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Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

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Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

L’Effimero estivo tra folklore, vanità e il fantasma della cultura

 L’Effimero Estivo è servito: Folklore, Vanità e il Simulacro dell'Evento Culturale fantasma.

«Estate, tempo di sagre, feste e concorsi. Sfilate di ogni genere. Celebrazioni di miss e scoperte effimere di eventi che, come le farfalle, vivono il tempo necessario per mostrare la propria vanitosa bellezza. La vanità è una prerogativa di molti.»

 




Estate: tempo di sagre, feste e concorsi.

Sfilate di ogni genere, celebrazioni di miss e scoperte effimere di eventi che, come le farfalle, vivono il tempo necessario per mostrare la propria vanitosa bellezza. La vanità è una prerogativa di molti. Tutti, nessuno escluso, nella vita hanno, abbiamo, pensato almeno una volta di essere al centro dell’attenzione e dell’ammirazione generale. Vuoi per la convinta determinazione di un fisico scolpito in palestra (o ricevuto come dono naturale), vuoi per aver coltivato con disciplina, perseveranza e volontà ferrea l'apprendimento di discipline artistiche: pittura, scultura, musica, teatro e chi più ne ha più ne metta.

Il caldo estivo risveglia gli ormoni! Così, nelle assolate giornate, al fresco di una tettoia in riva al mare, sorseggiando una bibita fresca o gustando un gelato, ci lasciamo attrarre da effimere e romantiche escursioni mentali. Questo vale specialmente per i sognatori che hanno un’età compresa tra l’adolescenza, la pubertà e la spavalda giovinezza.

Le sagre si moltiplicano! Lo stesso vale per i cosiddetti eventi culturali che, a dire il vero, di culturale hanno ben poco. Basti pensare alle esposizioni di dipinti accatastati l’uno sull’altro negli angusti spazi di improbabili gallerie: spazi gestiti sì per passione, ma senza le basi necessarie per farsi megafoni e avanguardie di Bellezza.

Insomma, l'estate recepisce questa spinta ormonale e narcisistica, offrendo a ciascuno l'illusione di un'ammirazione generale. Delle creature-farfalle, destinate a vivere lo spazio di una notte, mostrano la propria vanitosa bellezza prima che il vento di settembre spenga i riflettori.

Tuttavia, camminando tra le bancarelle e i palchi improvvisati, è impossibile non avvertire un cortocircuito. Se la moltiplicazione delle sagre risponde a un bisogno profondo di socialità e di celebrazione comunitaria, il problema sorge quando queste manifestazioni pretendono di indossare l'abito della "Grande Operazione Culturale".

Qui si consuma il grande equivoco del nostro tempo. Il folklore autentico possiede una sua nobile e strutturata dignità antropologica. La sagra tradizionale, il rito paesano, la rievocazione storica non hanno bisogno di giustificarsi: sono atti di resistenza identitaria, celebrazioni della permanenza e del legame profondo con la terra e la memoria. Il folklore non mente, perché non finge di essere ciò che non è.

Il discorso cambia radicalmente quando ci si imbatte nei cosiddetti eventi intellettuali d'avanguardia che affollano i cartelloni estivi.

Si assiste così alla proliferazione di mostre d'arte allestite in angusti spazi di improbabili gallerie, gestite con encomiabile passione amatoriale, ma prive di qualsiasi base metodologica e scientifica.

Quadri accatastati l'uno sull'altro, privi di un progetto curatoriale, offerti allo sguardo distratto del passante tra un fritto misto e un bicchiere di vino alla spina.

Questa non è cultura; è il suo simulacro.

L'autentica operazione culturale non si limita a riempire un vuoto o a gratificare l'ego dell'espositore di turno.

La cultura interroga, destabilizza, crea nuovi linguaggi e si fa, per sua natura, megafono e avanguardia di Bellezza. Richiede rigore, storicizzazione, competenza e la capacità di generare un senso che sopravviva alla fine dell'evento.

Confondere il legittimo diletto della piazza con la produzione critica significa condannare il discorso pubblico a un'estetica della superficie.

Ben venga, dunque, la leggerezza delle farfalle estive, la spavalderia dei corpi al sole e il romanticismo effimero dei sogni giovanili. Ma si mantenga fermo il confine: la vanità ha diritto al suo palcoscenico di sabbia, purché non pretenda di confondersi con le fondamenta granitiche della cultura intesa come ...avanguardie di Bellezza.

Parlo della cultura come nutrimento dell'anima e ricerca interiore, e non come un semplice palcoscenico per l'esibizionismo estivo o come un pretesto per riempire spazi vuoti . cultura sinonimo di avanguardie di Bellezza, intesa come percorso di crescita condiviso, capace di stimolare il pensiero critico e di educare lo sguardo alla vera comprensione dell'arte. Non Una deriva che nasce dal considerare l’evento culturale un mero intrattenimento di massa, un passatempo superficiale che preferisce la quantità tesaurizzante, meretrice degli eventi, alla qualità della proposta.

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