Territorio e Radici

Tra la pietra antica e il respiro del mare

Uno sguardo sulla Calabria, sull’istmo di Catanzaro, dove la storia millenaria di Scolacium incontra la natura del Parco della Biodiversità e l'abbraccio cristallino della costa jonica. L'entroterra, la Sila e la costa tirrenica. Un viaggio visivo e culturale tra terra, memoria e arte in Calabria e nel mondo.

Esplora i Luoghi
Calabria: Scolacium, Parco della Biodiversità e Costa Jonica

PER GAZA

 

"per Gaza"

La composizione polimaterica intitolata "Per Gaza" è un'opera che colpisce per la sua densità simbolica e per la scelta dei materiali: frammenti di packaging, pubblicità, etichette e scarti del consumo quotidiano, assemblati con una sensibilità visiva che trasforma il rifiuto in denuncia.

 Materiali e linguaggio visivo:

- L’uso di imballaggi consumati non è casuale: sono tracce tangibili della voracità del nostro modello economico, che produce e consuma senza tregua.

- Ie barchette di carta, realizzate con involucri di snack e prodotti commerciali, evocano l’infanzia, la fragilità, ma anche il viaggio e la fuga. In questo contesto, sembrano metafore di esodi forzati, di speranze precarie che galleggiano tra le macerie.

- Il collage stratificato crea una texture visiva che richiama il caos urbano, la sovrapposizione di stimoli e messaggi pubblicitari che saturano il nostro quotidiano.

- Il titolo “Per Gaza” orienta la lettura verso una dimensione politica e umanitaria. Gaza, simbolo di sofferenza e resistenza, diventa il destinatario di un messaggio che denuncia l’indifferenza generata dal benessere consumistico.

- L’opera sembra suggerire che mentre alcune parti del mondo sono sommerse da prodotti e promesse di convenienza (“MAXI CONVENIENZA”), altre lottano per la sopravvivenza, per l’igiene e la protezione (“IGIENE E PROTEZIONE”).

Questa composizione non si limita a essere un esercizio estetico: è una critica visiva al capitalismo, alla disuguaglianza globale, e alla distanza tra chi consuma e chi subisce. Il fatto che i materiali siano “consumati” è fondamentale: non sono semplici oggetti, ma reliquie di un sistema che mastica e scarta, proprio come fa con le vite nei territori martoriati.

“Per Gaza” è un’opera che non si limita a rappresentare: interroga, disturba, provoca. È un grido silenzioso fatto di scarti, una geografia della rimozione. La cancellazione parziale di Palestina è il gesto più potente: non è solo una parola che manca, è una realtà che viene consumata e dimenticata, proprio come i materiali che compongono l’opera.

L’opera si configura come una denuncia visiva contro la voracità del modello economico occidentale, che consuma non solo beni ma anche memorie, identità e territori. La scelta dei materiali non è decorativa, ma concettuale: ogni frammento è una reliquia del consumo, un residuo che testimonia l’eccesso e l’indifferenza.

La cancellazione parziale della parola Palestina è il fulcro semantico dell’opera: non è solo una parola erosa, ma una realtà che viene sistematicamente logorata dal tempo, dalla guerra, dall’oblio mediatico. Gaza diventa il destinatario di un messaggio che non è solo empatico, ma accusatorio: mentre il mondo si perde tra “MAXI CONVENIENZA” e “IGIENE E PROTEZIONE”, altrove si lotta per la sopravvivenza.

Le barchette, simbolo di gioco infantile, assumono qui un significato tragico: sono fragili veicoli di fuga, speranze piegate e galleggianti tra le rovine. L’opera non offre soluzioni, ma invita alla riflessione, al disagio, alla presa di coscienza.

Per Gaza è un atto di resistenza poetica. Un’opera che trasforma il rifiuto in linguaggio, il consumo in critica, la cancellazione in memoria. È un grido silenzioso che emerge dai margini, dai materiali dimenticati, dalle parole mutilate. Un invito a guardare oltre la superficie, a riconoscere ciò che il nostro modello di vita tende a rimuovere.

Nel cuore dell’opera “Per Gaza” si consuma un gesto semplice e radicale: raccogliere ciò che il mondo scarta, ciò che il consumo ha già digerito, e trasformarlo in memoria. L’opera non nasce da materiali nobili, ma da frammenti di quotidiano logorato — packaging, slogan pubblicitari, etichette — che raccontano la bulimia del nostro vivere occidentale. Eppure, in questo caos visivo, si apre uno spazio di resistenza.

Le barchette di carta, costruite con involucri di prodotti commerciali, sembrano giocattoli infantili. Ma qui non galleggiano su acque tranquille: sono veicoli di fuga, di speranza, di precarietà. Navigano tra le rovine di un mondo che consuma tutto, anche le parole. La scritta *Palestina*, mutilata e ridotta a *“lestina”*, è il cuore pulsante dell’opera: una cancellazione che non è errore, ma denuncia. È il segno di una realtà che viene sistematicamente erosa, dimenticata, rimossa.

Il titolo “Per Gaza” non è una dedica romantica, ma un atto politico. È un grido silenzioso che si leva dai margini, dai materiali poveri, dalle parole spezzate. L’opera ci costringe a guardare: a vedere come il nostro benessere si costruisce sull’indifferenza, come i nostri slogan di convenienza si sovrappongono alle urgenze di chi vive sotto assedio.

In questo assemblaggio, ogni frammento è una voce. Ogni strato è una storia. Ogni barchetta è una vita che cerca di non affondare. “Per Gaza” non offre risposte, ma apre ferite. E ci chiede, senza urlare, di non voltare lo sguardo.

Scheda Critica:

Titolo: Per Gaza

Autore:  Mario Iannino

Tecnica: Assemblaggio polimaterico su supporto cartaceo/cartonato

Materiali: Packaging commerciali, etichette, frammenti pubblicitari, carta stampata, scritte manoscritte

Dimensioni: 55x94

Anno: 2025

Commenti

Notizie, Racconti, Realtà dalla Calabria e oltre

Un archivio poetico di attualità, memorie, gesti e racconti che attraversano il tempo e la terra.

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO

UNO SGUARDO SULLA CALABRIA E SUL MONDO
TRA LE PIETRE ANTICHE IL VERDE INCONTAMINATO E IL RESPIRO DEL MARE

ITINERARI SUGGERITI

ITINERARI SUGGERITI
PERCORSI SUGGERITI

La Cucina Calabrese

La Cucina Calabrese
Tradizioni ... di necessità virtù

Posta

chi siamo

Dietro le quinte

Chi Siamo & i Nostri Ringraziamenti

Il blog "A ore 12" è, fin dal 2009, uno spazio di cultura libera, indipendente e aperto a tutti. Non accettiamo finanziamenti, sponsorizzazioni o pubblicità. Ogni pagina nasce unicamente dall'amore per la bellezza e dal desiderio di essere utili alla collettività.

Oggi facciamo un'eccezione alla nostra linea editoriale per fare spazio a chi, ogni giorno e spesso nell'ombra, mette il cuore per rendere possibile tutto questo.

⚙️

L'Anima Tecnica: Grazie a Manuela

Un abbraccio speciale va a Manuela, la mente generosa che cura volontariamente tutta la struttura grafica del blog. Con competenza e pazienza infinita, fa sì che il sito si rinnovi costantemente attraverso:

  • Consigli preziosi per rendere la lettura rilassante e piacevole.
  • Layout su misura per far fluire i testi in modo chiaro e accessibile.
  • Grafiche curate che valorizzano i contenuti con eleganza, senza cedere al clickbait.
✍️

La Nostra "Famiglia": Collaboratori e Amici

A sostenere la comunità ci sono Mario e Valentina, custodi del nostro prezioso archivio fotografico. Accanto si muove una bellissima rete di menti brillanti che arricchisce le aree di Opinione, Dati e Divulgazione.

Il nostro grazie più sincero va a:

  • I compagni di viaggio storici: che mettono la firma, il volto e il pensiero su riflessioni profonde legate a politica, sanità, territorio e arte.
  • Chi collabora in silenzio: amici che per motivi personali, professionali o pura timidezza preferiscono non apparire. Il loro dono di idee e dati è un pilastro invisibile ma fondamentale.

divulghiamo bellezza!

a ore 12 ...at 12 o'clock ... Siamo in cerca della tua bellezza. Cerchiamo il fermento vitale, l’entropia di chi produce cultura per puro amore. Che sia cinema, pittura, fotografia, musica o poesia, inviaci i tuoi sogni e una breve nota. Se leggeremo bellezza ed empatia, saremo felici di darti voce con una nostra recensione. Senza filtri, senza padroni e senza inganni: non chiediamo contributi, quote di iscrizione o costi di pubblicazione. È un servizio alla collettività, offerto con la gratuità di chi crede ancora nel valore della Bellezza.