Nel ricordo di mamma Natuzza
“Jiati ‘mpacia…”. Andate in pace. Cosi Natuzza Evolo in Nicolace liquidò la troupe di mediaset quando andò a curiosare davanti alla sua porta.
Non li fece entrare. Contrariamente alla sua proverbiale
accoglienza specialmente nei confronti dei sofferenti che andavano a chiedere conforto e
sollievo.
Li lasciò sull’uscio e li liquidò subito. “Siti buoni e
caritatevoli. Comprensivi e altruisti”. Questa è stata la sua risposta al
saluto di commiato. Umile ma deciso che Mamma Natuzza fece al giornalista.
E' oggi riproposto, in occasione della festività di Ognissanti e dell'anniversario della scomparsa della mistica di Paravati, nel programma: "Leone, la forza di un Papa e lo stato della sua causa di beatificazione"in una parte della vita della mistica di Paravati, tra immagini e testimonianza di nonna terrena narrata dalla nipote Fortunata che porta il nome della cara amatissima figura ponte con il trascendente.
L’ho conosciuta, mamma Natuzza. Dapprima, mi sono avvicinato
con scetticismo pragmatico. Non riuscivo a spiegarmi come una donna analfabeta, un verme di terra, come ripeteva Lei potesse dare risposte che neppure gli scienziati sapevano formulare. Parlava e comprendeva persino l'aramaico!
In seguito ho compreso che il trascendente è uno stato fluido, qualcosa che la scienza razionalmente non sa spegare.
Quando andai, mi trovai al suo cospetto con una sorta di
diffidenza. Un chi va là umano indossato più per paura che per intellettualismo
stupido. Lei lo capì! E fu molto accogliente e dolce, davvero come una mamma! Non
mi cacciò come fece con i curiosi e i giornalisti in cerca dello scoop da prima
pagina.
Mamma Natuzza comprese il mio stato d’animo e lo fece suo. Mi benedisse come faceva mia madre ogni volta che mi vedeva soffrire.
Eppure ci volle molto per capirla e apprezzarla per quello
che era e rappresentava per la platea di sofferenti che bussava alla sua porta.
Natuzza Evolo, affettuosamente chiamata "Mamma Natuzza", è stata una delle figure mistiche più emblematiche e amate del nostro tempo, capace di toccare il cuore di milioni di fedeli e di scuotere le coscienze anche dei più scettici.
E' un racconto condiviso da molti e fotografa perfettamente la duplice
natura del suo approccio nei confronti di quanti bussavano alla sua porta: ferma e impenetrabile di fronte alla curiosità
mediatica, ma infinitamente dolce e accogliente verso chi si avvicinava con il
cuore aperto, persino se frenato dal dubbio o dalla diffidenza.
Perché questa testimonianza? me ne ha dato motivo e spunto il programma di stamane sul 5 che continua nella sua linea editoriale a " unire l'utile al dilettevole" come si suol dire unisce il sacro al profano. ma fa niente. è comunque importante, visto il range d'ascolto: divulgare i carismi di una vita santa.
Semplicemente per mettere in
luce gli aspetti più profondi della sua spiritualità e del suo vissuto: Il rifiuto del sensazionalismo, racchiuso in quel
"Jiati 'mpacia... Andate in pace" rivolto alla troupe televisiva che non
era un atto di superbia, ma pura tutela del sacro e del silenzio.
Natuzza ha sempre rifiutato la spettacolarizzazione dei carismi che le venivano attribuiti (come le stigmate, l'emografia o i colloqui con i defunti e gli angeli).
Davanti alle
telecamere in cerca dello scoop, la sua risposta diventava un muro invalicabile.
Liquidare i giornalisti con l'augurio di essere "buoni, caritatevoli,
comprensivi e altruisti" era il suo modo per riportare il focus su ciò che
contava davvero: non il fenomeno da baraccone, ma la conversione del cuore e la
carità cristiana.
L'accoglienza del dubbio autentico, nella mia esperienza personale, iniziata con uno "scetticismo pragmatico" e una diffidenza protettiva, la testimonianza intende chiarire come Natuzza sapesse leggere l'anima delle persone.
È stata una maestra di vita che non ha studiato ma prevaricava
l'ignoranza terrena guidata da un Sapere Onnisciente: Natuzza era analfabeta,
eppure scienziati, medici e teologi rimanevano spiazzati dalle sue risposte.
Quella sapienza non derivava dai libri, ma da quella che i fedeli riconoscevano
come un'illuminazione spirituale diretta, un "ponte con il
trascendente".
Una Donna dallo sguardo materno che pur leggendo nei cuori e
conoscendo quanto nascosto dentro non respingeva chi dubitava per paura o per
rigore intellettuale. Riconosceva la sofferenza e il bisogno di verità nascosti
dietro lo scetticismo.
Il fatto che mi abbia accolto come una madre, benedicendomi, dimostra che la sua missione era interamente rivolta al sollievo dei sofferenti, offrendo risposte dove la scienza razionale doveva fermarsi.
Oggi, nella ricorrenza di Ognissanti e dell'anniversario
della sua nascita al Cielo (avvenuta il 1° novembre 2009), il ricordo di figure
come la nipote Fortunata e le testimonianze di chi l'ha incontrata continuano a
mantenere vivo il legame tra la Calabria e quel "flusso trascendente"
che Paravati custodisce.
La sua causa di beatificazione, avviata dalla Chiesa, non fa che confermare istituzionalmente ciò che il popolo dei sofferenti aveva già decretato da tempo nel proprio cuore.
Natuzza è Santa dalla nascita! con una missione da compiere assegnata anzitempo già nel grembo materno terreno da una Volontà Ultraterrena .
Il ricordo di figure come la nipote Fortunata e le
testimonianze di chi l'ha incontrata continuano a mantenere vivo il legame tra
la Calabria e quel "flusso trascendente" che Paravati custodisce. Un
ruolo centrale in questa eredità spirituale è occupato dai Cenacoli di
Preghiera, fortemente voluti, suggeriti e sostenuti da Natuzza Evolo come fari
di fede e di carità diffusi in tutto il mondo.
I Cenacoli di Preghiera rappresentano il cuore pulsante del messaggio che da Paravati, origine spirituale del desiderio profondo di Natuzza di unire le anime nella preghiera collettiva, rispondendo a una richiesta d'amore e di conversione. e si propongono come luoghi di crescita spirituale, fedeltà alla Chiesa, catechesi e, soprattutto, di carità vissuta verso i più bisognosi.
Da piccoli nuclei iniziali in Calabria, si sono
moltiplicati esponenzialmente, creando una rete internazionale che unisce
migliaia di fedeli nel nome della preghiera mariana e dell'intercessione per le
anime.

