mentre tiene un'aquila reale appollaiata sulla spalla protetta dal passante della spallina.


"zio Sasà militare" è un reale parente di nome Bellisario (chiamato affettuosamente Sasà) che ha prestato servizio in un reparto storico, la foto testimonia un momento straordinario e ravvicinato con la fauna locale durante la sua giovinezza.

Se lo scatto, come penso, risale alla Seconda Guerra Mondiale (l'ultima guerra) in Nord Africa, l'uniforme e gli elementi presenti indicano che zio potrebbe aver prestato servizio nel Regio Esercito Italiano (o nella Polizia dell'Africa Italiana) all'interno di reparti operanti nel deserto libico, egiziano o tunisino tra il 1940 e il 1943. Ma di questo non ne sono certo. Di certo so che da civile ha retto la “tipografia scuola” dell’istituto “sordomuti” di Catanzaro.

Lo ricordo come un uomo solare, sempre allegro.

 

Ancora oggi, 17 Luglio 2026

Conservano una bellezza antica, le foto del ’43/44. L'eleganza negli abiti e nel portamento non erano una posa, ma un vero e proprio stile di vita. Non sono note nostalgiche di un tempo che non torna, ma pura poesia visiva che riaffiora dal passato.

Sfogliando l'album di famiglia, gli occhi si fermano sempre su di lui: zio Sasà. Un uomo solare, sempre allegro, la cui luce si percepisce chiaramente anche attraverso il bianco e nero di quegli scatti sbiaditi dal tempo, qui rimasterizzati. Che catturano frammenti d'Africa e di Giovinezza.

Nelle foto di quel periodo, la giovinezza di Bellisario – che tutti chiamavamo affettuosamente Sasà – si mescola alla storia con la maiuscola.

C'è un'immagine che toglie il fiato, quasi surreale: zio indossa un'uniforme militare coloniale, immerso nel deserto. È la classica divisa d'epoca color kaki, con la camicia dotata di tasconi e spalline, il cinturone in tela e il tipico copricapo a bustina.

La cosa straordinaria è che tiene un’aquila reale appollaiata sulla spalla, protetta dal passante della spallina. Un momento ravvicinato e incredibile con la fauna locale, testimonianza di un'avventura immensa.

In un altro scatto, quasi un dietro le quinte della vita da campo, zio indossa una riproduzione di biancheria intima militare d'epoca: boxer bianchi in cotone con bottoni frontali e regolatori laterali, abbinati a una cintura militare in cuoio con la fibbia in ottone e all'immancabile bustina in tessuto che, alla bisogna, era anche tuta da tenuta ginnica.

Se lo scatto risale alla Seconda Guerra Mondiale in Nord Africa, l'uniforme suggerisce che zio potrebbe aver prestato servizio nel Regio Esercito Italiano (o nella Polizia dell'Africa Italiana), in reparti operanti nel deserto libico, egiziano o tunisino tra il 1940 e il 1943. Non ne ho la certezza matematica, ma l'orgoglio per quel suo passato resta intatto.

Finita la guerra, la sua missione è diventata un'altra, tutta civile e profondamente umana. Zio Sasà ha retto per anni la "tipografia scuola" dell’istituto "sordomuti" di Catanzaro. Tra i caratteri mobili, l'odore dell'inchiostro e il rumore delle macchine da stampa, ha insegnato un mestiere e dato un futuro a tanti ragazzi, comunicando con la forza del suo sorriso e della sua generosità.

Un uomo che ha visto il deserto e la guerra, ma che ha scelto di seminare solo allegria e vita.

 

 


Nello scatto ritrovato, impresso in colori caldi e vividi,  gli oltre ottant'anni trascorsi sembrano quasi annullarsi:

Tre giovani soldati sorridono davanti all'obiettivo, ma gli occhi cadono inevitabilmente sul primo a sinistra: zio Sasà.

C’è una spontaneità disarmante in questa fotografia. Zio Sasà è in primo piano, le mani ben salde sui fianchi, un sorriso aperto e fiero che ne riflette l'animo solare.

L'uniforme coloniale kaki, seppur vissuta nel deserto, mantiene quel rigore elegante descritto nei racconti: il cinturone in tela ben stretto in vita, i tasconi sul petto, le maniche arrotolate a metà braccio per combattere la calura, e la bustina militare inclinata con scanzonata precisione.

Ma il vero miracolo visivo dell'immagine è quell'aquila reale posata proprio alle sue spalle, con le ali maestosamente spiegate. Il contrasto è fortissimo e poetico: la severità della pietra a secco che delimita l'accampamento e i rami spogli dell'arbusto sullo sfondo si contrappongono alla vitalità sprigionata da quel trio di commilitoni.

Gli altri due soldati guardano zio e l'animale con un misto di ammirazione e divertimento; il ragazzo sulla destra, con il fregio ben visibile sulla bustina, accenna un sorriso complice.

Questo scatto non è solo una testimonianza storica di un reparto del Regio Esercito immerso nella dura campagna nordafricana; è il frammento di una giovinezza che, nonostante la guerra e le privazioni del deserto, non aveva perso la capacità di stupirsi, di stringere cameratismo e di sorridere alla vita. La stessa straordinaria energia che, anni dopo, zio Sasà avrebbe portato tra i banchi della tipografia scuola a Catanzaro.

Commenti

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO
TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

Posta

chi siamo

Dietro le quinte

Chi Siamo & i Nostri Ringraziamenti

Il blog "A ore 12" è, fin dal 2009, uno spazio di cultura libera, indipendente e aperto a tutti. Non accettiamo finanziamenti, sponsorizzazioni o pubblicità. Ogni pagina nasce unicamente dall'amore per la bellezza e dal desiderio di essere utili alla collettività.

Oggi facciamo un'eccezione alla nostra linea editoriale per fare spazio a chi, ogni giorno e spesso nell'ombra, mette il cuore per rendere possibile tutto questo.

⚙️

Grazie a Manuela, L'Anima Tecnica

Un abbraccio speciale va a Manuela, la mente generosa che cura volontariamente tutta la struttura grafica del blog. Con competenza e pazienza infinita, fa sì che il sito si rinnovi costantemente attraverso:

  • Consigli preziosi per rendere la lettura rilassante e piacevole.
  • Layout su misura per far fluire i testi in modo chiaro e accessibile.
  • Grafiche curate che valorizzano i contenuti con eleganza, senza cedere al clickbait.
✍️

La Nostra "Famiglia": Collaboratori e Amici

Un grazie a Mario e Valentina, custodi del nostro prezioso archivio fotografico. Accanto si muove una bellissima rete di menti brillanti che arricchisce le aree di Opinione, Dati e Divulgazione.

Il nostro grazie più sincero racchiuso in un caloroso abbraccio avvolgente va a:

  • I compagni di viaggio storici: che mettono la firma, il volto e il pensiero su riflessioni profonde legate a politica, sanità, territorio e arte.
  • Chi collabora in silenzio: amici che per motivi personali, professionali o pura discrezione preferiscono non apparire. Il loro dono di idee e dati è un pilastro invisibile ma fondamentale.

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.